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Amore in cucina

Cibus di Parma 2010: come è andata

Ieri sono stata alla fiera di Parma in occasione di Cibus 2010: gli amici della Voiello infatti mi hanno gentilmente regalato il biglietto, affinchè io potessi andare alla fiera e… raccontarvi tutto!

Ecco dunque come è andata la mia avventurosa giornata fieristica.

Cibus è una mega exhibition di prodotti alimentari, tendenzialmente riservata agli addetti ai lavori, a cui partecipano tutte le maggiori anziende italiane nel campo dell’alimentazione, migliaia di visitatori, buyers e giornalisti interessati alle tendenze del mondo del gusto.

La fiera è divisa in 8 grandi padiglioni: uno per il settore lattiero caseario, uno per l’acqua e le bibite, un altro per carne e salumi, un altro ancora per i prodotti dolciari e i restanti 4 per varie altre categorie miste di prodotti.
Ho visitato tutta la fiera con l’impressione costante di essere arrivata nel paradiso del gourmand: mi sembra persino difficile descrivere l’enormità dello spazio espositivo, il numero degli espositori e dei prodotti, la varietà dei colori e dei profumi…

Tappe improrogabili della visita a Cibus erano, of course!, lo stand della Voiello e anche quello degli amici delle Fattorie Fiandino, ma molti altri stand mi incuriosivano parecchio: gli innumerevoli consorzi per la tutela dei prodotti italiani d.o.c. e d.o.p., le varie fattorie, aziende agricole, cooperative… c’erano così tante cose che da principio mi sono sentita smarrita, indecisa su quali delle “attrazioni” meritasse la precedenza.

Per elencarvi tutto quello che ho visto non basterebbero cento post, ma provo a condividere qualche appunto e qualche riflessione.

  • Il futuro del cibo si presenta segnato da una dicotomia: da un lato si va verso il consumismo estremo per la maggior parte dei prodotti destinati alla massa, dall’altra si vede una ricerca nel campo del prodotto d’elite, che invece si fa di materie prime molto scelte e di prodotti  essenziali, quasi minimal.
    Mi spiego meglio: da una parte ci sono le piccole aziende di nicchia, con un mercato microscopico e un prodotto d’eccellenza che però è destinato a non raggiungere mai gli utenti “normali”, dall’altra ci sono le grandi aziende nazionali e multinazionali il cui prodotto appare veramente massificato e concepito per essere “consumato” (leggasi con una sfumatura negativa).
  • Con un ritardo di una decina di anni sugli standard europei ci siamo accorti che il packaging dei prodotti conta: bastava dare un’occhiata in giro per vedere finalmente scatole, contenitori, ma anche genericamente pubblicità e locandine realizzati con cura e attenzione all’aspetto estetico; questa mi sembra una rivoluzione per il nostro mercato, abituato a prodotti esteticamente sciatti e poco “pensati” rispetto a quelli del resto del mondo.
  • Il settore food&drink resiste alla crisi, anzi mi sembra visibilmente orientato alla crescita e allo sviluppo: ci sono più entusiasmanti e nuovissimi prodotti di quanti si possa immaginare, è incredibile!

A proposito di prodotti nuovi, ce ne sono alcuni di cui devo assolutamente parlarvi: le PastaCup Barilla, la bibita SanTásti e i mix di spezie etniche Cannamela.

La PastaCup funziona come quelle vaschette di noodles che si vedono a volte nei supermercati: penne al pomodoro, ragù ecc in un pratico bicchierone! Ok, forse non è una trovata per palati fini, d’accordo, ma penso comunque che  darà una svolta alle mie pause pranzo in ufficio. Che ne dite?

Per i palati fini è invece la SanTàsti, una roba che sembra acqua ma praticamente ha l’effetto (pazzesco!!) di  cancellare dalla bocca qualsiasi sapore: la bevanda è ottenuta da osmosi inversa con CO2, acido citrico e zucchero, però non sa di nulla e – inspiegabilmente – funziona! Sarà una rivoluzione per chi si occupa di degustazioni di cibo e vini: amici enogastonomi state pronti! :)
La Cannamela invece si prepara a choccare i nostri palati con spezie per tajine, tandoori masala, shichimi togarishi, cous cous, kebab e burritos: chissà se saranno buone! Io sono molto curiosa di provarle.

Mi hanno fatto un’impressione particolarmente positiva gli stand della Barilla e della Scotti: i primi hanno allestito uno spazio magnifico e molto accogliente, dove i visitatori potevano guardare i prodotti (Voiello, Mulino Bianco, Pavesi, Wasa ecc.) ma anche semplicemente sedersi per due chiacchiere o un attimo di riposo; gli altri hanno sfamato sostanzialmente tutti i visitatori della fiera offrendo generosamente risotti deliziosi.

Un altro paio di stand veramente meritevoli di menzione sono: Moreno Cedroni, Grana Padano, f.lli Gardini e Sorelle Nurzia.

