Crostata alla crema di latte

La ricetta di oggi si chiama melktert e viene dal lontano Sud Africa: si tratta di una delicatissima crostata, preparata con una raffinata pâte sucrée, ripiena di crema di latte.

Crostata con crema di latte

Vi propongo oggi questa ricetta perchè possiate cominciare a prepararvi per la festa ebraica che celebreremo mercoledì, la festa di Shavuot, durante la quale si usa mangiare appunto dolci a base di latte, come forse ricorderete dagli anni scorsi quando vi avevo parlato dei blintzes – le crepes al fromaggio – e del malabi – il budino di latte.

Shavuot commemora l’evento più importante nella storia ebraica – il dono della Torah, cioè dei dieci comandamenti, sul Monte Sinai – ma è anche la festa delle primizie e della mietitura, perchè cade proprio alla fine del periodo che nei tempi antichi si dedicava al raccolto del frumento, l’ultimo cereale mietuto in Israele in primavera.
Ci sono molte usanze legate alla festa di Shavuot: a Shavuot, ad esempio, si resta svegli l’intera notte per studiare la Torah, mentre durante la funzione del mattino si legge il libro di Ruth.
La tradizione che più ci interessa, però, riguarda come sempre il cibo.
Per Shavuot si preparano cibi a base di latte, perchè proprio al momento di Shavuot, infatti, risale l’istituzione delle regole della kasherut, con l’obbligo della macellazione rituale degli animali e con il divieto di consumare carne e latticini nello stesso pasto.
Il latte ha senz’altro anche un significato simbolico, perchè la Torah è per l’uomo un nutrimento fondamentale: come è scritto infatti nel Cantico dei Cantici, la Torah “[…] stilla dalle tue labbra come il miele e il latte sotto la lingua.”

Eccovi dunque una crostata semplice e buonissima, dove il latte è veramente protagonista, per celebrare Shavuot: sono sicura vi piacerà!
La ricetta originale, che ho aggiustato un po’, viene dal blog What the Fruitcake.

Crostata con crema di latte

Crostata alla crema di latte
Tipo di portata: Dessert
Cucina: Etnica
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 8
 
Ingredienti
  • 110 g di farina 00 per la pâte sucrée
  • 55 g di burro a temperatura ambiente per la pâte sucrée
  • 2 tuorli per la pâte sucrée
  • 55 g di zucchero bianco fine per la pâte sucrée
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia per la pâte sucrée
  • 500 ml di latte intero per la crema di latte
  • 1 cucchiaio di panna fresca per la crema di latte
  • 100 g di zucchero per la crema di latte
  • 1 uovo per la crema di latte
  • 15 g di burro per la crema di latte
  • 20 g di farina 00 per la crema di latte
  • 20 g di fecola di patate o maizena per la crema di latte
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia per la crema di latte
Procedimento
  1. Per prima cosa prepariamo la frolla per la base della torta.
  2. Con le fruste elettriche lavorate a crema il burro e lo zucchero; aggiungete poi i tuorli, la vaniglia e continuate a mescolare.
  3. Unite la farina alla crema e incorporatela fino ad ottenere una pallina di impasto abbastanza morbido.
  4. Schiacciate l'impasto per ottenere un disco, poi avvolgetelo nella pellicola da cucina e fatelo rassodare in frigo mezz'ora.
  5. Quando l'impasto è freddo e sodo, stendetelo col mattarello tra due fogli di carta da forno. Nel frattempo, imburrate una teglia da crostata o pie da 25 cm.
  6. Staccate uno dei due fogli di carta da forno e appoggiate il disco di impasto dalla parte della frolla sulla teglia imburrata; fate ben aderire l'impasto alla teglia, dunque staccate delicatamente il secondo foglio di carta da forno.
  7. Rifinite i bordi della frolla, aggiustate eventuali imprecisioni con l'impasto avanzato e fate qualche foro con la forchetta sul fondo dell'impasto.
  8. Fate riposare l'impasto in frigo ancora una decina di minuti e preriscaldate il forno a 180°.
  9. Ricoprite ancora la base della torta con la carta da forno, disponetevi sopra dei pesini da cottura o dei fagioli e trasferite tutto nel forno già caldo: dovete infatti cuocere solo il guscio di frolla della torta, senza ripieno.
  10. Fate cuocere la base di frolla per circa 15 minuti - controllando la cottura abbastanza spesso.
  11. Rimuovete la carta da forno coi pesi dalla base di frolla e fatela raffreddare qualche minuto; quando la frolla è tiepida, spennellatela con del tuorlo d'uovo e fatela cuocere ancora 5 minuti (potete saltare questo passaggio, ma io trovo che la frolla rimanga più croccante una volta spennellata con l'uovo).
  12. Fate raffreddare la base di frolla e preparate il ripieno di crema di latte.
  13. In una pentola antiaderente fate bollire panna, latte e burro.
  14. In una ciotolina o in una brocca mescolate tutti gli altri ingredienti in una crema densa.
  15. Quando il latte è bollente, toglietelo da fuoco e mescolatelo con la crema, girando energicamente con una frusta a mano.
  16. Trasferite la crema di latte così ottenuta nella pentola precedentemente usata e rimettetela sul fuoco, dove dovrà addensarsi in circa 10 minuti.
  17. Versate la crema calda sulla base di frolla e fatela raffreddare a temperatura ambiente; trasferite poi il dolce in frigo per un paio d'ore.
  18. Al momento di servire, spolverate il dolce con cacao o cannella.

