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	<title>Labna &#187; Dolci</title>
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	<description>Amore in cucina</description>
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		<title>Tartufi di cioccolato alla Nutella</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 5 Febbraio si celebra, come ogni anno, il World Nutella Day, uno degli appuntamenti food che noi golosi aspettiamo con impazienza da settimane, per sentirci finalmente giustificati a infilare il cucchiaio nell&#8217;amata crema di nocciole. Dato che nelle precedenti edizioni ci siamo già cimentati con molti dolci fatti al forno, come la treccia alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 5 Febbraio si celebra, come ogni anno, il <a href="http://www.nutelladay.com/" title="World Nutella Day">World Nutella Day</a>, uno degli appuntamenti food che noi golosi aspettiamo con impazienza da settimane, per sentirci finalmente giustificati a infilare il cucchiaio nell&#8217;amata crema di nocciole. </p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2012/02/IMG_3485.jpg" alt="" title="IMG_3485" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6598" /></p>
<p>Dato che nelle precedenti edizioni ci siamo già cimentati con molti dolci fatti al forno, come la <a href="http://www.labna.it/treccia-alla-nutella.html" title="Treccia alla Nutella">treccia alla Nutella</a> e il <a href="http://www.labna.it/cheesecake-alla-nutella.html" title="Cheesecake alla Nutella">cheesecake variegato alla Nutella</a>, oltre che nella preparazione della <a href="http://www.labna.it/nutella-fatta-in-casa.html" title="Nutella fatta in casa">Nutella fatta in casa</a>, stavolta abbiamo scelto di fare un esperimento un po&#8217; diverso,  senza forno, preparando dei deliziosi, peccaminosissimi tartufi di cioccolato e Nutella.<br />
<span id="more-6597"></span><br />
Per una quarantina di piccoli truffles ci occorrono</p>
<p>400 g di Nutella<br />
100 g di cioccolato fondente al 75%<br />
4 cucchiai di miele<br />
2 cucchiai di burro<br />
cacao amaro</p>
<p>Unite tutti gli ingredienti in un pentolino e fateli sciogliere lentamente a bagno maria, mescolando di tanto in tanto fino ad ottenere una crema densa e liscia.<br />
Togliete il pentolino da fuoco e lavorante la crema con un cucchiaio di legno, mescolandola rapidamente: man mano che si raffredda, la crema si addenserà fino a diventare un impasto soffice e appiccicoso.<br />
Quando l&#8217;impasto è denso abbastanza da poter essere agevolmente staccato dalla pentola trasferitelo in una ciotola, coprite il tutto con della pellicola da cucina e fate raffreddare in frigo per almeno un&#8217;ora.<br />
Nel frattempo, predispondete una ciotola con abbondante cacao amaro per ricoprire i tartufi e un piatto grande dove disporli man mano che sono pronti.<br />
Quando l&#8217;impasto è freddo (ma non gelato come appena fuori dal frigo, altrimenti è impossibile da lavorare perchè si sbriciola) formate le palline arrotondandole con le mani e ricopritele bene di cacao, facendole rotolare nella ciotola predisposta.<br />
Disponete i tartufi su un piatto e rimetteteli in frigo fino al momento di servirli.<br />
Prima di servire i tartufi rotolateli di nuovo nel cacao, per assicurare una copertura uniforme.</p>
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		<title>4&#8230; 3&#8230; 2&#8230; 1&#8230; la torta più facile che ci sia!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 07:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è la torta più facile e veloce che io abbia mai fatto: basti dire che da quando l&#8217;ho scoperta, un mesetto fa, preparo questa torta semplicissima più o meno una volta a settimana, per la colazione di tutti i giorni. La ricetta arriva da Sandra, la &#8220;mamma adottiva&#8221; di Manuel: Sandra ha svelato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la torta più facile e veloce che io abbia mai fatto: basti dire che da quando l&#8217;ho scoperta, un mesetto fa, preparo questa torta semplicissima più o meno una volta a settimana, per la colazione di tutti i giorni. </p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2012/01/IMG_3030.jpg" alt="" title="IMG_3030" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6533" /></p>
<p>La ricetta arriva da Sandra, la &#8220;mamma adottiva&#8221; di Manuel: Sandra ha svelato a noi il segreto della sua &#8220;torta 4&#8230; 3&#8230; 2&#8230; 1&#8230;&#8221; e noi &#8211; che ne siamo entusiasti &#8211; la sveliamo a voi. D&#8217;altronde, questa torta è così buona che sarebbe un peccato non condividerla.<br />
<span id="more-6515"></span></p>
<p>Le dosi del dolce di Sandra, abbondanti ma facili da ricordare, sono</p>
<blockquote><ul>
<li>4 uova</li>
<li>2 e 1/2 bicchieri di farina 00 + 1/2 bicchiere di fecola di patate</li>
<li>2 bicchieri di zucchero</li>
<li>1/2 bicchiere di olio di semi + 1/2 bicchiere di latte</li>
<li>1 cucchiaio di lievito per dolci</li>
<li>1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia*</li>
</ul>
</blockquote>
<p>In una ciotola capiente mescolate con l&#8217;aiuto delle fruste elettriche tutti gli ingredienti: lavorate prima le uova e lo zucchero per pochi secondi, poi aggiungete la farina, la fecola, il lievito, l&#8217;olio, il latte e la vaniglia, sempre mescolando bene l&#8217;impasto.<br />
Trasferite il composto in una teglia ricoperta con la carta da forno: potete usare una teglia grande del tipo da lasagna e due da plumcake, purchè la teglia scelta sia abbastanza alta da accogliere il dolce, che in forno lieviterà abbondantemente.<br />
Infornate nel forno già caldo a 180° e fate cuocere la torta finchè la superficie non è ben cotta, o finchè un bastoncino inserito al centro non esce pulito.<br />
Fate raffreddare il dolce a temperatura ambiente prima di servirlo; si conserva bene avvolto in carta stagnola anche per una settimana.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2012/01/torta-mix.2.jpg" alt="" title="torta-mix.2" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-6537" /></p>
<p>P.S. Se volete rendere <em>parve</em>, vale a dire senza latte, questa torta, potete facilmente sostituire il latte con il succo d&#8217;arancia o la Fanta.</p>
<p>* Potete sostituire l&#8217;estratto di vaniglia con essenza di mandorla, acqua di rose, acqua di fiori d&#8217;arancio, scorza di agrumi o qualsiasi altro profumo vi piaccia</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2012/01/torta-mix1.jpg" alt="" title="torta-mix1" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-6538" /></p>
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		<title>Gelato alla halva</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 02:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho inventato questo gelato alla halva quando per Channukkah sono stato in Israele. Per riassumere velocemente ai curiosi le mie vacanze posso dire di aver mangiato ininterrottamente per 12 giorni e di aver preso 3 kg di pura ciccia mediorientale a forza di sufganyot, labna, hummus, shawarma, baklava, konafa&#8230; e halva, naturalmente! La halva è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho inventato questo gelato alla halva quando per Channukkah sono stato in Israele.<br />
Per riassumere velocemente ai curiosi le mie vacanze posso dire di aver mangiato ininterrottamente per 12 giorni e di aver preso 3 kg di pura ciccia mediorientale a forza di <a href="http://www.labna.it/doughnuts-krapfen-una-ricetta-per-molti-dolci.html" title="Leggi la ricetta delle sufganyot">sufganyot</a>, <a href="http://www.labna.it/labna.html" title="Leggi la ricetta della labna">labna</a>, <a href="http://www.labna.it/hummus-ceci-e-tahina.html" title="Leggi la ricetta del hummus">hummus</a>, shawarma, baklava, konafa&#8230; e halva, naturalmente! </p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2012/01/07-1.jpg" alt="" title="07-1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6477" /></p>
<p>La halva è una specie di barretta zuccherina fatta di pasta di sesamo e miele, arricchita con pistacchi, vaniglia, mandorle e frutta secca: è un dolce molto calorico, ma davvero delizioso.<br />
Dato che la halva mi piace molto, ho pensato di fare un gelato gusto halva, conservandone gli ingredienti di base e quindi il gusto caratteristico: Jasmine ed io abbiamo rispolverato la gelatiera, compagna di tante avventure estive, e ci siamo messi all&#8217;opera per portare un po&#8217; di Israele nella nostra grigia città.<br />
Che ne dite? Noi siamo molto soddisfatti di questo gelato dal sapore mediorientale: provatelo e fateci sapere!<br />
<span id="more-6447"></span><br />
Noi abbiamo usato come base la <a href="http://www.davidlebovitz.com/2009/02/vanilla-ice-cream/" title="Vanilla Ice-cream David Lebovitz">ricetta del gelato alla vaniglia di David Leibovitz</a>, che consigliamo perchè è ottima, aggiustandola poi per ottenere il nostro gusto halva.</p>
<p>Per poco meno di 1 kg di gelato alla halva occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>250 ml di latte intero</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>100 g di miele d&#8217;acacia</li>
<li>100 g di zucchero bianco</li>
<li>1 baccello di vaniglia</li>
<li>100 ml di tahina</li>
<li>5 tuorli d&#8217;uovo</li>
<li>500 ml di panna</li>
<li>noci pecan, pistacchi, arachidi o altra frutta secca a piacere</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per cominciare scaldate in un pentolino a fuoco basso il latte con lo zucchero, il miele, il sale e i semini della vaniglia, e mettetelo da parte.<br />
In un secondo pentolino unite le uova con la tahina e cominciate ad aggiungervi gradualmente il latte tiepido, mescolando continuamente per non far cuocere le uova.<br />
Scaldate il tutto a fuoco basso e continuate a mescolare con una frusta o con una spatola di silicone, avendo cura di tenere i bordi del pentolino sempre puliti.<br />
Quando il liquido comincia ad addensarsi (la consistenza desiderata è più densa di quella del latte ma meno densa, diciamo, di una crema pasticcera) aggiungete la panna e mescolate il tutto fuori dal fuoco.<br />
Se avete il Bimby potete unire i passaggi indicati cuocendo nel boccale del Bimby tutti gli ingredienti indicati per 8 minuti a temperatura 80° e velocità 4.<br />
