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	<title>Labna &#187; mele</title>
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	<description>Amore in cucina</description>
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		<title>Torta di mele allo zenzero e qualche riflessione</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici di Labna, oggi sono davvero di pessimo umore, quindi vi beccate uno sfogo in piena regola; la torta qui sotto serve solo ad attirarvi nel post con la ricetta per poi farvi leggere tutto il resto. Ora che vi ho svelato la trappola, potete decidere se proseguire o no con la lettura. L&#8217;argomento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici di Labna, oggi sono davvero di pessimo umore, quindi vi beccate uno sfogo in piena regola; la torta qui sotto serve solo ad attirarvi nel post con la ricetta per poi farvi leggere tutto il resto.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/torta-mele-zenzero.jpg" alt="" title="torta-mele-zenzero" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-5693" /></p>
<p>Ora che vi ho svelato la trappola, potete decidere se proseguire o no con la lettura. L&#8217;argomento è: creatività e copyright. Lettore avvisato mezzo salvato.<br />
<span id="more-5692"></span></p>
<p>Ieri pomeriggio mi stavo molto annoiando su Facebook quando ho visto un messaggio della mia amica blogger <a href="http://profumincucina.blogspot.com/" title="Profumi in cucina">Aurelia</a>, che stava cercando con Google Images <strong>i ladri di foto</strong>.<br />
Sapete senz&#8217;altro anche voi per esperienza che nella rete, come nella vita reale, le persone si dividono in due categorie: quelle per bene, e quelle stronze. E che la mamma delle seconde, con tutta evidenza, è particolarmente prolifica.<br />
Ecco, Aurelia stava per l&#8217;appunto dando la caccia alle persone della seconda categoria.<br />
C&#8217;è questo simpatico servizio di Google Images che permette di incollare la url di una immagine e di <strong>ritrovare nel web tutti i link dove quell&#8217;immagine &#8211; o anche solo una parte di essa &#8211; è stata utilizzata e condivisa</strong>.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/google-images2.jpg" alt="" title="google-images2" width="587" height="369" class="aligncenter size-full wp-image-5702" /></p>
<p>Voi inserite la URL (o caricate l&#8217;immagine, che però è più laborioso) e Google fa saltare fuori come per magia, grazie ai suoi sofisticati sistemi di riconoscimento (colori, forme, proporzioni ecc), niente meno che un elenco dei siti dove l&#8217;immagine inserita è riprodotta, per intero o parzialmente.<br />
Ecco, se siete blogger o fotografi questo è un giochino che vi consiglio di fare, ove possibile con una tazza abbondante di camomilla a portata di mano.</p>
<p>Io l&#8217;ho fatto ieri con un po&#8217; delle foto di Labna, specialmente con quelle vecchie del periodo in cui ancora autorizzavamo i robot di Google a prendere le immagini e a farle saltar fuori su Google Images (cosa che ora non permetteremmo più nemmeno per tutto l&#8217;oro del mondo), e devo dirvi che sto ancora cercando di riprendermi dallo choc.<br />
Ho trovato qualcosa come 80 link di siti che hanno rubato le mie foto e molto spesso anche i miei testi, incuranti non solo delle più elementari norme di buona educazione digitale, ma anche del logo della <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" title="Creative Commons">licenza Creative Commons</a> che fa bella mostra di sè in tutte le pagine di Labna.<br />
Ecco, io volevo dire che sono molto incazzata. Proprio così: non arrabbiata, incazzata.<br />
Perchè&#8230; beh, c&#8217;è bisogno che vi spieghi il perchè?</p>
