Labna

Amore in cucina

Pinguino gelato

Il pinguino è il tipico gelato estivo che piace un sacco sia gli adulti che ai più piccoli: per chi non lo sapesse (vivete forse sulla luna?) si tratta del classico gelato alla panna su stecco ricoperto di cioccolato. (English speaker? See the English version!)
Si raccontano diverse storie su chi abbia inventato il pinguino gelato: i più ritengono che il pinguino sia nato sotto la Mole Antonelliana, nella storica gelateria torinese Pepino, che ancora oggi lo produce; la paternità viene contesa però anche da una gelateria di Nervi, dove si crede sia stato inventato il gelato su stecco poi commercializzato come Mottarello dalla Motta, e persino da una gelateria in Iowa, nella lontana America, dove nel 1920 il proprietario di un negozio di caramelle di nome Christian Nelson creò l’Eskimo Pie, il gemello americano del gelato pinguino.
Mi piace pensare che la prima storia sia quella autentica: è una storia molto italiana, per questo ancora più degna di essere condivisa oggi in occasione del nostro appuntamento mensile dell’Italian Table Talk.

Pinguino gelato

Il tema dell’Italian Table Talk di oggi, condiviso come sempre con le amiche Giulia, Valeria ed Emiko, è infatti quello del gelato, non solo una colonna portante delle caldi estate italiane, ma anche uno dei molti prodotti alimentari che all’estero vengono tipicamente associati al nostro paese (Italian gelato, di solito della robaccia gonfia piena di coloranti…).
In particolare ho scelto di parlare del pinguino gelato (o mottarello) perchè è stato il gelato della mia infanzia: chi di noi d’altronde non lo ha mangiato di tanto in tanto, magari in spiaggia, come deliziosa merenda, in alternativa al meno godereccio ghiacciolo?

Torniamo dunque alla storia di questo gelato; se tuttavia siete pigri e non avete voglia di leggere, come sempre potete saltare alla ricetta (un po’ vi disapprovo però!).

Come dicevamo, in Italia il primo Pinguino comparve a Torino, nel 1939, nella Gelateria Pepino; Domenico Pepino era infatti un gelataio napoletano che nel 1884 aveva aperto una gelateria in Piazza Carignano, che esiste ancora oggi. Qui, con stampi in peltro realizzati da artisti napoletani, il signor Pepino cominciò a produrre gelati su stecco. Quando nel 1912 la gelateria fu rilevata dal com. Feletti, industriale del cioccolato, arrivò il colpo di genio: perchè non unire il gelato alla panna con una croccante copertura al cioccolato? Fu così che fece la sua comparsa il pinguino, un gelato “da passeggio” realizzato montando su uno stecchetto di legno un gelato alla crema (all’epoca di forma tronco-piramidale), poi immerso nel cioccolato fuso.
Inizialmente il gelato veniva prodotto soltanto nel gusto crema, ricoperto da fine cioccolato amaro, ma in seguito il numero dei gusti disponibili aumentò considerevolmente: caffè, gianduja, menta, nocciola, viola.

La gelateria Pepino godette di grande prestigio e del favore della dinastia regnante dei Savoia, che concesse addirittura il proprio stemma per il packaging del prodotto; in quegli anni il pinguino gelato, brevettato nel 1939, divenne molto famoso: come succede per i marchi travolti dal successo, ben presto il pinguino gelato divenne un prodotto imitatissimo, e lo stesso nome “pinguino” divenne di uso comune.

In effetti ancora oggi, se osservate i gelati diffusi nei supermercati e nei bar, noterete che il “modello pinguino” non manca mai, non sembra destinato a passare di moda: la sua semplicità lo rende davvero un classico, come solo i prodotti italiani d’eccellenza sanno essere.

Pinguino gelato

Ho quindi pensato di condividere con voi una ricetta, benchè approssimativa e non certo all’altezza dell’originale, per fare questo storico gelato italiano direttamente a casa vostra: con un po’ di pazienza e abilità potrete preparare con le vostre mani un perfetto gelato su stecco da passeggio.