Fate raffreddare la crema così ottenuta fuori dal frigo fino a quando non torna a temperatura ambiente, poi trasferitela nella gelatiera e procedete secondo le istruzioni della macchina. Quando la gelatiera entra in funzione potete aggiungere la frutta secca: noi abbiamo messo delle noci pecan caramellate, ma molti altri ingredienti possono andar bene.<br />
Fatto mantecare il gelato per 15/20 minuti nella gelatiera accesa, potete trasferirlo in freezer, dove dovrà restare qualche ora per prendere corpo e addensarsi bene.<br />
Servite il gelato con qualche pezzettino di halva (quelli che vedete nella foto sono ciuffi di halva affettata julienne!) o una cucchiaiata di miele per guarnire.</p>
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		<title>Sfenz</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Channukkah]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina ebraica]]></category>
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		<category><![CDATA[Pane e cose lievitate]]></category>
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		<description><![CDATA[A casa dei miei nonni era mia nonna Malu a farla da padrona in cucina: cucinava sempre lei, naturalmente, durante la settimana ma anche nelle feste e di shabbat. Mio nonno entrava in cucina di tanto in tanto quasi solo per fare il caffè, eccezion fatta però per un singolo, eccezionale momento dell&#8217;anno: Channuccah. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A casa dei miei nonni era mia nonna Malu a farla da padrona in cucina: cucinava sempre lei, naturalmente, durante la settimana ma anche nelle feste e di shabbat. Mio nonno entrava in cucina  di tanto in tanto quasi solo per fare il caffè, eccezion fatta però per un singolo, eccezionale momento dell&#8217;anno: Channuccah.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_2127.jpg" alt="" title="IMG_2127" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-6388" /></p>
<p>A Channuccah mio nonno si alzava presto, si metteva in cucina e preparava le sfenz, le frittelle di acqua e farina, proprio come si faceva a Tripoli: un impasto semplice e veloce, qualche ora di lievitazione, un tuffo nell&#8217;olio bollente e&#8230; la più irresistibile merenda del mondo è pronta.<br />
Avete presente le frittelle del lunapark? Beh, eccole qui: cambia il nome, ma il risultato finale è proprio quello.<br />
<span id="more-6383"></span></p>
<p>Per 6/8 persone</p>
<p>1/2 kg di farina 00<br />
1/2 cubetto di lievito fresco o 1 cucchiaio di lievito secco<br />
acqua q.b. circa 2 bicchieri<br />
olio per friggere<br />
zucchero bianco per spolverare</p>
<p>In una ciotola capiente versate tutta la farina. A parte, sciogliete il lievito nell&#8217;acqua, dunque unite il liquido così ottenuto alla farina, lavorando l&#8217;impasto con le mani fino ad ottenere una pasta molto morbida ed elastica, abbastanza appiccicosa.<br />
Fate lievitare l&#8217;impasto coperto con un telo da cucina (in una stanza tiepida, al riparo da correnti d&#8217;aria) per circa 1 ora, poi impastatelo velocemente con le mani e fatelo lievitare ancora 1 ora.<br />
Ultimata la lievitazione, predisponete vicino ai fornelli la ciotola dell&#8217;impasto e una seconda ciotola di acqua tiepida.<br />
In una padella grande, o anche in una pentola se non vi sentite tanto sicuri con la padella, scaldate abbondante olio per friggere; nel frattempo, prendete una pallina di impasto e tiratela allargandola delicatamente con le mani, fino ad ottenere uno strato abbastanza sottile, eventualmente anche con qualche buco. Per fare questa operazione conviene avere le mani umide e pulite, quindi è meglio dopo ogni sfoglia inumidire le mani nella ciotola dell&#8217;acqua.<br />
Friggete la prima frittella avendo cura di farla dorare bene da entrambi i lati, poi scolatela e ripetete l&#8217;operazione con il restante impasto fino a finirlo.<br />
Scolate le frittelle su un paio di fogli di carta da cucina, tuffatele subito nello zucchero bianco e servitele ben calde.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_2051.jpg" alt="" title="IMG_2051" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6386" /></p>
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		<title>Frittelle di zucca per Channukkah</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 07:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani è il primo giorno di Channukkah, un momento di grande gioia nel calendario ebraico; dato che però la gioia non è davvero tale se non è condivisa, oggi un&#8217;ospite speciale porta su Labna e condivide con noi una ricetta per la festa: diamo il benvenuto infatti all&#8217;amica Alessandra, aka Dinner in Venice, che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani è il primo giorno di Channukkah, un momento di grande gioia nel calendario ebraico; dato che però la gioia non è davvero tale se non è condivisa, oggi un&#8217;ospite speciale porta su Labna e condivide con noi una ricetta per la festa: diamo il benvenuto infatti all&#8217;amica Alessandra, aka <a href="http://www.dinnerinvenice.com/" title="Dinner in Venice">Dinner in Venice</a>, che ci racconta un dolce della tradizione ebraica veneziana, le frittelle di zucca barucca, anzi, le <em>fritole de suca baruca</em>.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/8471Frittelledizucca-399x600-copy.jpg" alt="" title="8471Frittelledizucca-399x600 copy" width="399" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6380" /> </p>
<p>Strano nome, eh? Beh, dovete sapere &#8211; come ci spiega Alessandra &#8211; che la zucca arrivò in Italia dopo la scoperta dell&#8217;America e piacque così tanto agli ebrei dell&#8217;Italia settentrionale che quelli di Venezia addirittura la chiamarono <em>suca baruca</em>, dall&#8217;ebraico <em>baruch</em>, che significa &#8220;benedetto&#8221;.<br />
Venezia era nel Cinquecento un crogiolo di popoli e culture diversi, in cui si realizzarono molti esempi di quel tipo di cucina che oggi definiremmo fusion, con elementi locali e influssi internazionali vari: queste frittelle, speziate e arricchite da pinoli, uvetta e cedrini, sono un buon esempio!<br />
<span id="more-6312"></span><br />
Per 30 frittelle circa ci occorrono</p>
<p>500 g di polpa di zucca a dadini<br />
200 g di farina<br />
2 uova<br />
scorza grattugiata di 2 arance bio<br />
150 g di zucchero<br />
1 pizzico sale<br />
1/2 bustina lievito<br />
1 cucchiaino cannella<br />
1 cucchiaino liquore<br />
40 g di uvetta<br />
40 g di cedrini canditi<br />
40 g di pinoli</p>
<p>Per prima cosa, fate rinvenire l&#8217;uvetta in acqua tiepida. Nel frattempo, mettete i dadini di zucca nel microonde coperti, ma lasciando una piccola apertura, e fateli cuocere una decina di minuti, o finchè non si sono ammorbiditi.<br />
Nel contenitore del mixer mettere zucchero, sale, scorza di arancia, uova e cannella e lavorate il composto qualche minuto; aggiungete poi la zucca cotta e riducete il tutto in una crema.<br />
Trasferite la crema così ottenuta in una terrina e aggiungete la farina setacciata con il lievito, mescolando bene, poi unite anche i pinoli, i cedrini, l&#8217;uvetta scolata e il liquore.<br />
In una padella scaldate abbondante olio d&#8217;oliva o di arachidi e friggete l&#8217;impasto a palline (3/4 di un cucchiaio alla volta indicativamente).<br />
Una volta dorate, scolate le frittelle e fatele asciugare su due strati di carta da cucina.<br />
Infine, cospargete le frittelle di zucchero a velo e servitele subito, ancora calde. </p>
<p><strong>Scoprite altre ricette di Channukkah sul sito di Alessandra, <a href="http://www.dinnerinvenice.com/hanukkah.html" title="Dinner in Venice - Channukkah">Dinner in Venice</a>!</strong></p>
<p><a href="http://www.dinnerinvenice.com/hanukkah.html"><img alt="" src="http://www.dinnerinvenice.com/uploads/7/0/9/4/7094196/5707186.jpg" title="Latkes di patate schiacciate ed erbe" class="alignnone" width="100" /></a> <a href="http://www.dinnerinvenice.com/hanukkah.html"><img alt="" src="http://www.dinnerinvenice.com/uploads/7/0/9/4/7094196/5772131.jpg" title="Frittelle di zucchine" class="alignnone" width="100" /></a> <a href="http://www.dinnerinvenice.com/hanukkah.html"><img alt="" src="http://www.dinnerinvenice.com/uploads/7/0/9/4/7094196/6245651.jpg" title="Dolcetti fritti con miele e sambuca" class="alignnone" width="100" /></a> <a href="http://www.dinnerinvenice.com/hanukkah.html"><img alt="" src="http://www.dinnerinvenice.com/uploads/7/0/9/4/7094196/1789655.jpg" title="Frittelle veneziane" class="alignnone" height="150" width="100" /></a> <a href="http://www.dinnerinvenice.com/hanukkah.html"><img alt="" src="http://www.dinnerinvenice.com/uploads/7/0/9/4/7094196/498897.jpg" title="Risi e uva" class="alignnone" width="100" /></a></p>
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		<title>Babka al cioccolato</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La babka (o bobka) è un dolce tipico della cucina ebraica ashkenazita, cioè degli ebrei dell&#8217;Est Europa: si tratta di un rotolo di impasto dolce simile al panettone italiano, con un ripieno al cioccolato, ed è assolutamente delizioso. Insomma, non abbiamo il Natale, ma a pochi giorni dal Natale abbiamo Channukkah, la festa delle luci, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La babka (o bobka) è un dolce tipico della cucina ebraica ashkenazita, cioè degli ebrei dell&#8217;Est Europa: si tratta di un rotolo di impasto dolce simile al panettone italiano, con un ripieno al cioccolato, ed è assolutamente delizioso.<br />
Insomma, non abbiamo il Natale, ma a pochi giorni dal Natale abbiamo Channukkah, la festa delle luci, e non ci facciamo mancare un dolce per festeggiare adeguatamente.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_1707.jpg" alt="" title="IMG_1707" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6280" /></p>
<p>Desideravo fare questo dolce da mesi, ma la preparazione richiede molto tempo quindi l&#8217;ho sempre rimandato; qualche giorno fa, però, io e Manuel ci siamo messi in cucina per un intera domenica a giocare con il nostro nuovo robot da cucina <a href="http://blogmymum.com/" title="Mum5 Bosch">Mum5</a> e abbiamo affrontato la ricetta, con il risultato &#8211; direi soddisfacente &#8211; che vedete in foto!<br />