<p>Tra questi 80 e passa siti di stronzi ci sono le cose più varie: blogger wannabe che copiano i contenuti altrui solo per avere più contenuti indicizzati e fare più visite, giornali senza scrupoli che non hanno più voglia di pagare le foto di stock quindi rubano le mie, nanopress e aggregatori vari, alberghi che mettono nel loro menu le foto delle mie tagliatelle&#8230; chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Avreste mai detto, voi, ad esempio, che <strong>Il Sole 24 Ore</strong> si mettesse a rubare le foto dai blog? No eh? Invece è proprio così!<br />
La foto di zuppa astutamente ritagliata che illustra <a href="http://salute24.ilsole24ore.com/articles/8276-zucca-spinaci-e-patate-la-zuppa-ai-carotenoidi-per-la-salute-delle-donne" title="Il Sole 24 Ore ruba le foto">questo articolo del Sole</a> di un anno fa altro non è che la <a href="http://www.labna.it/crema-di-zucca.html" title="Crema di zucca di Labna">mia foto della crema di zucca</a>.</p>
<p>Capite, sì, quanto mi arrabbio per una cosa del genere?</p>
<p>Che ne dite poi di Crearecucinando, ad esempio, un blog che nel mese di Novembre pubblica di fila 3 ricette mie (<a href="http://crearecucinando.blogspot.com/2010/11/tortini-di-cioccolato-con-un-cuore.html" title="foto rubata 1">una</a>, <a href="http://crearecucinando.blogspot.com/2010/11/asparagi-su-un-letto-di-crema-all-uovo.html" title="foto rubata 2">due</a>, <a href="http://crearecucinando.blogspot.com/2010/11/orecchiette-con-i-broccoli.html" title="foto rubata 3">tre</a>)?<br />
Richiamato all&#8217;ordine sulla fan page di Facebook, &#8220;l&#8217;autore&#8221; prima risponde come potete vedere qui sotto e poi mi banna, preoccupandosi solo di ritagliare ulteriormente le mie foto e di aggiungerci sopra in comic sans una specie di watermark dei poveri.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/11/scatto2.jpg" alt="" title="scatto2" width="465" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-5711" /></p>
<p><del datetime="2011-11-07T14:22:19+00:00">Se volete fare una bella cosa per me, <a href="https://www.facebook.com/pages/Crearecucinando/144239965619985" title="Fan page di Crearecucinando, blog che ruba le foto">passate dalla fan page in questione &#8211; dalla quale sono stata bannata &#8211; e lasciate un commento</a>: &#8220;Vergognati delle foto e dei testi che hai rubato da Labna.it&#8221;; basta fare copiaincolla, ci mettete in attimo! </del></p>
<p><strong>UPDATE: Il Sole 24 ore, anzi, Stefano Quintarelli, mi ha scritto per scusarsi, un  gesto che ho apprezzato tantissimo e che dimostra la loro attenzione &#8211; vera &#8211; per le dinamiche della rete, nonchè l&#8217;attento monitoraggio del brand sul web. Mi hanno spiegato che si è trattato dell&#8217;errore di un fornitore, che si è scusato a sua volta.<br />
Solo ostinata e sfacciata arroganza, invece, dai nostri amici di Crearecucinando, a cui oggi avete davvero fatto passare una brutta mattinata.<br />
Dato che molti di voi sono stati come me bannati dalla pagina, vi consiglio di segnalare la pagina a Facebook tramite l&#8217;apposito bottone che trovate nella fan page in basso a destra. Grazie!</strong></p>
<p><strong>NUOVO UPDATE: I ladruncoli di CreareCopiando hanno chiuso le pagine incriminate, quindi potete smettere di perseguitarli su FB, almeno per ora! Ad ogni modo, questo successo è tutto merito vostro: siete grandi!</strong></p>
<p>Non entro nel dettaglio con tutti i link, ma nel caso ve lo steste domandando farò certamente un&#8230; paiolo così a tutti, uno a uno, potete scommetterci.<br />
Ad ogni buon conto, non pensate anche voi che sarei legittimata a denunciarli tutti, questi ladruncoli da strapazzo, se solo nel paese dove viviamo esistesse una qualche forma di tutela per casi simili?</p>
<p>Siete almeno un po&#8217; partecipi della mia rabbia e della mia frustrazione?<br />
Se sì, vi chiedo una sola cosa, a parte quella che vi ho già indicato poco fa.</p>
<p><strong>Condividete questo post</strong> per sensibilizzare tutti gli utenti inconsapevoli che, quando vogliono una ricetta, la cercano su Google e vanno nel primo sito che capita, senza preoccuparsi di verificare l&#8217;attendibilità di quel sito.<br />
