Cosa vedere e dove mangiare a Tel Aviv

“Sto per andare in vacanza in Israele! Dove mi consigli di andare, e soprattutto dove mi consigli di mangiare, a Tel Aviv?”

Tramonto sul lungomare di Tel Aviv

Questa è una delle domande che i lettori di questo sito, negli anni, mi hanno fatto più spesso, una richiesta alla quale ho sempre risposto con email scombinate piene di nomi, indirizzi ripescati rapidamente dalla mia inaffidabile memoria e poi di nuovo dimenticati.
Quando di recente Laura e Chiara, due appassionate lettrici di Labna, mi hanno chiesto dritte per il loro viaggio, ho pensato che fosse arrivato il momento di fare un po’ d’ordine nei miei appunti e scrivere finalmente la mia miniguida di Tel Aviv. Prima o poi preparerò qualcosa di simile anche per Gerusalemme, perchè so che vi interessa, ma rimando questo impegno semplicemente perchè Tel Aviv dal punto di vista turistico e specialmente gastronomico è mille volte più interessante e vivace di Gerusalemme, quindi avrà la priorità.

Prima di cominciare, diciamo subito per chi è impaziente che tutti i consigli essenziali sono riassunti in una pratica Google Map, che potrete portare con voi in viaggio.

Insomma, non serve che prendiate appunti: è tutto nella mappa.

Fondata un centinaio di anni fa da 66 famiglie ebree emigrate dall’Europa, Tel Aviv (che in ebraico significa “collina della primavera”) è oggi l’area urbana più popolosa e il centro economico di Israele.
Tel Aviv è una città… straordinaria: dovete visitarla, perchè è impossibile immaginarsela! Di solito la gente va in Israele pensando a Gerusalemme, ai luoghi sacri, e la scoperta di Tel Aviv è sempre una sorpresa per tutti.
Infatti a Tel Aviv, con 318 giorni di sole all’anno, ci si diverte tantissimo, in qualsiasi stagione: ci sono spiagge, negozi, bar e ristoranti di ogni genere, ma anche musei, librerie, mostre… Non stupisce che migliaia di giovani dall’Europa e dall’America l’abbiano scelta come città dove stabilirsi, tanto che ormai le startup locali fanno invidia alla Silicon Valley.
Chiunque la visiti, anche per pochi giorni, se ne va pensando “voglio tornarci!”, perché non c’è un’altro posto al mondo che sia vivo, vibrante, giovane, accogliente come Tel Aviv – e dove si mangi altrettanto bene, lasciatemi aggiungere.

La prima cosa che colpisce di Tel Aviv è l’architettura: grattacieli scintillanti si alternano a case fatiscenti in attesa di essere restaurate, e tra gli uni e le altre spunta ogni tanto qualche costruzione Bauhaus, opera degli architetti scappati dalla Germania nazista negli anni ’30. La città è piena di hotel favolosi, ma se decidete di affittare una casa – specialmente d’estate – occhio a non finire in qualche vecchio edificio malandato.

Le cose che più amo di Tel Aviv e che non si possono assolutamente perdere sono:

– il lungomare, chiamato tayelet, 15 km tra Tel Aviv e Yaffo dove nuotare, prendere il sole (la spiaggia più trendy è Frishman), fare jogging e giocare allo sport nazionale, matkot, i racchettoni;
– Yaffo, la punta sud di Tel Aviv, la parte ancora araba della città, con la piazza dell’orologio, il mercato delle pulci e tanti ottimi posti dove mangiare (ma del cibo parliamo dopo);
– Shuk haCarmel, mercato della frutta e della verdura, dove si vendono anche pane, utensili da cucina, vestiti e mille altre cose assurde; se dovessi raccomandare un solo posto a Tel Aviv, sarebbe questo;
– Nahalat Binyamin, la parallela della via di Shuk haCarmel: è una via piena di negozietti e ristorantini, che bisogna visitare di martedì e venerdì, quando c’è il mercatino degli artigiani e degli artisti;
– il Tel Aviv Museum of Art, il Disegn Museum di Ron Arad e il Bauhaus Center: quando sarete stanchi di stare in spiaggia ad abbrustolirvi, sarete grati di queste oasi di cultura

Fuori dalla top 5 ci sono ovviamente un sacco di altre destinazioni interessanti.