La babka non è un dolce da tutti i giorni, ma vale davvero la pena di prepararlo almeno una volta: è indimenticabile!<br />
<span id="more-6016"></span></p>
<p>Per preparare la babka noi ci siamo basati su una ricetta del New York Times, la <a href="http://www.nytimes.com/2007/12/05/dining/051brex.html" title="Babka sul New York Times">Chocolate apricot babka</a>, che è a sua volta tratta dal libro “The Art of the Dessert” di Ann Amernick.</p>
<p>Come vi ho già detto, questa ricetta richiede quasi una giornata di lavoro, per i tempi lunghissimi di lievitazione, ma merita di essere provata: d&#8217;altronde, tutte le cose davvero belle richiedono tempo e impegno, no?</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_1686.jpg" alt="" title="IMG_1686" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6279" /></p>
<p><a href="http://www.joyofkosher.com/best-of-kosher-2011/"><img src="http://www.joyofkosher.com/wp-content/uploads/2011/11/badges2.jpg" class="alignleft" /></a><br />
Prima di svelarvi la ricetta, però, vi chiedo un piccolo favore: se anche a voi piacciono le ricette ebraiche di Labna potete passare a votarmi nella classifica <a href="http://www.joyofkosher.com/nomination-category/best-kosher-food-blog/" title="Best of Kosher Food Blog">&#8220;Best of Kosher Food Blogs&#8221; su Joy of Kosher</a>?<br />
Non vinceremo mai, anche perchè competiamo con giganti americani, ma ci vogliamo provare!<br />
Grazie!!</p>
<p><strong>Per l&#8217;impasto</strong> di due grosse babka occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>250 farina 00 + 60 farina manitoba (noi abbiamo usato solo farina manitoba, ma ne serve un po&#8217; di più)</li>
<li>1 punta di cucchiaino di sale</li>
<li>150 g di zucchero bianco</li>
<li>1 panetto di lievito fresco</li>
<li>120 g di latte</li>
<li>2 uova grandi</li>
<li>qualche goccia di estratto di vaniglia o 1 bustina di vanillina</li>
<li>120 g di burro a temperatura ambiente + 30 g a parte</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Per il ripieno</strong> di solito si usa una crema di cioccolato, abbinato con spezie, marmellata o altro; per fare solo cioccolato occorrono approssimativamente</p>
<blockquote><ul>
<li>100 g cioccolato</li>
<li>200 g di zucchero</li>
<li>120 g di burro</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Noi nella babka in foto abbiamo messo cioccolato e mandorle tritate.</p>
<p><strong>Per lo streusel</strong>, il topping che noi non abbiamo messo ma che tradizionalmente ci vorrebbe, occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>6 cucchiai di farina</li>
<li>3 cucchiai di zucchero</li>
<li>2 cucchiaini di cannella</li>
<li>45 g di burro</li>
</ul>
</blockquote>
<p>In una ciotola capiente o nell&#8217;impastatrice con il gancio da pane mescolate la farina, il sale, lo zucchero; aggiungete poi il lievito sciolto in poca acqua tiepida, il latte, le uova e la vaniglia, e lavorate l&#8217;impasto per 10-15 minuti finchè non è soffice e lucido.<br />
Unite poco per volta il burro all&#8217;impasto e continuate a lavorarlo fino ad ottenere la consistenza &#8211; dice il NYT &#8211; di un gelato molto denso: diciamo che miriamo a un impasto che non sia compatto come quello del pane, ma più elastico e malleabile; in questa fase potete aggiungere un po&#8217; di farina extra se vi sembra necessario, anche in base al tipo di farina che decidete di usare (bianca o manitoba).<br />
Coprite la ciotola che contiene l&#8217;impasto con della pellicola da cucina e lasciate che la pasta lieviti per circa 2 ore, almeno finchè non raddoppia.</p>
<p>Finita la prima lievitazione, lavorate l&#8217;impasto con le mani per togliere l&#8217;aria e ricompattarlo, poi avvolgetelo in un altro foglio di pellicola da cucina e trasferitelo in frigorifero per altre due ore (o, se lavorate di sera, per la notte).<br />
Mentre l&#8217;impasto è in frigo preparate il ripieno tritando burro, zucchero e cioccolato e mettetelo da parte; nel frattempo, foderate due teglie tipo delle da plumcake grande o da pan carrè (20 x 10 cm approssimativamente) con la carta da forno, cercando di non far uscire troppa carta dai bordi altrimenti il dolce crescerà in modo irregolare.</p>
<p>Togliete l&#8217;impasto dal frigo, dividetelo in due parti e stendete su un piano di lavoro leggermente infarinato ciascuna delle due parti in un rettangolo di 30 x 20, con l&#8217;aiuto di un mattarello.<br />
Spalmate il ripieno del dolce sull&#8217;impasto, avendo cura di tenere il ripieno a qualche cm di distanza dal bordo del rettangolo.<br />
Arrotolate l&#8217;impasto dal lato lungo per ottenere un rotolo, poi arrotolate il rotolo su se stesso (come un dna, per intenderci!) e disponete la forma così ottenuta nella teglia; ripetete tutte le operazioni per il secondo rettangolo di impasto.</p>
<p>Preparate lo streusel, che è un crumble leggero di burro, farina, zucchero e cannella, e spargetelo sopra all&#8217;impasto; se preferite non mettere lo streusel sui dolci, spennellateli semplicemente con del burro fuso.<br />
Coprite le due teglie con della pellicola e fate lievitare i dolci per altre due ore a temperatura ambiente; nel frattempo, preriscaldate il forno a 180 gradi.</p>
<p>Fate cuocere le due forme di babka per circa 45 minuti, coprendole con un foglio di alluminio se dovessero colorirsi troppo in superficie.<br />
Ultimata la cottura potrete dire finalmente &#8220;missione compiuta&#8221;!<br />
Lasciate raffreddare il dolce a temperatura ambiente almeno mezz&#8217;ora prima di tagliarlo e poi&#8230; servite!</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_1718.jpg" alt="" title="IMG_1718" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6281" /></p>
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		<title>Cioccolata calda densa</title>
		<link>http://www.labna.it/cioccolata-calda-densa.html</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 02:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[cacao]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolata calda]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao amici di Labna! Siete a casa a godervi la vacanza, questa piccola, insperata tregua dalla quotidianità settimanale? Io sono in partenza per la montagna, dove trascorrerò i prossimi giorni cercando di fare il pieno di aria buona e&#8230; beh, cibo, come al solito! Dato che siamo ormai a Dicembre inoltrato ho pensato di lasciarvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao amici di Labna! Siete a casa a godervi la vacanza, questa piccola, insperata tregua dalla quotidianità settimanale?<br />
Io sono in partenza per la montagna, dove trascorrerò i prossimi giorni cercando di fare il pieno di aria buona e&#8230; beh, cibo, come al solito!</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/cioc4.jpg" alt="" title="cioc4" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6001" /></p>
<p>Dato che siamo ormai a Dicembre inoltrato ho pensato di lasciarvi per questo lungo weekend una ricetta calda e confortante: la ricetta per la cioccolata densa fatta in casa!<br />
Vi basteranno pochi ingredienti e solo qualche minuto per preparare una cioccolata calda densa, avvolgente e tutto sommato anche sana, altro che Ciobar!<br />
<span id="more-5990"></span></p>
<p>Per una bella porzione abbondante, diciamo due, vi occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>500 ml di latte fresco intero</li>
<li>100 g di zucchero</li>
<li>50 g di cacao</li>
<li>20 g di fecola</li>
</ul>
</blockquote>
<p>In un pentolino unite lo zucchero, il cacao e la fecola e amalgamateli insieme a qualche cucchiaio di latte, facendo scaldare il tutto a fuoco basso.<br />
Aggiungete poi poco per volta il latte mescolando bene per evitare la formazione di spiacevoli grumi durante la cottura, finchè la crema non comincia ad addensarsi: a seconda del tempo di cottura potete ottenere una cioccolata cremosa o un budino!<br />
Per la cioccolata vanno bene le dosi indicate qui sopra, mentre per il budino vi conviene aggiungere un po&#8217; di fecola in più, diciamo un cucchiaino, senza esagerare.<br />
Servite con panna, biscotti o quello che più vi va!</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/12/cioc3.jpg" alt="" title="cioc3" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-6000" /></p>
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		<title>Torta di nocciole</title>
		<link>http://www.labna.it/torta-di-nocciole.html</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 08:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io e Manuel siamo due veri geek e la tecnologia, specialmente applicata alla cucina, ci piace da impazzire. Noi facciamo a gara a chi ha più Watt nelle fruste elettriche, per darvi un&#8217;idea della situazione&#8230; Così, quando qualche giorno fa la Bosch ci ha proposto di provare un nuovo robot da cucina, il Mum 5, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io e Manuel siamo due veri <em>geek</em> e la tecnologia, specialmente <a href="http://www.labna.it/bimby-vs-kitchenaid.html" title="Bimby vs. KitchenAid">applicata alla cucina</a>, ci piace da impazzire. Noi facciamo a gara a chi ha più Watt nelle fruste elettriche, per darvi un&#8217;idea della situazione&#8230;<br />
Così, quando qualche giorno fa la Bosch ci ha proposto di provare un nuovo robot da cucina, il <a href="http://www.blogmymum.com" title="Blog my MUM Bosch">Mum 5</a>, non abbiamo saputo resistere: d&#8217;accordo che su Labna abbiamo deciso di non mettere mai pubblicità, ma noi adoriamo i robot da cucina e qui stiamo parlando di una macchina che ha più accessori di una Rolls Royce!<br />
Per i prossimi tre lunedì, dunque, vi presenteremo alcuni piatti fatti con il nostro nuovo luccicante robot (ovviamente riproducibili anche con gli elettrodomestici di cui già disponete, eh!).</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/IMG_1071.jpg" alt="" title="IMG_1071" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5910" /></p>
<p>Oggi vi raccontiamo la ricetta una torta semplicissima che gli ebrei italiani usano mangiare durante le feste, specialmente a Rosh Hashanah e Kippur.<br />