Una indicazione veloce prima di cominciare: per fare il gelato vi occorrono naturalmente

  • degli stampini da ghiacciolo, che potete trovare all’Ikea nella bella stagione o comprare comodamente su Amazon
  • dei bastoncini da ghiacciolo, che potete come al solito comprare su Amazon o raccogliere dai gelati che mangiate e riciclare (forse non è l’opzione più igienica, ma è gratis!)
Pinguino gelato
Tipo di portata: Dessert
Cucina: Italiana
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 8
 
Ingredienti
  • 300 ml di latte
  • 125 g di panna
  • ½ stecca di vaniglia
  • 125 g di zucchero bianco
  • 400 g di cioccolato fondente
  • 250 g di olio di cocco o altro olio vegetale (facoltativo)
Procedimento
  1. Per prima cosa dovete preparare il gelato alla panna, che è molto semplice. Versate in un pentolino panna, latte, zucchero e la stecca di vaniglia incisa a metà per il lungo, quindi mescolate e portate il composto non oltre 85° (appena prima del bollore); arrivati alla temperatura indicata mettete immediatamente il pentolino dentro ad un contenitore con acqua e ghiaccio per abbassare velocemente la temperatura, poi versate il liquido raffreddato nella gelatiera, dove lo lascerete mantecare per 30 minuti.
  2. Quando il gelato è freddo e cremoso trasferitelo con l’aiuto di un cucchiaio negli appositi stampini, livellandolo bene per avere una superficie liscia e uniforme, poi inserite gli stecchini, chiudete gli stampini, e lasciate i gelati per tutta la notte in freezer. Non riempite troppo gli stampini però, perchè il gelato aumenta leggermente di volume solidificandosi.
  3. Quando i gelati sono pronti, sciogliete il cioccolato fondente a bagno maria insieme all’olio e lasciatelo raffreddare per riportarlo a temperatura ambiente qualche minuto; intanto tirate fuori dal freezer i gelati con lo stecco e sformateli dallo stampo (potrebbe aiutarvi, specie se avete degli stampi rigidi, passarli un momento sotto l’acqua tiepida).
  4. Due precisazioni sul cioccolato fuso: l’olio non è indispensabile, ma vi aiuterà a ottenere una copertura sottile e liscia, oltre che un colore più uniforme (si evita la patina bianca del cioccolato non temperato); se siete proprio dei perfezionisti, potete procurarvi del cioccolato da copertura, che è fatto apposta per questo tipo di cose.
  5. Immergete i gelati nel cioccolato fuso, facendo attenzione a non lasciare buchi da cui il gelato potrebbe poi fuoriuscire: potete, se volete fare un lavoro di precisione, anche usare un pennello. Man mano che i gelati sono pronti trasferiteli in una teglia ricoperta di carta da forno nel freezer, dove dovranno restare un paio d’ore.

 

Pinguino gelato

Ora, se come me siete anche voi molto golosi di gelato dovete passare a scoprire i gelati di Giulia, Valeria ed Emiko.

Pinguino gelato is the typical summer ice cream ideal for both adults and children: it is the classic ice cream on a stick covered with chocolate, something that our American readers would call Eskimo Pie, I suppose.

There is a number of stories about who invented the penguin ice cream: most people believe that the penguin was born under the Mole of Turin, in the historic pastry shop and ice cream parlour Pepino, which still produces it today; the authorship is disputed, however, by an ice cream shop in Nervi, near Genova, and even by an ice cream shop in Iowa, America, where in 1920 the owner of a candy store named Christian Nelson created the aforementioned Eskimo Pie, the American twin of our Italian penguin.
I like to think that the first story is the real one: it is a very Italian story, which makes it even worthier of being shared today on our monthly Italian Table Talk.