Beh, che altro dire? E’ stata una giornata stancante ma veramente entusiasmante e istruttiva. Se vi capita l’occasione, non perdetevi il prossimo Cibus, che avrà luogo nel 2012: questa fiera è veramente un’esperienza speciale per qualsiasi maniaco del food&wine!

Come al solito non riesco a farvi vedere tutte le foto in un solo post, dunque se vi interessano passate sul Flickr di Labna.it a curiosare.

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13 Commenti per Cibus di Parma 2010: come è andata

  • Elisakitty's Kitchen

    Bel reportage!
    Accidenti Jasmine sempre in giro x eventi tu! Che bellezza! :)))

  • k@tia

    ke bello dev’essere stato e carine queste “innovazioni”!! grazie per essere stata nostra inviata!!

  • cavoliamerenda

    Se non sarà finito il mondo prima ;) al prossimo ci andrò di sicuro!
    La pasta cup no, non mi attira (anche perché la Barilla non mi piace nemmeno in versione normale), l’acqua che pulisce la bocca è una figata da professionisti! =)
    (tradotto, non mi servirà mai ma è lo stesso un prodotto che davvero arriva al momento giusto nel panorama del food&wine)

    Staremo a vedere la cannamela allora, era arrivato il momento di una rinfrescata in effetti…!
    Sono molto curiosa!
    Grazie per il resoconto, alla prossima!

  • sonia

    dai, finalmente le spezie etniche :-)
    giusto ieri ho comprato un libro sulle spezie e sabato vado a comprare il tajine… mi sa che devo provarle!
    ad oggi il mio spacciatore di spezie è un supermercato etcnico molto fornito nel pressi di genova principe
    ciao
    sonia

  • catobleppa

    Grazie del reportage! Dev’essere stato fichissimo :P
    Sulle spezie Cannamela ero aggiornata, ne ha parlato Chef Kumalè nel suo sito perchè è stato lui a scegliere i mix e a sviluppare il prodotto. Chissà che questo aiuti a vincere la diffidenza di certi italiani verso le cucine del resto del mondo… anche se temo che le spezie saranno un po’ italianizzate rispetto all’originale.
    E’ interessante la tua riflessione sul cibo di qualità per elite vs. cibo da consumare per il pueblo… meriterebbe un approfondimento. E’ una cosa a cui penso da tempo, il fatto che secondo me nonostante tante parole (spese più per una difesa ideologica di una supposta “identità” culinaria) in Italia si sta perdendo il palato, il gusto per il cibo di qualità, che non vuol dire per forza costoso! Insomma mi fermo, magari ci sarà modo di approfondire.
    @Sonia ma a Genova non vai da Torielli o al mercato Orientale? Io le spezie quando torno a casa le compro sempre lì!

  • Wennycara

    Che esperienza interessante: mi rammarico molto per quanto hai detto riguardo le aziende di nicchia; pensare di esserne esclusa mi fa sentire immediatamente parte della massa ed è ciò che aborro grandemente :\
    Sono perplessissima in quanto alla Cannamela: vedremo!
    Grazie del reportage, mi fiorndo su flickr!
    Buona giornata,

    wenny

    p.s.: invidia somma per tutto quel burro fiandino!

  • fra

    Deve essere stata una fiera davvero interessante, il prossimo anno mi organizzerò per tempo!!! La cosa che mi ha affiscinato di più e di cui parli e l’acqua a osmosi inversa…davvero assurdo!!!!
    Un bacione e grazie per la visita virtuale
    fra

  • Marta

    Nella mia “vita precedente” il Cibus era un appuntamento lavorativo fisso, questa è la prima edizione che salto.. anzi non mi ricordavo neanche ci fosse! Grazie per il resoconto!

  • Castagna

    Aiuto…quei barattoloni della Barilla mi ricordano proprio tanto le noodle soup cinesi…non so se ce la posso fare :-(

  • Rossa di sera

    MI sarebbe piaciuto davvero esserci stata, ma non ho potuto muovermi.. Pazienza, forse tra due anni ce la farò!
    Grazie per il reportage!
    Un bacio

  • Valeria

    Grazie per questo bel reportage scritto! Io purtroppo non son potuta andarci. Condivido la tua riflessione sulla dicotomia che si sta creando nel mondo del cibo, come condivido la leggera sfumatura negativa che hai dato al secondo punto: io rimango dell’idea del “less is more”, perciò se si acquistano meno prodotti ma di miglior qualità le tasche non ne risentono affatto, invece il fisico e la mente ringraziano, eccome!

  • Zia Elle

    Che bello sei stata al Cibus! Io mi sono ripromessa di non mancare il prossimo anno!! Molto interessante il tuo post, bravissima!

  • genny

    c’ero anche io lo stesso giorno mi sa!!! ma non mi ha entusiasmato moltissimo:(

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