Vi consiglio questa torta in modo particolare anche perchè è praticamente <em>allergy-free</em>, dato che è senza latte e senza farina* (quindi senza glutine!): va bene proprio per tutti!<br />
<span id="more-5819"></span></p>
<p>Per una grande teglia quadrata (non ho  misurato, ma è circa una spanna di lato), ci occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>6  albumi</li>
<li>250 g di zucchero</li>
<li>250 g di nocciole già sgusciate</li>
<li>qualche goccia di limone</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa fate tostare qualche minuto in padella le nocciole, poi tritatele finemente insieme allo zucchero per ottenere una farina sottile un po&#8217; umida.<br />
Con le fruste elettriche, montate gli albumi con qualche goccia di limone a neve ben ferma, dunque incorporate i bianchi così ottenuti nella farina di nocciole, poco per volta, con un movimento delicato dall&#8217;alto verso il basso.<br />
Foderate con la carta da forno la teglia prescelta e riempitela con l&#8217;impasto; nel frattempo, preriscaldate il forno a 200°.<br />
Quando il forno è ben caldo, infornate il dolce e fatelo cuocere per circa 45 minuti.<br />
Tenete d&#8217;occhio la torta in cottura dopo la prima mezz&#8217;ora: se si scurisce troppo in superficie, coprite il dolce con un foglio di carta stagnola e lasciatelo cuocere coperta finchè non è pronto; in caso di incertezza sulla cottura, fate la prova dello stecchino: infilando nel dolce uno stuzzicadenti, questo deve uscire pulito.<br />
Una volta sfornato il dolce si abbasserà un pochino, ma non preoccupatevi, è normale; fatelo raffreddare un pochino a temperatura ambiente e poi toglietelo delicatamente dallo stampo.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/IMG_1142.jpg" alt="" title="IMG_1142" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5911" /></p>
<p>* dato che è senza farina, questa torta è perfetta anche per Pesach!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torta con semi di papavero</title>
		<link>http://www.labna.it/torta-con-semi-di-papavero.html</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina ebraica]]></category>
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		<category><![CDATA[rosh hashanah]]></category>
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		<description><![CDATA[La poppy seed cake che vedete su Labna oggi è una torta caratteristica della tradizione ebraica, che si mangia in molte occasioni ma specialmente in corrispondenza delle festa di Purim e Rosh Hashanah (se non vi ricordate cos&#8217;è Purim potete ripassare leggendo la storia delle orecchie di Aman, mentre su Rosh Hashanah dovreste avere già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La poppy seed cake che vedete su Labna oggi è una torta caratteristica della tradizione ebraica, che si mangia in molte occasioni ma specialmente in corrispondenza delle festa di Purim e Rosh Hashanah (se non vi ricordate cos&#8217;è Purim potete ripassare leggendo <a href="http://www.labna.it/hamantaschen.html" title="Orecchie di Aman per Purim">la storia delle orecchie di Aman</a>, mentre su <a href="http://www.labna.it/qualche-idea-per-rosh-hashanah.html" title="Qualche idea per il menu di Rosh Hashanah">Rosh Hashanah</a> dovreste avere già la memoria fresca.)</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/papavero2.jpg" alt="" title="papavero2" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5829" /></p>
<p>La ricetta mi arriva dall&#8217;amica <a href="http://joannathan.com/" title="Joan Nathan">Joan Nathan</a>, autorevolissima autrice di molti libri di cucina ebraica che sono un grande successo in America.<br />
Joan ha studiato la cucina ebraica di quasi ogni angolo del globo e dalla sua esperienza ha tratto alcuni volumi davvero interessanti, come &#8220;The Jewish Holiday Kitchen&#8221;, &#8220;The Children&#8217;s Jewish Holiday Kitchen&#8221;, &#8220;Jewish Cooking in America&#8221;, &#8220;Joan Nathan&#8217;s Jewish Holiday Cookbook&#8221;, solo per citarne alcuni.<br />
Questa torta è un po&#8217; diversa dal solito, perchè i semi di papavero non si usano spesso, specialmente nella cucina italiana, ma secondo me è davvero buona: grazie Joan!<br />
<span id="more-5826"></span><br />
La ricetta di Joan si trova sul <a href="http://www.nytimes.com/2009/09/16/dining/163rrex.html?ref=dining" title="NYT">NYT</a>; io l&#8217;ho seguita quasi alla lettera, modificando solo la quantità di semi di papavero per adattarla un po&#8217; ai gusti europei.</p>
<p>Per 3 stampi da plumcake occorrono</p>
<p>120 g di semi di papavero (la ricetta originale ne prevede quasi 200)<br />
250 g di latte<br />
230 g di burro a temperatura ambiente<br />
250 g di farina<br />
350 g di zucchero<br />
3 uova grandi<br />
estratto di vaniglia<br />
1 punta di cucchiaino di sale<br />
15 g di lievito per dolci</p>
<p>N.B. la <a href="http://www.nytimes.com/2009/09/16/dining/163rrex.html?ref=dining" title="NYT">ricetta originale</a> è in cups; se avete il misurino adatto seguite l&#8217;originale, che è più precisa, dato che non si approssima per convertire le dosi!</p>
<p>Scaldate in un pentolino il latte con i semi di papavero fino al bollore, poi togliete il pentolino dal fuoco e fate raffreddare; nel frattempo, preriscaldate il forno a 180° e preparate le teglie da plumcake foderandole di carta da forno o ricoprendole con burro e pan grattato.<br />
In una ciotola capiente lavorate a crema con le fruste elettriche il burro e lo zucchero; aggiungete per prima cosa il rosso d&#8217;uovo, la vaniglia, il latte con i semi di papavero mescolando bene, poi la farina a poco a poco, il sale e il lievito.<br />
Montate separatamente i bianchi a neve ben ferma, poi incorporateli delicatamente nell&#8217;impasto.<br />
Trasferite infine l&#8217;impasto nelle tre teglie e cuocete per circa 50 minuti, finchè il dolce non è ben dorato e interamente cotto anche all&#8217;interno (fate la prova dello stecchino!).</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/papavero5.jpg" alt="" title="papavero5" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5832" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Kaak</title>
		<link>http://www.labna.it/kaak-roschette-dolci.html</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 07:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biscotti]]></category>
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		<category><![CDATA[ammoniaca per dolci]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[frolla all'olio]]></category>
		<category><![CDATA[ricette ebraiche]]></category>
		<category><![CDATA[ricette tripoline]]></category>

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		<description><![CDATA[Dolci o salate, le roschette &#8211; in arabo tripolino kaak &#8211; sono uno dei capisaldi della cucina ebraica libica; mia nonna le preparava spessissimo e in grande quantità, perchè come vi ho già raccontato non si può bere il caffè, non si può proprio, senza accompagnarlo un paio di roschette. Le roschette sono un biscotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dolci o <a href="http://www.labna.it/roschette.html" title="Roschette salate">salate</a>, le roschette &#8211; in arabo tripolino kaak &#8211; sono uno dei capisaldi della cucina ebraica libica; mia nonna le preparava spessissimo e in grande quantità, perchè come vi ho già raccontato non si può bere il caffè, non si può proprio, senza accompagnarlo un paio di roschette.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/kaake1.jpg" alt="" title="kaake1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5799" /></p>
<p>Le roschette sono un biscotto eccezionalmente leggero e friabile; non contengono derivati del latte e hanno poco zucchero, quindi sono particolarmente adatte anche a chi ha esigenze alimentari particolari.<br />
Provatele: la vostra colazione (ma anche la vostra merenda!) non sarà più la stessa!<br />
<span id="more-5738"></span></p>
<p>Per una settantina di roschette piccole, o per una trentina di roschette grandi, occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>400 g di farina</li>
<li>2 uova</li>
<li>1 tazzina e mezza di zucchero</li>
<li>1/2 bustina di lievito per dolci o 1 cucchiaino di ammoniaca per dolci</li>
<li>1 cucchiaio di acqua di fiori d&#8217;arancio (se piace)</li>
<li>1 tazzina e mezza di olio di semi</li>
</ul>
</blockquote>
<p><em>Update: dato che qualcuno nei commenti me lo chiede, una tazzina e mezza è una tazzina da caffè e mezza; a casa mia si misurava così una volta, come avrà notato chi ha familiarità con le ricette di questo sito!</em></p>
<p>In una ciotola capiente mescolate con l&#8217;aiuto di un cucchiaio di legno le uova con l&#8217;olio di semi, l&#8217;acqua di fiori d&#8217;arancio, lo zucchero e l&#8217;agente lievitante prescelto.<br />
Aggiungete la farina e mescolate bene, prima col cucchiaio, poi a mano, fino ad ottenere un impasto compatto e umido, facile da lavorare e non appiccicoso.<br />
Quando l&#8217;impasto è pronto, infarinate leggermente il piano di lavoro, accendete il forno a 180° e preparate anche un paio di teglie ricoperte di carta da forno.<br />
Prendete un pochino di impasto con due dita e fate dei rotolini sottili, che chiuderete poi ad anello; in alternativa, fate delle piccole palline e poi bucatele al centro, allargando il buco con le dita fino ad ottenere la ciambellina della dimensione desiderata.<br />
Disponete le ciambelline così ottenute sulla carta da forno: non crescono moltissimo, quindi potete tenerle anche abbastanza vicine, ma senza esagerare.<br />
Infornate le roschette per circa 10-15 minuti (il tempo dipende dalla dimensione delle ciambelle): quando sono ancora un po&#8217; pallide, ma già bionde, potete toglierle dal forno; un buon metodo per sapere se le roschette sono pronte è verificare che si stacchino agevolmente dalla carta da forno.<br />
Una volta sfornate le roschette, toglietele dalla teglia e fatele raffreddare all&#8217;aria aperta, poi riponetele in una scatola di latta: così conservate durano molto a lungo senza perdere la caratteristica croccantezza.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/kaake2.jpg" alt="" title="kaake2" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5800" /></p>