Pinguino gelato

The theme of our Italian Table Talk today (as always shared with my friends Giulia, Valeria and Emiko) is in fact ice cream, not only a staple of hot Italian summers, but also one of the many foods that are typically associated with our country abroad (they call it Italian ice cream and is usually full of crappy, unhealthy ingredients…).

I have decided to tell you about the penguin ice cream (also known in Italy as mottarello) because it was the ice cream of my childhood:  as I child I would always have it for merenda – afternoon snack – during summer holidays, while playing on the beach, between a sand castle and another. It was so much better than popsicles!

Now let’s go back to the history of this ice cream.
As we said, the first pinguino gelato appeared in Italy in Turin, in 1939, at Gelateria Pepino.
Domenico Pepino was in fact a Neapolitan ice cream maker who had opened an ice cream shop in Piazza Carignano in 1884. There, in his shop, with special pewter molds made by Neapolitan craftsmen, Mr. Pepino began to produce ice cream on a stick. When in 1912 the ice cream shop was taken over by Mr. Feletti, an industrialist of chocolate, there came the stroke of genius: why not combine the ice cream with a crunchy chocolate coating? And there was it, the first pinguino gelato, the perfect treat to have on the go, creamy ice cream (at the time of truncated pyramid shape) mounted on a stick of wood, then dipped in melted chocolate.

At the beginning, the ice cream was produced in only two flavours, cream or vanilla, then covered with chocolate bitter: years later, due to the incredible success, the number of flavors available increased considerably: coffee, gianduja, mint, hazelnut, violet, coconut.

Pinguino gelato enjoyed great prestige and encountered the favor of the reigning dynasty of Savoia, that granted its coat of arms for the product packaging; in those years our Pinguino, patented in 1939, became widely imitated and its name itself became commonly used to indicate all similar ice creams.
The ice cream became so popular that even today you’ll find it in supermarkets and bars: it never goes out of fashion, because its simplicity makes it a classic, as it often happens to excellent Italian products.

Pinguino gelato

I thought I’d share with you a recipe, though rough and certainly not up to the original, to make this historic Italian ice cream directly in your home: with a little patience you will prepare a perfect pinguino gelato from scratch.

Before you start, remember that you’ll need

Eskimo pie aka pinguino gelato
Tipo di portata: Dessert
Cucina: Italiana
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 8
 
Ingredienti
  • 300 ml milk
  • 125 g cream
  • ½ vanilla bean
  • 125 g sugar
  • 400 g dark chocolate
  • 250 g coconut oil or other vegetable oil (optional)
Procedimento
  1. First of all you must prepare the ice cream base, which is very simple. Pour into a saucepan cream, milk, sugar and the vanilla bean split in half lengthwise, then stir and bring the mixture just over 85° (before boiling point); quickly move the saucepan inside a bowl with water and ice, to lower the temperature of the cream, then pour the liquid in the ice cream machine and let it do the work for 30 minutes.
  2. When the ice cream is cold and creamy transfer it, with the help of a spoon, in popsicle molds, leveling the cream well to get a smooth and even surface, then enter the ice cream stiks, close the molds, and leave the ice cream in the freezer overnight. Do not overfill the molds, however, because the volume of ice cream may increases slightly while turning solid.
  3. When the ice cream is ready, melt the chocolate in a double boiler with oil, then let it cool to bring it back to room temperature a few minutes, while you pull the ice cream out of the molds (it could help, especially if you have rigid molds, to dip the molds under lukewarm water for a minute).
  4. A caveats on the melted chocolate: the oil is not essential, but will help you to obtain a thin smooth cover, as well as a more uniform color; its like the basi recipe for so called “magic shell”.
  5. Dip each ice cream into the melted chocolate, making sure you don’t leave holes from which the ice cream could leak: a brush may come handy.
  6. As the ice creams are ready, transfer them one by one to a baking sheet covered with parchment paper in the freezer, where they will remain for a couple of hours.