 

Crostata con crema di latte

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31 Commenti per Crostata alla crema di latte

  • Wally

    A proposito dei dieci comandamenti, sto leggendo un romanzo divertente in cui Dio dice che lui a Mosè aveva dettato un solo comandamento, “fate i bravi”, ma lui poi ha voluto strafare e metterci del suo e si è inventato le altre cose che lui (Dio) non si sarebbe mai sognato di dire. In effetti, “fate i bravi” concentra tutto nel modo più semplice e chiaro :D
    Allora buon Shavuot! :)

  • Jasmine

    Ahah, è una bella storia! Ma che libro è? A questo punto siamo curiosi :) E’ quello di Auslander?

  • mary

    Ma c’e’ un motivo in particolare per cui i latticini e la carne non si mischiano?

  • Jasmine

    @mary Sì, c’è un motivo :) E’ scritto 3 volte nella Bibbia (Esodo 23:19, Esodo 34:26, Deuteronomio 14:21)
    “non cuocere il capretto nel latte della madre”
    Per “estensione” – a noi ebrei piace andare sul sicuro – non si mescola nessuna carne con nessun latte :)
    Se hai altre domande scrivimi pure!
    Un abbraccio
    Jasmine

  • isabella

    ma che bella….solo una domanda, il diametro della teglia?
    grazie Jasmine

  • MandyM

    It looks lovely with the sprinkling of cocoa, I’ll have to give that a try some time. Some of my friends don’t enjoy cinnamon, so it would be a great alternative for them :)

    I’m glad you enjoyed my recipe!

    Chag Sameach :)

  • Wally

    il libro è di John Niven, “A volte ritorno”.

  • Marcella

    Dev’essere sicuramente un dolce delicatissimo e ovviamente resto sempre affascinata dal connubio tra ebraismo e tradizione culinaria.
    Il mio ragazzo mi ha regalato il Talmud e anche un altro libro sulla storia degli ebrei…il primo lo trovo molto interessante, il secondo anche ma sembra quasi di leggere un testo universitario, non molto scorrevole!
    Detto questo buona settimana!

  • Daniela

    La proverò sicuramente..grazie!

  • Jasmine

    Hai ragione, Isabella, non l’ho detto: 25 cm!

  • Michela

    Che meraviglia!Rendo la pâte sucrée gluten free e sono a posto!

  • ludovica

    grazie, sorella maggiore, la proverò senz’altro. è bella questa concomitanza di feste, sabato andrò alla messa di pentecoste e questa vostra festività che la precede mi fa sentire tutto unito, pur nelle sue (per me marginali, ma rispetto naturalmente i punti di vista di ciascuno) differenze. per me in particolare questo sabato sarà una celebrazione particolare, e partecipare in modo intimo anche al Shavuot renderà la giornata ancora più speciale, grazie!

  • barbara

    Una curiosità: se, per ragioni di kasherut, dovesse capitarti di dover buttare uno o più uova, cosa fai? Rinunci a mangiare perché quella pietanza non si può più fare o prendi altre uova e sfori il budget? (Vero che puoi sempre utilizzarle per le suddette maschere, che non hanno bisogno di essere kasher, però resta il fatto che vengono sottratte al contingente stabilito per mangiare).

  • Benedetta Marchi

    a dir poco meravigliosa, e come sempre ti ringrazio di farmi conoscere queste ricette lontane :)
    un abbraccio mia cara!
    B.

  • Michela

    Barbara, se prendi le uova bianche kasher, hai praticamente lo 0,05% di possibilità di buttarle via, con una spesa di 10 cent max di più ogni 10 uova. Personalmente, con le uova non bianche che mi regala il contadino, ne trovo una su venti “da buttare” per uso alimentare, dopo averle controllate. Le riutilizzo per maschere per capelli o per la pelle e non butto via niente. Siccome l’uovo, come tu sai, va controllato prima di incorporarlo nel composto in cui va immesso, penso che lo sforo sia di pochissimi centesimi, se proprio si trova un uovo che non sia adatto

  • Laura

    Ma che bella questa torta! Assolutamente da provare! Che bravi che siete!!!

  • barbara

    Quello che dici sulla percentuale di tareffitudine mi conforta molto (sono neofita, e ho praticamente ancora tutto da imparare): recentemente in casa di amici mi è capitato di veder preparare una cosa per la quale servivano tre uova, e impiegarne otto: tre usate e cinque buttate (nel senso di buttate proprio in pattumiera, con mio immenso orrore), e mi sono chiesta se sia io a non guardare in modo abbastanza rigoroso, o se fosse quella a prendere per segni “significativi” qualcosa che invece non lo era. Comunque nel mio discorso sulla pietanza non più fattibile pensavo a questa situazione: col budget a disposizione compri tre uova, poi ne trovi due segnate. Ovviamente non le hai ancora incorporate, però con un uovo solo la pietanza non la puoi fare, se non modificando le condizioni stabilite.
    Grazie per la risposta e chag sameach a tutti.