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		<title>Il cheesecake di California Bakery</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 21:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa ci eravamo illusi di aver trovato la nostra cheesecake preferita, ma ci sbagliavamo, e di grosso anche. Pensavamo di preparare una cheesecake abbastanza buona, ma non avevamo ancora provato la nostra cheesecake preferita, quella di California Bakery. La New York cheesecake di California Bakery vince su tutte, hands down proprio, senza rivali. Potete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa ci eravamo illusi di aver trovato la nostra cheesecake preferita, ma ci sbagliavamo, e di grosso anche. Pensavamo di preparare una cheesecake abbastanza buona, ma non avevamo ancora provato la nostra cheesecake preferita, quella di <a href="http://www.californiabakery.it/" title="California Bakery">California Bakery</a>.<br />
La New York cheesecake di California Bakery vince su tutte, hands down proprio, senza rivali.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/cheesck1.jpg" alt="" title="cheesck1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5794" /></p>
<p>Potete dunque indovinare il mio entusiasmo quando l&#8217;estate scorsa California Bakery ha avviato i corsi di cucina nella sua sede di piazza Sant&#8217;Eustorgio, qui a Milano: mi sono iscritta subito al primo appuntamento utile per imparare a preparare il dolce di tanti brunch domenicali, l&#8217;amata New York Cheesecake.<br />
Ecco la ricetta che ho imparato sotto la guida sapiente di Michela &#8211; l&#8217;insegnante che dirige il progetto showcooking di California Bakery &#8211; e che ho scelto anche per festeggiare il Labna compleanno: è una ricetta davvero preziosa, tenetevela stretta!<br />
<span id="more-5734"></span></p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/nycheesecake.jpg" alt="" title="nycheesecake" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-6484" /></p>
<p>Per un cheesecake da 8 porzioni ci occorrono</p>
<p>Per la crosta</p>
<p>300 g di biscotti digestive<br />
80 g di burro fuso<br />
1/2 cucchiaino da caffè di cannella<br />
1 cucchiaino di miele di acacia</p>
<p>Per la crema</p>
<p>400 g di robiola<br />
300 g di ricotta fresca <br />
200 g di zucchero bianco<br />
150 g di panna fresca<br />
40 g di yogurt bianco intero (California Bakery usa quello greco)<br />
4 uova, leggermente sbattute<br />
1/2 baccello di vaniglia<br />
1/2 cucchiaino di farina 00 setacciata<br />
Scorza di limone</p>
<p>Per preparare la crosta frullate insieme tutti gli ingredienti e lavorateli a mano per scaldarli un po&#8217;, poi trasferiteli in una teglia a cerniera e procedete a ricoprire il fondo e i bordi della teglia con l&#8217;impasto. <br />
Da principio vi sembrerà di non riuscire a coprire bene tutti i bordi perchè l&#8217;impasto è abbastanza secco e sbricioloso, ma se lavorate delicatamente con le dita potete senz&#8217;altro farcela; l&#8217;obbiettivo è quello di avere base e bordo uniformi, non troppo spessi nè troppo sottili.<br />
Quando la preparazione della crosta è completa fate riposare la teglia per almeno mezz&#8217;ora in frigorifero.</p>
<p>In una ciotola capiente setacciate la ricotta per togliere eventuali grumi e mescolatela alla robiola con l&#8217;aiuto di un cucchiaio di legno o di una spatola. Aggiungete lo zucchero, lo yogurt, la scorza di limone e la vaniglia, poi unite le uova, la panna e la farina. <br />
Scaldate il forno a 160.<br />
Riempite la base del dolce con la crema e cuocete la torta per 55 minuti, trascorsi i quali lasciate il dolce nel forno aperto per 5 ulteriori minuti. <br />
A cottura ultimata, lasciate raffreddare il cheesecake a temperatura ambiente per 3 ore, poi in frigorifero per altre 2 ore.<br />
Tirate fuori il dolce dal frigo 10 minuti prima di servirlo.<br />
Il cheesecake si conserva in frigorifero per tre o quattro giorni, sempre che non finisca molto prima.</p>
<p>P.S. Mi sono molto simpatici quelli di California Bakery e apprezzo tutte le loro iniziative, inclusa l&#8217;ottima gestione del brand in rete, quindi ci tengo a chiarire che questo post non è una marchetta, e che lo scrivo completamente di mia iniziativa! </p>
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		<title>Torta di mele allo zenzero e qualche riflessione</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici di Labna, oggi sono davvero di pessimo umore, quindi vi beccate uno sfogo in piena regola; la torta qui sotto serve solo ad attirarvi nel post con la ricetta per poi farvi leggere tutto il resto. Ora che vi ho svelato la trappola, potete decidere se proseguire o no con la lettura. L&#8217;argomento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici di Labna, oggi sono davvero di pessimo umore, quindi vi beccate uno sfogo in piena regola; la torta qui sotto serve solo ad attirarvi nel post con la ricetta per poi farvi leggere tutto il resto.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/torta-mele-zenzero.jpg" alt="" title="torta-mele-zenzero" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5693" /></p>
<p>Ora che vi ho svelato la trappola, potete decidere se proseguire o no con la lettura. L&#8217;argomento è: creatività e copyright. Lettore avvisato mezzo salvato.<br />
<span id="more-5692"></span></p>
<p>Ieri pomeriggio mi stavo molto annoiando su Facebook quando ho visto un messaggio della mia amica blogger <a href="http://profumincucina.blogspot.com/" title="Profumi in cucina">Aurelia</a>, che stava cercando con Google Images <strong>i ladri di foto</strong>.<br />
Sapete senz&#8217;altro anche voi per esperienza che nella rete, come nella vita reale, le persone si dividono in due categorie: quelle per bene, e quelle stronze. E che la mamma delle seconde, con tutta evidenza, è particolarmente prolifica.<br />
Ecco, Aurelia stava per l&#8217;appunto dando la caccia alle persone della seconda categoria.<br />
C&#8217;è questo simpatico servizio di Google Images che permette di incollare la url di una immagine e di <strong>ritrovare nel web tutti i link dove quell&#8217;immagine &#8211; o anche solo una parte di essa &#8211; è stata utilizzata e condivisa</strong>.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/google-images2.jpg" alt="" title="google-images2" width="587" height="369" class="aligncenter size-full wp-image-5702" /></p>
<p>Voi inserite la URL (o caricate l&#8217;immagine, che però è più laborioso) e Google fa saltare fuori come per magia, grazie ai suoi sofisticati sistemi di riconoscimento (colori, forme, proporzioni ecc), niente meno che un elenco dei siti dove l&#8217;immagine inserita è riprodotta, per intero o parzialmente.<br />
Ecco, se siete blogger o fotografi questo è un giochino che vi consiglio di fare, ove possibile con una tazza abbondante di camomilla a portata di mano.</p>
<p>Io l&#8217;ho fatto ieri con un po&#8217; delle foto di Labna, specialmente con quelle vecchie del periodo in cui ancora autorizzavamo i robot di Google a prendere le immagini e a farle saltar fuori su Google Images (cosa che ora non permetteremmo più nemmeno per tutto l&#8217;oro del mondo), e devo dirvi che sto ancora cercando di riprendermi dallo choc.<br />
Ho trovato qualcosa come 80 link di siti che hanno rubato le mie foto e molto spesso anche i miei testi, incuranti non solo delle più elementari norme di buona educazione digitale, ma anche del logo della <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" title="Creative Commons">licenza Creative Commons</a> che fa bella mostra di sè in tutte le pagine di Labna.<br />
Ecco, io volevo dire che sono molto incazzata. Proprio così: non arrabbiata, incazzata.<br />
Perchè&#8230; beh, c&#8217;è bisogno che vi spieghi il perchè?</p>
<p>Tra questi 80 e passa siti di stronzi ci sono le cose più varie: blogger wannabe che copiano i contenuti altrui solo per avere più contenuti indicizzati e fare più visite, giornali senza scrupoli che non hanno più voglia di pagare le foto di stock quindi rubano le mie, nanopress e aggregatori vari, alberghi che mettono nel loro menu le foto delle mie tagliatelle&#8230; chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Avreste mai detto, voi, ad esempio, che <strong>Il Sole 24 Ore</strong> si mettesse a rubare le foto dai blog? No eh? Invece è proprio così!<br />
La foto di zuppa astutamente ritagliata che illustra <a href="http://salute24.ilsole24ore.com/articles/8276-zucca-spinaci-e-patate-la-zuppa-ai-carotenoidi-per-la-salute-delle-donne" title="Il Sole 24 Ore ruba le foto">questo articolo del Sole</a> di un anno fa altro non è che la <a href="http://www.labna.it/crema-di-zucca.html" title="Crema di zucca di Labna">mia foto della crema di zucca</a>.</p>
<p>Capite, sì, quanto mi arrabbio per una cosa del genere?</p>
<p>Che ne dite poi di Crearecucinando, ad esempio, un blog che nel mese di Novembre pubblica di fila 3 ricette mie (<a href="http://crearecucinando.blogspot.com/2010/11/tortini-di-cioccolato-con-un-cuore.html" title="foto rubata 1">una</a>, <a href="http://crearecucinando.blogspot.com/2010/11/asparagi-su-un-letto-di-crema-all-uovo.html" title="foto rubata 2">due</a>, <a href="http://crearecucinando.blogspot.com/2010/11/orecchiette-con-i-broccoli.html" title="foto rubata 3">tre</a>)?<br />
Richiamato all&#8217;ordine sulla fan page di Facebook, &#8220;l&#8217;autore&#8221; prima risponde come potete vedere qui sotto e poi mi banna, preoccupandosi solo di ritagliare ulteriormente le mie foto e di aggiungerci sopra in comic sans una specie di watermark dei poveri.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/scatto2.jpg" alt="" title="scatto2" width="465" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-5711" /></p>
<p><del datetime="2011-11-07T14:22:19+00:00">Se volete fare una bella cosa per me, <a href="https://www.facebook.com/pages/Crearecucinando/144239965619985" title="Fan page di Crearecucinando, blog che ruba le foto">passate dalla fan page in questione &#8211; dalla quale sono stata bannata &#8211; e lasciate un commento</a>: &#8220;Vergognati delle foto e dei testi che hai rubato da Labna.it&#8221;; basta fare copiaincolla, ci mettete in attimo! </del></p>
