Labna

Amore in cucina

Categoria: Channukkah

Brisket di Channuccà

Cari amici, ben tornati e buon anno!
Manuel e io speriamo che abbiate trascorso dei momenti felici e soprattutto mangiato tante cose buone in questi giorni di festa.
A proposito di festa, ora che ci penso c’è una ricetta molto speciale che ho preparato per Channukkah della quale ancora non vi ho parlato: il brisket di Channukkah.

Il brisket è un taglio di carne che non si usa molto spesso: in italiano si chiama punta di petto – almeno credo – e per me era un pezzo abbastanza nuovo, che ho sperimentato con curiosità.
Con questa ricetta della tradizione ebraica americana si ottiene un arrosto molto tenero e molto saporito (anche grazie al sugo, che contiene molta cipolla): persino io, che sono vegetariana, ho assaggiato una cucchiaiata di sugo e ne sono rimasta conquistata!
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Sfenz

A casa dei miei nonni era mia nonna Malu a farla da padrona in cucina: cucinava sempre lei, naturalmente, durante la settimana ma anche nelle feste e di shabbat. Mio nonno entrava in cucina di tanto in tanto quasi solo per fare il caffè, eccezion fatta però per un singolo, eccezionale momento dell’anno: Channuccah.

A Channuccah mio nonno si alzava presto, si metteva in cucina e preparava le sfenz, le frittelle di acqua e farina, proprio come si faceva a Tripoli: un impasto semplice e veloce, qualche ora di lievitazione, un tuffo nell’olio bollente e… la più irresistibile merenda del mondo è pronta.
Avete presente le frittelle del lunapark? Beh, eccole qui: cambia il nome, ma il risultato finale è proprio quello.
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Frittelle di zucca per Channukkah

Domani è il primo giorno di Channukkah, un momento di grande gioia nel calendario ebraico; dato che però la gioia non è davvero tale se non è condivisa, oggi un’ospite speciale porta su Labna e condivide con noi una ricetta per la festa: diamo il benvenuto infatti all’amica Alessandra, aka Dinner in Venice, che ci racconta un dolce della tradizione ebraica veneziana, le frittelle di zucca barucca, anzi, le fritole de suca baruca.

Strano nome, eh? Beh, dovete sapere – come ci spiega Alessandra – che la zucca arrivò in Italia dopo la scoperta dell’America e piacque così tanto agli ebrei dell’Italia settentrionale che quelli di Venezia addirittura la chiamarono suca baruca, dall’ebraico baruch, che significa “benedetto”.
Venezia era nel Cinquecento un crogiolo di popoli e culture diversi, in cui si realizzarono molti esempi di quel tipo di cucina che oggi definiremmo fusion, con elementi locali e influssi internazionali vari: queste frittelle, speziate e arricchite da pinoli, uvetta e cedrini, sono un buon esempio!
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