Cari amici, ben tornati e buon anno!
Manuel e io speriamo che abbiate trascorso dei momenti felici e soprattutto mangiato tante cose buone in questi giorni di festa.
A proposito di festa, ora che ci penso c’è una ricetta molto speciale che ho preparato per Channukkah della quale ancora non vi ho parlato: il brisket di Channukkah.
Il brisket è un taglio di carne che non si usa molto spesso: in italiano si chiama punta di petto – almeno credo – e per me era un pezzo abbastanza nuovo, che ho sperimentato con curiosità.
Con questa ricetta della tradizione ebraica americana si ottiene un arrosto molto tenero e molto saporito (anche grazie al sugo, che contiene molta cipolla): persino io, che sono vegetariana, ho assaggiato una cucchiaiata di sugo e ne sono rimasta conquistata! Leggi la ricetta
Quando non ero vegetariana, uno dei miei piatti preferiti tra quelli delle grandi occasioni, consumati di shabbat o in occasione delle feste ebraiche, era senz’altro la lubia.
La lubia – anzi, tbeha bel lubia, cioè spezzatino con fagioli – è uno stufato della tradizione ebraica tripolina, di cui esistono varie declinazioni: quella di cui vi racconto oggi è la lubia bel kemmun, vale a dire quella col cumino, uno dei classici della cucina di mia nonna, passata in eredità a mia madre e a me.
Il cumino è uno dei sapori che più mi fanno sentire a casa! Ha un profumo così intenso e riconoscibile che quando mia madre lo sta preparando me ne accorgo ancora prima di entrare in casa!
Se non conoscete questo ingrediente speciale provate a procurarvelo; potete preparare la lubia, certo, ma se non avete pazienza potete fare anche un semplice piatto di verdure al cumino: vi piacerà tanto che non potrete più farne a meno. Leggi la ricetta
Domani sera è la vigilia di Kippur, che come vi ho già raccontato sommariamente lo scorso anno è il momento più sacro e solenne del calendario ebraico, culmine del periodo dedicato al pentimento e alla penitenza che iniza col nostro capodanno, Rosh Hashanah.
Lo scorso anno vi ho raccontato due ricette tradizionali di casa mia, provenienti dalla Libia: il bulo e i nukides.
Oggi vi racconto invece un piatto della tradizione romana, che si mangia alla vigilia del digiuno di Kippur: le triglie con uvetta e pinoli.
E’ un piatto piuttosto semplice e saporito, ma è solo uno dei tanti piatti che ogni famiglia prepara in occasione della vigilia di Kippur, quando in effetti la tavola è più imbandita che mai e la cena si compone di numerose portate, che devono bastare a saziarci per 25 ore! Leggi la ricetta
Da tempo immemorabile volevo preparare un chowder. Suona così British la parola chowder. In realtà però il chowder British non è, anzi, è bretone, ma non importa: nel mio immaginario poteva esserlo, suonava così esotico!
Il chowder è una zuppetta di pesce, spesso di molluschi, che si serve tiepida: non fatevi intimorire dal nome, è un piatto davvero semplice.
Io non mangio pesce, nè tanto meno molluschi per ragioni di kasherut, ma ho preparato questa ricetta appositamente in abbinamento allo Chardonnay Cantele, con cui credo si abbini davvero bene (ok, ne ho mangiato un boccone, ho fatto uno strappo alla regola, confesso!)
Se avete a casa una bottiglia di chardonnay, stappatela e godetevi une soirée bretonne senza dover nemmeno uscire dalla cucina, sorseggiando il vino e gustando il mio chowder. Leggi la ricetta
La hraimi è forse il piatto tripolino per eccellenza, il più amato e conosciuto da tutti coloro che sono venuti in contatto con la cucina tripolina e della Libia in generale.
Si tratta di filetti di pesce in salsa molto, molto piccante.
Credete di avere un palato resistente? Pensate di essere ormai immuni al peperoncino? Provate la hraimi e vi dovrete ricredere: le vostre papille gustative ne saranno conquistate! Leggi la ricetta