<p><strong>UPDATE: Il Sole 24 ore, anzi, Stefano Quintarelli, mi ha scritto per scusarsi, un  gesto che ho apprezzato tantissimo e che dimostra la loro attenzione &#8211; vera &#8211; per le dinamiche della rete, nonchè l&#8217;attento monitoraggio del brand sul web. Mi hanno spiegato che si è trattato dell&#8217;errore di un fornitore, che si è scusato a sua volta.<br />
Solo ostinata e sfacciata arroganza, invece, dai nostri amici di Crearecucinando, a cui oggi avete davvero fatto passare una brutta mattinata.<br />
Dato che molti di voi sono stati come me bannati dalla pagina, vi consiglio di segnalare la pagina a Facebook tramite l&#8217;apposito bottone che trovate nella fan page in basso a destra. Grazie!</strong></p>
<p><strong>NUOVO UPDATE: I ladruncoli di CreareCopiando hanno chiuso le pagine incriminate, quindi potete smettere di perseguitarli su FB, almeno per ora! Ad ogni modo, questo successo è tutto merito vostro: siete grandi!</strong></p>
<p>Non entro nel dettaglio con tutti i link, ma nel caso ve lo steste domandando farò certamente un&#8230; paiolo così a tutti, uno a uno, potete scommetterci.<br />
Ad ogni buon conto, non pensate anche voi che sarei legittimata a denunciarli tutti, questi ladruncoli da strapazzo, se solo nel paese dove viviamo esistesse una qualche forma di tutela per casi simili?</p>
<p>Siete almeno un po&#8217; partecipi della mia rabbia e della mia frustrazione?<br />
Se sì, vi chiedo una sola cosa, a parte quella che vi ho già indicato poco fa.</p>
<p><strong>Condividete questo post</strong> per sensibilizzare tutti gli utenti inconsapevoli che, quando vogliono una ricetta, la cercano su Google e vanno nel primo sito che capita, senza preoccuparsi di verificare l&#8217;attendibilità di quel sito.<br />
Da oggi, quando cercate qualcosa, fatelo in modo consapevole.<br />
Non comprereste mai, chessò, un&#8217;auto rubata: perchè, invece, dovreste comportarvi in modo diverso con i contenuti di un sito internet?<br />
<strong>Là fuori ci sono contenuti di ogni genere, belli, brutti, legali, illegali: sta a voi scegliere a chi regalare un clic, a chi lasciare un commento!<br />
Impegnatevi per essere utenti responsabili: chi, come me, crea cose belle e le condivide con voi, non vi chiede altro che questo!</strong></p>
<p>*</p>
<p>Oh, adesso che vi siete sorbiti tutta la mia manfrina, potete avere la ricetta di oggi.<br />
La torta di mele allo zenzero altro non è che una specie di crostata che ho preparato con gli avanzi dell&#8217;impasto dei <a href="http://www.labna.it/biscotti-allo-zenzero.html" title="Biscotti allo zenzero">biscotti allo zenzero</a> della scorsa settimana.<br />
Il procedimento è semplice.<br />
Preparate l&#8217;impasto dei biscotti e stendetelo in una teglia ricoperta con la carta da forno.<br />
Fate riposare l&#8217;impasto in frigo per una mezz&#8217;oretta, poi disponeteci sopra le mele.<br />
Scaldate il forno a 180° e fate cuocere la torta finchè le mele non sono tenere e dorate.<br />
A questo punto sfornate la torta e, quando è fredda, spennellatela con un po&#8217; di miele.</p>
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		<title>Biscotti allo zenzero</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 08:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questi biscottini allo zenzero, che sono poi come dei gingersnaps americani nè più nè meno, sono molto buoni&#8230; o almeno così dicono quelli che li hanno assaggiati: io non ho dato nemmeno un morso, perchè lo zenzero non mi piace, ma tutta la famiglia ne era entusiasta. Lo zenzero mi attrae tanto per la forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questi biscottini allo zenzero, che sono poi come dei gingersnaps americani nè più nè meno, sono molto buoni&#8230; o almeno così dicono quelli che li hanno assaggiati: io non ho dato nemmeno un morso, perchè lo zenzero non mi piace, ma tutta la famiglia ne era entusiasta.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/ginger4.jpg" alt="" title="ginger4" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5677" /></p>
<p>Lo zenzero mi attrae tanto per la forma buffa ma poi non so mai come utilizzarlo: voi in quali piatti lo usate? Ma soprattutto in quali dolci?<br />
Valgono tutte le risposte fuorchè l&#8217;omino di pan di zenzero, perchè quello ci piace solo a Natale!<br />
Se invece anche voi siete a corto di idee su come usare lo zenzero fresco, tanto per cominciare potete fare questi biscotti!<br />
<span id="more-5672"></span></p>
<p>200 g di zucchero<br />
120 g di burro morbido<br />
1 uovo<br />
60 ml di miele<br />
230 g di farina<br />
1 cucchiaino abbondante di bicarbonato<br />
una punta di sale<br />
1 cucchiaino di cannella (io ne ho messa molto meno)<br />
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato<br />
zucchero extre per coprire i biscotti</p>
<p>Per prima cosa scaldate il forno a 180°.<br />
In una ciotola capiente lavorate a crema con le fruste elettriche il burro, lo zucchero, le uova e il miele; unite poi la farina, il bicarbonato, il sale, la cannella e lo zenzero, continuando a mescolare finchè l&#8217;impasto non è sodo e liscio.<br />
Fate riposare l&#8217;impasto in frigo per mezz&#8217;oretta, poi formate delle palline, fatele rotolare nello zucchero e trasferitele di nuovo in frigo un quarto d&#8217;ora.<br />
Quando le palline sono ben rassordate disponetele su una teglia coperta di carta da forno; fate in modo che siano ben distanziate l&#8217;una dall&#8217;altra, perchè i biscotti si allargheranno tantissimo in cottura. Io ho fatto 6 biscotti per teglia, considerato che la prima infornata si sono tutti attaccati in un unico enorme biscotto.<br />
Fate cuocere i biscotti per circa 15 minuti: se volete ottenere dei biscotti morbidi e chewy bastano 10-12 minuti di cottura, mentre se li preferiti secchi e croccanti fate pure 15 minuti, stando però attenti a non bruciare tutto.<br />
Sfornate i biscotti e fateli raffreddare su una gratella, poi riponeteli in una scatola di latta dove potrete conservarli tranquillamente per una decina di giorni.</p>
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		<title>Torta di cachi e cioccolato</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 06:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A me, diciamolo subito, i cachi non piacciono: sono viscidi, appiccicosi, e oltretutto è difficile mangiarli senza sbrodolarsi. D&#8217;altra parte sono di stagione, in questo momento, e fanno bella mostra di sè lungo i banchi del mercato: difficile resistere a quella loro morbidezza lasciva, al colore vivace e ad un tempo sbiaditamente malinconico che hanno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me, diciamolo subito, i cachi non piacciono: sono viscidi, appiccicosi, e oltretutto è difficile mangiarli senza sbrodolarsi.<br />
D&#8217;altra parte sono di stagione, in questo momento, e fanno bella mostra di sè lungo i banchi del mercato: difficile resistere a quella loro morbidezza lasciva, al colore vivace e ad un tempo sbiaditamente malinconico che hanno.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/cachi1.jpg" alt="" title="cachi1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5598" /></p>
<p>Tuttavia, se anche avessi resistito al frutto, non avrei potuto resistere alla ricetta della torta che vedete qui sopra; me l&#8217;ha passata il mio amico Ariel, sostenendo di aver un tale entusiasmo per il dolce da averlo preparato tre volte in una settimana! Ora: la sua è certamente una famiglia di golosi, ma tre volte in una settimana è davvero un numero notevole, non trovate? Insomma, la torta *doveva* essere buona!<br />
<span id="more-5585"></span></p>
<p>Userei uno stampo non troppo alto e certamente largo, vedete voi se tondo o rettangolare.<br />
Per la torta ci occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>75 g burro</li>
<li>100 g zucchero</li>
<li>2 uova</li>
<li>500 g polpa di cachi, frullata</li>
<li>200 g di farina OO</li>
<li>1/2 bustina di lievito per dolci</li>
<li>30 g cacao in polvere </li>
<li>50 g di gocce di cioccolato</li>
<li>1 pizzico di sale </li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa, in una ciotola capiente lavorate a crema con le fruste elettriche il burro, lo zucchero e i tuorli (tenete da parte i bianchi!), fino ad ottenere un composto spumoso; aggiungete poi la polpa dei cachi, la farina setacciata con il lievito e il cacao, le gocce di cioccolato.<br />
In una ciotola a parte montate a neve ben ferma i bianchi d&#8217;uovo con un pizzico di sale, poi incorporateli delicatamente nell&#8217;impasto.<br />
Trasferite il composto in una tortiera foderata con la carta da forno e fate cuocere la torta in forno già caldo a 180° per 1 ora.<br />
I tempi di cottura sono lunghi perchè il dolce è &#8211; e resta, anche a cottura ultimata &#8211; molto umido e morbido all&#8217;interno; lasciate che il forno faccia il suo dovere, verificando di tanto in tanto la cottura con il metodo dello stecchino e coprendo il dolce con della carta stagnola se vi sembra che stia cuocendo troppo in superficie e poco dentro.<br />
Sfornate la torta, fatela raffreddare bene poi toglietela dallo stampo.<br />
Servitela con un po&#8217; di polpa di cachi o, se vi sentite ancora in vena di cucinare, con un sorbetto di cachi.</p>
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		<title>Biscotti di Sara con avena e cioccolato</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 00:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biscotti]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei risvolti migliori della vita di una food blogger &#8211; a parte l&#8217;opportunità di mangiare mille biscotti con la scusa di preparare lo scatto o cambiare la composizione della foto &#8211; è l&#8217;opportunità di costruire relazioni: attraverso il blog si conoscono persone, storie, emozioni, che tante volte poi superano anche la barriera della rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei risvolti migliori della vita di una food blogger &#8211; a parte l&#8217;opportunità di mangiare mille biscotti  con la scusa di preparare lo scatto o cambiare la composizione della foto &#8211; è l&#8217;opportunità di costruire relazioni: attraverso il blog si conoscono persone, storie, emozioni, che tante volte poi superano anche la barriera della rete e toccano la vita reale.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/biscotti-avena-cioccolato2.jpg" alt="" title="biscotti-avena-cioccolato2" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5578" /></p>