Un posto carino dove passeggiare è namal, il nuovo porto di Tel Aviv: è un posto un po’ commerciale, con locali, negozi, persino discoteche, ma merita una passeggiata al mattino presto o al tramonto.
Per fare shopping, secondo me, le mete clou sono tre: il Dizengoff centre, il centro commerciale più mainstream di Tel Aviv, che adoro non tanto per i negozi, quanto per il fatto che al giovedì e al venerdì si riempie di baracchini che vendono pentoloni fumanti di cibo casalingo pronto per lo Shabbat; Shenkin, una via piena di negozietti hispter e ristorantini adorabili; i quartieri di Nevei Tzedek e Florentine, zone bohemienne dove perdersi da metà pomeriggio, curiosando tra le vetrine delle boutiques di giovani designer israeliani, fino a sera, quando i locali cominciano a riempirsi e l’atmosfera si fa festiva.

A proposito di ristorantini e di locali, veniamo finalmente al cibo: cosa dovete mangiare, e dove?

I piatti che proprio non potete perdervi sono:

pita con falafel, hummus, insalata israeliana, babaganoush e tutto il resto
– pita con shwarma, quello che qui chiamiamo kebab
schnitzel, la cotoletta impanata all’israeliana
– merguez, salsicce piccanti di origine nord-africana
sabich, lo steet food iracheno;
shakshuka, orgoglio della Libia e della Tunisia;
– kubbeh, le polpette di grano, trita e pinoli su cui si misura l’abilità di ogni cuoca libanese;
challah, halwa, baklawa, maamul e rugelah, tutte cose essenziali sul fronte dei dolci;
– limonana, la limonata alla menta;
– le patatine Bamba e Bissli, le barrette di scorza di cioccolato Mekupelet e le gomme da masticare Bazooka, nella categoria junk food riprovevole per bambini.

L’elenco potrebbe essere molto più lungo di così, quindi mi fermo e vi dò un consiglio più generico: assaggiate tutto quello che vi incuriosisce, perchè poche altre volte nella vita incontrerete tanta varietà di cibo fresco, sano e delizioso!

Per quanto riguarda la scelta dei locali dove mangiare, bisogna fare un paio di premesse: la prima è che in Israele si mangia bene quasi ovunque, quindi se vi viene fame fermatevi pure dove capita, una pita con falafel non ve la negherà nessuno; la seconda è che spesso incontrerete locali dall’aria un po’ dimessa (leggasi: sorge il dubbio che in Israele non ci sia l’equivalente dei NAS italiani), ma non dovete farvi scoraggiare dalle apparenze, perchè a volte nel più squallido baracchino si celano le pietanze migliori.

I nostri indirizzi del cuore per mangiare e bere sono Rubens Sandwiches; Orna and Ella; Manta Ray; Ali Karavan; Nanuchka; Miznon; Hoodna; Gueta; Falafel Frishman; Dr.Shakshuka; Cafè Mersand e Benedict, ma anche tutti gli altri posti che trovate sulla mappa (corredati di piccole note che speriamo vi siano utili) sono consigliatissimi.
Non stiamo a mettervi i link per i locali in elenco perchè tanto la maggior parte ha il sito in ebraico: diciamo che per l’orientamento vi conviene decisamente affidarvi alla mappa.

Se siete di quelli a cui piace cucinare, come suppongo, vorrete anche andare al mercato per fare scorta di ingredienti stravaganti, quelli di cui vi parlo solitamente io e che non sapete mai dove procurarvi. Nella mia valigia al ritorno non mancano mai:

– Ras el hanout
Sumac
– Baharat
Za’atar
– Felfel (peperoncino piccantissimo)
Tahina (salsa di sesamo)
– Skhug (salsa piccante al coriandolo)
Harissa (salsa piccante di peperoni e peperoncini)
– Amba (salsa piccante di mango)
C’mun (cumino)
Cruia (carvi)
– Halwa (dolce a base di sesamo)
– Acqua di fiori d’arancio e di rose
– Couscous integrale e ptitim

Direi che con questi ultimi consigli per gli acquisti possiamo definire completa la mia miniguida a Tel Aviv. Se però avete ancora qualche curiosità o dubbio, non esistate a mandarci una mail o a scriverci su Facebook e Twitter: vi risponderemo molto volentieri!

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