Da oggi, quando cercate qualcosa, fatelo in modo consapevole.<br />
Non comprereste mai, chessò, un&#8217;auto rubata: perchè, invece, dovreste comportarvi in modo diverso con i contenuti di un sito internet?<br />
<strong>Là fuori ci sono contenuti di ogni genere, belli, brutti, legali, illegali: sta a voi scegliere a chi regalare un clic, a chi lasciare un commento!<br />
Impegnatevi per essere utenti responsabili: chi, come me, crea cose belle e le condivide con voi, non vi chiede altro che questo!</strong></p>
<p>*</p>
<p>Oh, adesso che vi siete sorbiti tutta la mia manfrina, potete avere la ricetta di oggi.<br />
La torta di mele allo zenzero altro non è che una specie di crostata che ho preparato con gli avanzi dell&#8217;impasto dei <a href="http://www.labna.it/biscotti-allo-zenzero.html" title="Biscotti allo zenzero">biscotti allo zenzero</a> della scorsa settimana.<br />
Il procedimento è semplice.<br />
Preparate l&#8217;impasto dei biscotti e stendetelo in una teglia ricoperta con la carta da forno.<br />
Fate riposare l&#8217;impasto in frigo per una mezz&#8217;oretta, poi disponeteci sopra le mele.<br />
Scaldate il forno a 180° e fate cuocere la torta finchè le mele non sono tenere e dorate.<br />
A questo punto sfornate la torta e, quando è fredda, spennellatela con un po&#8217; di miele.</p>
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		<title>Apfelbrot</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 23:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Pane e cose lievitate]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa ricetta di pane alle mele è passata da un bel po&#8217; di mani prima di arrivare a me; l&#8217;apfelbrot in questione infatti è stato insegnato a mia madre dalla sua amica Alessandra, la quale a sua volta ha avuto la ricetta da una coinquilina tedesca, Yohanna, che pare fosse un portento in cucina. Così, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricetta di pane alle mele è passata da un bel po&#8217; di mani prima di arrivare a me; l&#8217;apfelbrot in questione infatti è stato insegnato a mia madre dalla sua amica Alessandra, la quale a sua volta ha avuto la ricetta da una coinquilina tedesca, Yohanna, che pare fosse un portento in cucina.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/03/apfelbrot1.jpg" alt="" title="apfelbrot1" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-4408" /></p>
<p>Così, io oggi vi trascrivo alla lettera, ma proprio parola per parola, la ricetta di Yohanna: il numero di errori nel testo è proporzionale alle esclamazioni di entusiasmo di chi assaggia l&#8217;apfelbrot.<br />
<span id="more-4399"></span></p>
<blockquote><ul>
<li>750 g di mele <em>pelate</em>, tagliate in piccoli cubetti</li>
<li>250 g di zucchero</li>
<li>250 g di uva <em>seccha</em></li>
<li>200 g di mandorle pelate intere</li>
<li>1 cucchiaio di cacao</li>
<li>1 cucchiaio di acquavite</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>500 g di farina</li>
<li>1 sacchetto di lievito per dolci</li>
<li><em>canella</em></li>
</ul>
</blockquote>
<p>Preparare le mele e lo zucchero un giorno prima: mescolare e lasciare in un <em>serbatoio</em> coperto durante la notte.<br />
Mettere tutti gli ingredienti insieme alle mele. <del>Mantecare</del> lavorare una pasta <del>accanita</del> dura*.<br />
Mettere in una forma per dolci quadrata o rettangolare, poi cuocere a 175° per 75 minuti.<br />
Durante il tempo di cottura spennellare due volte con un una mistura di acqua, zucchero e succo di limone. </p>