<p>Una delle persone che ho avuto modo di incontrare e apprezzare grazie alla blogosfera è <a href="http://saramaternini.com/ " title="Sara Maternini">Sara Maternini</a>: la conoscete anche voi, vero?<br />
Beh, se non la conoscete ancora ve la presento io: è una persona molto speciale. E&#8217; una bravissima blogger, una mamma tostissima, una vera geek girl&#8230; e che altro? Ah, ovviamente un ottima cuoca!<br />
I biscotti che vedete qui sopra li ho fatti con una sua ricetta: inutile dirvi che sono stati divorati da tutta la famiglia in un batter d&#8217;occhio!<br />
<span id="more-5565"></span></p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/biscotti-avena-cioccolato3.jpg" alt="" title="biscotti-avena-cioccolato3" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5579" /></p>
<p>Per 15 biscotti giganti ci occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>125 g di burro a temperatura ambiente</li>
<li>125 g di zucchero di canna</li>
<li>1 uovo</li>
<li>qualche goccia di estratto di vaniglia</li>
<li>250 g di farina</li>
<li>1 cucchiaino di lievito per dolci</li>
<li>50 g di fiocchi d’avena (io ho usato dei fiocchi d&#8217;orzo)</li>
<li>200 g di gocce di cioccolato</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa fate scaldare il forno a 180°.<br />
Nel frattempo, lavorate insieme con le fruste elettriche il burro, lo zucchero, l&#8217;uovo e l&#8217;estratto di vaniglia in una ciotola capiente; aggiungete poi la farina e lievito e continuate a lavorare l&#8217;impasto fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.<br />
Unite all&#8217;impasto anche i fiocchi d’avena e le gocce di cioccolato; la ricetta originale di Sara include anche i cranberries, ma nella mia famiglia non piacciono a nessuno, quindi io li ho omessi.<br />
Distribuite il composto a cucchiaiate su una teglia ricoperta di carta da forno, poi infornate il tutto per 15/20 minuti, a seconda della dimensione dei biscotti: quelli di Sara sono piccolini, i miei sono giganti.<br />
Sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare su una gratella; una volta freddi potete conservarli in una scatola di latta per una settimana.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/biscotti-avena-cioccolato1.jpg" alt="" title="biscotti-avena-cioccolato1" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-5580" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Biscottini di pasta frolla montata</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 00:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[pasta frolla]]></category>
		<category><![CDATA[vaniglia]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero a velo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio debole per i dolci non è un mistero: tutti sanno che per corrompermi basta un quadretto di cioccolato o persino una caramella, come i bambini! C&#8217;è, però, anche dell&#8217;altro: il fatto è sono convinta che la strada più breve al cuore delle persone passi per il cibo, come veicolo di cura, attenzione, affetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio debole per i dolci non è un mistero: tutti sanno che per corrompermi basta un quadretto di cioccolato o persino una caramella, come i bambini!<br />
C&#8217;è, però, anche dell&#8217;altro: il fatto è sono convinta che la strada più breve al cuore delle persone passi per il cibo, come veicolo di cura, attenzione, affetto o genericamente amore (il sottotitolo di questo blog si riferisce proprio a questo, per chi non lo sapesse!).</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/9420.jpg" alt="" title="9420" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5559" /></p>
<p>Forte di questa convinzione ho preparato questi biscottini buonissimi per i miei nuovi colleghi: ho infatti appena cambiato lavoro e così &#8211; dato che sono troppo timida per socializzare come fanno le persone normali &#8211; ho deciso di preparare dei biscotti, per manifestare una qualche intenzione di amicizia nei confronti delle persone con cui passo la giornata in ufficio. Speriamo che la mia strategia funzioni!<br />
<span id="more-5547"></span> </p>
<p>Chiacchiere a parte, questa è la frolla migliore che io abbia mai mangiato, ma tutto il merito va alla mia amica Alice del blog <a href="http://www.food-couture.com/2010/10/mi-sono-montata-la-testa.html" title="Frolla montata di Alice">Food Couture</a>, la cui ricetta mi ha davvero entusiasmato.<br />
Si tratta di una frolla così buona che sembra di pasticceria, pur essendo tutto sommato molto semplice da preparare: se avete intenzione di stupire qualcuno vi consiglio di provarla, il successo è garantito! </p>
<p>Per due teglie di biscotti vi occorrono</p>
<p>180 g di burro morbido<br />
90 g di zucchero a velo<br />
1 uovo<br />
250 g di farina<br />
estratto di vaniglia</p>
<p>Montate con le fruste elettriche &#8211; ok anche il KA, ma si fa fatica perchè l&#8217;impasto è poco &#8211; il burro e lo zucchero, lavorandoli a crema.<br />
Continuando a montare con le fruste aggiungete anche l&#8217;uovo e qualche goccia di estratto di vaniglia, avendo cura di amalgamare bene il composto.<br />
Setacciate la farina e aggiungetela poco per volta alla crema di burro e uovo, mescolando con una spatola fino ad ottenere un impasto uniforme, piuttosto denso e compatto.<br />
Coprite due teglie larghe con la carta da forno e trasferite l&#8217;impasto in un sac à poche, con l&#8217;aiuto del quale andrete a dar forma ai biscotti.<br />
Trasferite le teglie in frigo per mezz&#8217;oretta, finchè i biscotti non si rassodano, poi infornate a 180° nel forno già caldo per una decina di minuti (tenete d&#8217;occhio la cottura, sono biscotti che hanno bisogno di attenzioni!).</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/9442.jpg" alt="" title="9442" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5558" /></p>
<p>P.S. la ricetta originale prevede la scorza di limone, che io ho omesso: insieme ai derivati del latte la scorza di limone in genere mi disturba molto; voi sentitevi liberi di provare la ricetta con la scorza però! </p>
<p>P.P.S. questa è la prima foto della stagione che scatto con le lampade invece che con la luce naturale: feedback, commenti, lamentele sulla foto&#8230; sarebbe tutto molto gradito!</p>
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		<title>Ciambellone per l&#8217;ora del the</title>
		<link>http://www.labna.it/ciambellone-per-il-the.html</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 11:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Torte]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[cremor tartaro]]></category>
		<category><![CDATA[lievito]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi sono in ritardo: mi sento come il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, sempre di corsa, con un occhio fisso sull&#8217;orologio! Questa torta sarebbe perfetta per un the dal Cappellaio Matto; anzi, ora che ci penso, con questa torta sono in ritardo sull&#8217;ora della colazione, ma in largo anticipo per quella del the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono in ritardo: mi sento come il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, sempre di corsa, con un occhio fisso sull&#8217;orologio!<br />
Questa torta sarebbe perfetta per un the dal Cappellaio Matto; anzi, ora che ci penso, con questa torta sono in ritardo sull&#8217;ora della colazione, ma in largo anticipo per quella del the pomeridiano!</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/ciambellaone3.jpg" alt="" title="ciambellaone3" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-5416" /></p>
<p>Questo è un ciambellone davvero <em>basic</em>, molto soffice e leggero, quasi una variazione light sul tema della butter cake della scorsa settimana; seguendo le istruzioni potete farne facilmente una versione senza latte, per gli intolleranti al lattosio o per chi è alla ricerca di un dolce kasher e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Milk_and_meat_in_Jewish_law" title="Parve">parve</a>.<br />
<span id="more-5415"></span><br />
Per uno stampo grande come in foto vi occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>5 uova</li>
<li>300 g di zucchero bianco</li>
<li>250 g di farina</li>
<li>50 g di fecola</li>
<li>150 g di burro morbido o margarina</li>
<li>150 ml di latte o acqua</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>1 bustina di lievito</li>
<li>1 cucchiaino di cremor tartaro o bicarbonato</li>
<li>estratto di vaniglia, se piace</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa montate i bianchi d&#8217;uovo a neve ferma con il cremor tartaro e un pizzico di sale, poi spostate i bianchi in frigo.<br />
Lavorate a parte i gialli con lo zucchero, quindi aggiungete latte, burro ed eventualmente l&#8217;estratto di vaniglia. Setacciate la farina, la fecola e il lievito e aggiungeteli all&#8217;impasto.<br />
A questo punto incorporate i bianchi con un movimento delicato dall&#8217;alto al basso.<br />
Imburrate e infarinate uno stampo capiente da kugelhopf o simili.<br />
Fate cuocere a forno già caldo a 170 gradi per 40/50 minuti; quando il dolce è pronto capovolgetelo su un piatto e fatelo uscire muovendo piano piano lo stampo.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/ciambellone2.jpg" alt="" title="ciambellone2" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5418" /></p>
<p>Una volta raffreddato, decorate il dolce con dello zucchero a velo e servitelo con una bella tazza di the bollente.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/10/ciambellone11.jpg" alt="" title="ciambellone1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5419" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Butter cake, come da Starbucks</title>
		<link>http://www.labna.it/butter-cake.html</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 00:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Torte]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