 

Pinguino gelato

 

Now if you love ice creams just as much as I do you must check out all the delish treats that Giulia, Valeria and Emiko have whipped out!

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11 Commenti per Pinguino gelato

  • Adriana

    Meraviglioso! Una sorta di “madeleine” à la Proust, per me!
    Il primo pinguino ( copertura fondente, ma gelato alla crema, quella “vera” ) l’ho mangiato da bambina, preparato artigianalmente dal proprietario di un piccolo bar: considerato che sono del’42, erano di certo i primissimi anni’50! Indimenticabile..
    Senza peraltro contestare l’origine descritta da Labna, ho letto anch’io che Giumin di Sestri rivendica la paternità del pinguino a quasi cent’anni fa: sostiene che gli fu “copiato” da Motta, tanto che subito dopo “uscì” il Mottarello.. o gelato da passeggio o che altro..
    Provo a linkare un video del Secolo XIX, che lo mostra..
    Comunque sia, golosissimi in ogni versione!
    Ma.. non me li farò.. :(

  • Adriana

    .. niente da fare! Non riesco né a linkare né a pubblicare il video, ma, se volete, basta digitare “Il pinguino di Giumin” su Google..
    D’ora in poi, ci sarà anche il pinguino di Labna! ;)

  • Emiko

    Lovely, such a classic! Strangely, I never ate these as a child – for some unknown reason I didn’t like the chocolate coating, I’d bite into it to break it open, then peel off all the chocolate to just eat the ice cream! Loved the story behind it all.

  • Valeria

    Do you believe that I had no clue about pinguino, or Pepino, until I moved to Bra and visited Turin frequently? I spotted Pepino, with its really vintage looking shop, at the corner of one of Turin’s prettiest piazzas, and bought my first gelato there. Only later did I find out about its history – I loved loved loved the pinguino!

  • Pe

    Sarà imitatissimo, ma l’originale di Pepino è davvero unico, i miei gusti preferiti sono menta e viola. Grazie per aver ricordato questa storia golosa

  • rosa

    confesso: ho saltato la ‘storia’ e sono andata alla ricetta; poi però sono risaltata subito indietro e ho guardato meglio la foto: sono perfetti questi pinguini! davvero sembrano ‘comprati’!!! la superficie ha la stessa identica curva di quelli della marca taldeitali!!!e la foto!!! con quelle goccioline di condensa che lasciano percepire che il gelato è già pronto da addentare!
    (ok, adesso torno alla storia, ché mi piace assai l’idea di raccontare alla mia B il perché e il percome) mentre fa crock sul pinguino)
    Complimentonissssimi!

  • laura

    Non sapevo questa storia che però mi spiega bene perchè ad esempio mio nonno si ostinava a chiamare il ‘cremino’, ‘pinguino’ :-) mi piace tutto e vi seguo con piacere anche quando non riesco a lasciare traccia del mio passaggio!Brave tutte!

  • Juls @ Juls' Kitchen

    Per me è sempre stato solo vaniglia… ad averlo saputo a Torino andavo a cercarlo, per fare un po’ di indagini sul campo! Io ho sempre adorato mordere il cioccolato croccante e poi sentire sotto il gelato morbidino che si scioglieva… l’unica cosa che non sopporto, tipo le unghie sulla lavagna, è lo stecchino di legno sui denti, se ci ripenso mi vengono i brividi!!

  • Zita

    It really reminds me of my childhood. We had the same popsicles available at grocery stores!

  • Ilaria

    Ti è venuto assolutamente perfetto! Complimenti.

  • Sara

    Anche se la stagione dei gelati è quasi finita questi te li copio sicuro visto che sto a ruota con la preparazione di gelati e sorbetti. Ma dove trovi questi stampi? Sono quelli di plastica per ghiaccioli o quelli in silicone? La copertura è perfetta!Complimenti
    Ciao a presto
    Sara

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