  • Pinella

    Complimenti per questa ricetta e per tutto!
    E’ la prima volta che mi collego con il vostro blog..e non sarà sicuramente l’ultima.
    Ciao!

  • giulia pignatelli

    La ricetta è buona e delicata e leggere delle vostre tradizioni è sempre un piacere! buona serata

  • Cristina

    Come al solito, le ricette che posti incontrano il mio gusto personale e soddisfano, almeno visivamente, le mie “fisse” culinarie del momento; la crema di latte è quella attuale :))) siccome però non sono molti i “golosi inside” a casa mia (pazienza, mi sacrifico volentieri per la patria :P), volevo chiederti un informazione: per quanto tempo pensi si possa conservare in frigo? 3/4 giorni? Avrei della panna avanzata da usare subito che sarebbe perfetta da impiegare per questa ricetta (non saprei cos’altro farci visto l’esigua quantità), ma se il dolce va consumato entro brevissimo tempo temo che dovrò rinunciare…

    Grazie in anticipo; ti seguo sempre con piacere e ammirazione, sia per la cultura di cui ti rendi portavoce (e che ci insegni anhe attraverso i tuoi piatti) sia per le fantastiche pietanze che ci proponi.

    Cristina

  • Jasmine

    @Cristina secondo me per 3 o 4 giorni serenamente in frigo, tanto l’uovo cuocendo si pastorizza… io lo farei senza preoccupazioni :)

  • Cristina

    Ti ringrazio Jasmine!!! Sono felice di sentirtelo dire! :D Eheh, sei stata più veloce della luce a rispondere: il mio futuro diabete ne è mooooolto felice ;)))
    Buona serata! ^^

  • Maria Chiara

    Incredibile! I miei non apprezzano spesso le crostate che piacciono a me… stavolta hanno voluto replicare!
    PS Sapere che si mantiene 3 o 4 giorni è a dir poco inutile e lo sarebbe anche se i miei non avessero apprezzato! :-)

  • Alicicia

    Cara Jasmine,
    ieri sono uscita a comprare quel che serve per questo dolce che mi ispira tantissimo e dal primo supermercato sono uscita con tutti gli ingredienti (compresa la gelatiera per fare il tuo gelato alla crema) tranne uno: l’estratto di vaniglia! Ho provato in 3 catene di supermercati e mio marito ha provato nel quarto..portandomi a casa aroma di vaniglia in ogni formato immaginabile!
    Che faccio? Lo elimino dalla ricetta o lo posso sostituire?

    Grazie di cuore,
    Alice

  • Jasmine

    Nei dolci tipo le torte va benissimo l’aroma, perchè le torte si cuociono. Nel gelato no perchè rimane amaro.
    Al supermercato si trovano facilmente le bacche di vaniglia, che sono un po’ costose ma ne usi un pezzo minuscolo per volta; le puoi mettere a mollo nel latte o in altri ingredienti liquidi che la ricetta prevede.
    Buona cucina! :)

  • Beatrice

    Innanzitutto complimenti per il tuo blog, ho trovato un sacco di ricette interessanti e mi sono sempre venute molto bene.
    Di questa ricetta in particolare ho apprezzato la pâte sucrée, una vera delizia! Il sapore è davvero identico a quello dei pasticcini che si comprano in pasticceria, quindi la uso sempre per fare le pastine classiche con la crema pasticcera e la frutta: sono una vera bomba!
    Grazie per tutte le tue idee ;)

  • Micaela

    Ciao Jasmine,
    innanzi tutto complimenti! Ho fatto questa torta ieri ed è venuta perfetta al primo tentativo!!! Grazie per questa e per tutte le altre :-)
    Una domanda: volevo provare a rifarla sostituendo in tutto o in parte lo zucchero con del miele…tu per caso mi sai consigliare sulle proporzioni? Non vorrei che venisse troppo dolce!
    Grazie

  • Jasmine

    @Micaela Di solito per sostituire zucchero con miele si fa di peso 1:1, cioè la stessa quantità, ma si cerca di diminuire la materia grassa, normalmente il burro, di 10 g per ogni 50 g di miele. Spero di averti in qualche modo aiutata! :)

  • Micaela

    Grazie mille Jascmine!!!
    Proverò sicuramente e ti farò sapere com’è venuta :-)

  • Cristina

    L’ho preparata ieri, e, anche se l’ho stravolta un (bel) po’ (panna e latte “invertiti” nelle quantità, con omissione di burro e di uova), è uscita un bijoux! Buonissima! Certo, decisamente più pesantuccia per quanto riguarda la crema rispetto all’originale, ma le esigenze di “smaltimento veloce di panna” hanno avuto la priorità ;) in ogni caso, lo interpreto come un segno della validità della ricetta! Grazie Jasmine, sei una garanzia!
    Buona giornata!

    Cristina

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