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		<category><![CDATA[zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero in vacanza in Thailandia ho avuto occasione di assaggiare in diversi caffè e pasticcerie, incluso Starbucks, una torta sofficissima alla vaniglia che sembra essere un classico locale. Confezionata a fettine singole, questa torta deliziosa viene chiamata semplicemente butter cake, ma non corrisponde a quella normalmente che siamo abituati a chiamare butter cake, cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero in vacanza in Thailandia ho avuto occasione di assaggiare in diversi caffè e pasticcerie, incluso <a href="http://www.starbucks.com/" title="Starbucks">Starbucks</a>, una torta sofficissima alla vaniglia che sembra essere un classico locale. Confezionata a fettine singole, questa torta deliziosa viene chiamata semplicemente butter cake, ma non corrisponde a quella normalmente che siamo abituati a chiamare butter cake, cioè la versione americana della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pound_cake" title="Pound Cake">pound cake</a> inglese.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/09/butter-cake2.jpg" alt="" title="butter-cake2" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5366" /></p>
<p>Per trovare la ricetta giusta e riuscire a riprodurre il dolce delle mie vacanze ho dovuto setacciare la Rete in lungo e in largo; alla fine sono approdata da Ju, del blog <a href="http://www.thelittleteochew.com/" title="The Little Teochew">The Little Teochew</a>, che vive a Singapore, poco lontano dalla meta delle mie vacanze.<br />
La sua torta è proprio uguale a quella che ricordavo ed è uno dei dolci migliori che abbia mai sfornato: non esagero se dico che in futuro questa sarà la mia torta preferita per tutte le occasioni, dalla colazione all&#8217;ora del the.<br />
<span id="more-5306"></span></p>
<p><em>Questa torta è dedicata a Thomas e Alice, i due &#8220;assistenti&#8221; che hanno preparato questa torta con me proprio ieri!</em></p>
<p>Per una teglia da plumcake, diciamo 10 belle fette, vi occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>200 g di farina 00</li>
<li>1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>170 g di burro morbido</li>
<li>220 g di zucchero bianco</li>
<li>1 uovo + 1 giallo</li>
<li>8 cucchiai di latte (ok, lo so che sono scomodi i cucchiai, ma traduco dall&#8217;inglese!)</li>
<li>1/2 baccello di vaniglia</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa preriscaldate il forno a 190° e foderate lo stampo con la carta da forno o con uno strato di burro e pan grattato o farina.<br />
In una ciotola, unite la farina, il lievito e il sale e mettete tutto da parte.<br />
In una ciotola capiente, invece, lavorate a crema lo zucchero e il burro per qualche minuto con le fruste elettriche.<br />
Aggiungete le uova, i semini neri del baccello di vaniglia, e la farina poca per volta, alternando quest&#8217;ultima con il latte, e continuate a lavorare l&#8217;impasto con le fruste elettriche per ottenere una crema densa, lucida e uniforme.<br />
Con l&#8217;aiuto di una spatola trasferite l&#8217;impasto nella teglia, avendo cura di rendere la superficie il più liscia possibile.<br />
Cuocete il dolce per 35/40 minuti, effettuando eventualmente la solita prova dello stuzzicadente per verificare la cottura. E&#8217; possibile, anche a seconda della potenza del forno, che la torta cuocia piuttosto rapidamente in superficie: se così fosse, a metà cottura coprite rapidamente il dolce con un foglio di carta argentata.<br />
Una volta sfornato il dolce si sgonfia leggermente, quindi non preoccupatevi se vi sembra che si restringa un po&#8217;, perchè è normale: fatelo raffreddare bene, poi toglietelo dalla teglia e fatelo a fette.<br />
La torta si conserva tranquillamente una settimana avvolta nella carta stagnola, se non la finite prima.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/09/butter-cake.jpg" alt="" title="butter-cake" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5361" /></p>
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		<title>Granola bars con cioccolato e tahina</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 00:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<category><![CDATA[granola]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette vegane]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal primo esperimento di granola bars è passato ormai qualche mese: le scorte sono finite e anche gli amici più parsimoniosi, che l&#8217;hanno consumata poco per volta, sono rimasti a corto di granola per colazione. Così, ecco in arrivo una nuova granola, sotto forma di barrette che sanno di cioccolato e&#8230; tahina, ingrediente prezioso nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labna.it/granola-bars.html" title="Granola + granola bars">Dal primo esperimento di granola bars</a> è passato ormai qualche mese: le scorte sono finite e anche gli <a href="http://www.sasakifujika.net/" title="Sasaki">amici</a> più parsimoniosi, che l&#8217;hanno consumata poco per volta, sono rimasti a corto di granola per colazione.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/08/granola-cioccolato-tahina.jpg" alt="" title="granola-cioccolato-tahina" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5019" /></p>
<p>Così, ecco in arrivo una nuova granola, sotto forma di barrette che sanno di cioccolato e&#8230; <a href="http://www.labna.it/tag/tahina" title="tahina">tahina</a>, ingrediente prezioso nella cucina di casa mia.<br />
<span id="more-5014"></span><br />
Come vi ho già raccontato nella nostra prima ricetta di <a href="http://www.labna.it/granola-bars.html" title="Granola + granola bars">granola</a>, per fare le granola bars c&#8217;è una specie di proporzione aurea</p>
<p>Cereali: 2 tazze e 1/2<br />
Frutta a guscio, semi e spezie: 1 tazza<br />
Miele: 1/2 tazza (volendo, al posto del miele si possono usare agave, sciroppo d’acero, melassa e simili)<br />
Frutta secca: 1 tazza<br />
Sostanza “densa” (burro d’arachidi, burro di mandorle, puree di datteri, tahina): 1 tazza</p>
<p>Per tazza in realtà originariamente si intende la cup americana, ma ovviamente le proporzioni funzionano con qualsiasi unità di misura si usi!<br />
Con queste dosi riempie una teglia da 20×20 cm e si ottengono più o meno 15 barrette.</p>
<p>In questo caso io ho sostituito alla frutta un mix di cioccolato fondente e al latte, senza variare la quantità indicata, e ho utilizzato la tahina come sostanza densa per &#8220;legare&#8221; la granola, dato che l&#8217;abbinamento cioccolato e sesamo ha molto successo nella mia famiglia.</p>
<p>Tostate i cereali al forno per una decina di minuti, mescolando di tanto in tanto: io ho usato fiocchi di kamut, fiocchi di riso e fiocchi d’avena, perchè li avevo ancora in casa dalla ricetta precedente, ma qualsiasi altro tipo di cereale andrà benissimo.<br />
Trasferite i cereali in una ciotola capiente e metteteli da parte.<br />
Scaldate il miele insieme alla tahina fino ai primi accenni di bollore, poi versate il tutto sopra alla mistura di fiocchi di cereali e mescolate rapidamente con una spatola. Aggiungete il cioccolato e mescolate ancora, poi trasferite il composto così ottenuto in una teglia foderata di carta da forno e schiacciate il tutto con la spatola per comprimere bene i cereali.<br />
Cuocete in forno a 180° per circa 25 minuti, fino a quando il composto non sembra ben asciutto e solido.<br />
Fate raffreddare qualche minuto, poi segnate col coltello le barrette, altrimenti sarà difficile poi tagliarle.<br />
Lasciate che le barrette si asciughino completamente all’aria aperta, poi tagliatele con un coltello ben affilato e riponetele in una scatola di latta (in alternativa, incartatele singolarmente nella carta da forno).</p>
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		<title>Marmellata di lamponi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 08:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conserve]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[lamponi]]></category>
		<category><![CDATA[marmellata]]></category>
		<category><![CDATA[pectina]]></category>
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		<description><![CDATA[La fine dell&#8217;estate, con l&#8217;autunno alle porte, è tempo di marmellate e conserve: bisogna far tesoro della buona frutta (e perchè no, anche della verdura!) che la stagione ci ha offerto, in vista dei freddi che verranno. Questi lamponi erano rossissimi, dolci e al contempo asprigni: ne abbiamo mangiati davvero tanti, ma ne abbiamo conservati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fine dell&#8217;estate, con l&#8217;autunno alle porte, è tempo di marmellate e conserve: bisogna far tesoro della buona frutta (e perchè no, anche della verdura!) che la stagione ci ha offerto, in vista dei freddi che verranno.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/09/lamponi1.jpg" alt="" title="lamponi1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5262" /></p>
<p>Questi lamponi erano rossissimi, dolci e al contempo asprigni: ne abbiamo mangiati davvero tanti, ma ne abbiamo conservati abbastanza per fare la marmellata.<br />
Ecco dunque la prima marmellata preparata a casa mia quest&#8217;anno: la marmellata di lamponi.<br />
<span id="more-5260"></span></p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/09/marmellata-lamponi.jpg" alt="" title="marmellata-lamponi" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5261" /></p>
<p>La ricetta, semplicissima, è quella della mia mamma:</p>
<p>Per ogni kg di lamponi, considerate di usare 1/2 kg di zucchero, un po&#8217; di scorza e di succo di limone, e pectina secondo le indicazioni sulla confezione.</p>
<p>Mettete in pentola i lamponi con la giusta quantità di zucchero e pectina, un pizzico di scorza di limone, una spruzzata di succo, e lasciate macerare il tutto per un&#8217;oretta.<br />
Accendete il fuoco a fiamma media, portate la frutta lentamente ad ebollizione e lasciate cuocere la marmellata per al massimo mezz&#8217;oretta, verificando di tanto in tanto la consistenza in un piatto freddo di frigo.<br />
Versate la marmellata bollente nei vasetti precedentemente ben sterilizzati in acqua bollente, chiudeteli e lasciateli capovolti per un po&#8217;, finchè non si raffreddano.</p>
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