<p>* Einen zähen Teig kneten</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/03/apfelbrot2.jpg" alt="" title="apfelbrot2" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-4409" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Muffin mela e cannella di Federico</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 23:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno mia madre e io stavamo riordinando delle vecchie ricette, alla ricerca di ispirazione per la cena, quando da in mezzo ai ritagli di giornale è saltato fuori un foglio bianco, scritto a pennarello verde, con una grafia che non riuscivo a identificare. Mia madre ha esclamato &#8220;Oh, è la ricetta dei muffin di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno mia madre e io stavamo riordinando delle vecchie ricette, alla ricerca di ispirazione per la cena, quando da in mezzo ai ritagli di giornale è saltato fuori un foglio bianco, scritto a pennarello verde, con una grafia che non riuscivo a identificare. Mia madre ha esclamato &#8220;Oh, è la ricetta dei muffin di Federico&#8221;!</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/03/muffin-mela-cannella.jpg" alt="" title="muffin-mela-cannella" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-4207" /></p>
<p>Federico è stato un po&#8217; il mio &#8220;principe azzurro&#8221; quando ero una ragazzina: era (ed è!) una persona speciale, sensibile, colta&#8230; ce ne sono poche così in circolazione!<br />
Tra le altre caratteristiche, Federico era anche un cuoco provetto e organizzava &#8211; insieme alla sua mamma &#8211; dei brunch davvero festosi: è stato proprio in una di queste occasioni che mia madre deve aver chiesto a Federico la ricetta di muffin con mele e cannella che vi propongo oggi!<br />
<span id="more-4200"></span></p>
<blockquote><ul>
<li>375 g di farina</li>
<li>90 g di burro</li>
<li>220 g di zucchero</li>
<li>310 ml di panna</li>
<li>1 uovo</li>
<li>1 cucchiaino di lievito per dolci (aggiunta mia!)</li>
<li>mele gialle</li>
<li>cannella</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Sbattete leggermente le uova con la panna e mettete da parte.<br />
In una ciotola capiente lavorate lo zucchero col burro a temperatura ambiente fino a ottenere una crema morbida e omogenea. Aggiungete alla crema l&#8217;uovo e la panna, poi la farina (poca alla volta per evitare i grumi), la cannella a piacere e in ultimo il lievito, poi lavorate bene il tutto con le fruste elettriche. <br />
Sbucciate una o due mele gialle, tagliatele a pezzetti non troppo spessi e aggiungete i pezzetti di mela all&#8217;impasto, lavorandolo con l&#8217;aiuto di un leccapentola.<br />
Versate l’impasto negli stampini e infornate nel forno già caldo a 180° per una ventina di minuti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sfoglia alle mele</title>
		<link>http://www.labna.it/sfoglia-alle-mele.html</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 06:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[farina di mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[pasta sfoglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa avevo un po&#8217; di pasta sfoglia avanzata da un&#8217;altra ricetta: cosa fare con una pallina di pasta sfoglia avanzata? Le mele in gabbia, naturalmente! Le mie più che mele in gabbia, data l&#8217;assenza di traforatura, sono mele in&#8230; casetta? tana? guscio? Alla fine ho deciso di chiamarle semplicemente &#8220;sfoglia alle mele&#8221;: quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa avevo un po&#8217; di pasta sfoglia avanzata da un&#8217;altra ricetta: cosa fare con una pallina di pasta sfoglia avanzata?<br />
Le mele in gabbia, naturalmente! </p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/02/mele-gabbia1.jpg" alt="" title="mele-gabbia1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-4109" /></p>
<p>Le mie più che mele in gabbia, data l&#8217;assenza di traforatura, sono mele in&#8230; casetta? tana? guscio?<br />
Alla fine ho deciso di chiamarle semplicemente &#8220;sfoglia alle mele&#8221;: quello che conta è che siano buone, e queste lo sono certamente!<br />
<span id="more-4108"></span></p>
<p>Gli ingredienti dipendono, naturalmente, da quanti avanzi di pasta sfoglia avete.<br />
In ogni caso vi occorrono</p>
<p>mele (gialle o annurke)<br />
pasta sfoglia<br />
pan grattato o farina di mandorle<br />
burro<br />
zucchero a velo</p>
<p>Tirate la sfoglia abbastanza sottile e ritagliate dei dischi rotondi della dimensione di una spanna circa, al centro dei quali dovete mettere un velo di pan grattato o farina di mandorle.<br />
Accendete il forno e mentre il forno si scalda sbucciate le mele privandole del torsolo, poi tagliate le mele quarti e ogni quarto a ventaglio, lasciando unita la base (quindi praticando i tagli non fino in fondo alla mela).<br />
Fate col coltello 4 tagli sulla base di sfoglia, anche in questo caso senza arrivare fino al centro della sfoglia, dove andremo a disporre la mela.<br />
A questo punto unite i quattro &#8220;lembi&#8221; del cerchio di sfoglia sopra alla mela, chiudendo bene in alto ma lasciando uno spiraglio sui bordi, dove i &#8220;lembi&#8221; si incontrano.<br />
Spennellate la sfoglia con poco burro fuso (ne basterà un cucchiaio) e infornate a 180° per 20 minuti, finché le gabbiette non saranno ben dorate.<br />
Sfornate le mele in gabbia e lasciatele raffreddare; si conservano bene in frigo anche una notte, se occorre, ma passatele sempre qualche minuto in forno prima di servire.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Medaglioni di vitello con radici di Chiavari e chutney di mele</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 08:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne e pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[aceto]]></category>
		<category><![CDATA[chutney]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[radici di chiavari]]></category>
		<category><![CDATA[vitello]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso weekend mi trovavo a Genova con la mia metà per Cibio, una piccola fiera di prodotti bio che si tiene ogni anno nella zona del porto. Usciti da Cibio un po&#8217; delusi, perchè l&#8217;evento è davvero minuscolo, siamo andati un po&#8217; a spasso per Genova e siamo capitati al mercato orientale. Il mercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso weekend mi trovavo a Genova con la mia metà per Cibio, una piccola fiera di prodotti bio che si tiene ogni anno nella zona del porto.<br />
Usciti da Cibio un po&#8217; delusi, perchè l&#8217;evento è davvero minuscolo, siamo andati un po&#8217; a spasso per Genova e siamo capitati al mercato orientale. Il mercato orientale di Genova è un posto un po&#8217; buio e misterioso, con bancarelle di frutta e verdura molto interessanti perchè vendono ogni genere di prodotti, sia locali che &#8220;esotici&#8221;.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/01/radici-di-chiavari.jpg" alt="" title="radici-di-chiavari" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-4001" /></p>
<p>Tra i molti prodotti del mercato le radici di Chiavari hanno attirato la mia attenzione: somigliavano al parsnip, o a delle carote un po&#8217; difformi, ma non le avevo mai viste prima! Così le ho comprate, forte della rassicurazione del venditore: &#8220;Com&#8217;è che non conosce le radici di Chiavari? Si fanno come le carote!&#8221;.<br />
Voi le avevate mai viste prima d&#8217;ora (prego astenersi lettori genovesi)?<br />
<span id="more-3998"></span></p>
<p>La ricetta di oggi è un&#8217;idea per un pranzo veloce, che abbia come <em>special guest</em> le radici di Chiavari.</p>
<p>Per prima cosa marinate i medaglioni in olio, sale, pepe e rosmarino, poi preparateli sulla griglia o in padella cuocendoli bene per una decina di minuti, finchè non sono ben coloriti, con sale, pepe e rosmarino.<br />
Nel frattempo, lavate e spazzolate accuratamente il le radici con l&#8217;aiuto di uno spazzolino come fareste per i funghi o per le patate, fino a rimuovere tutta la terra rimasta, avendo cura di tagliare via anche il ciuffo con un coltello.<br />
Quando le radici sono ben pulite, stufatele in poca acqua per una ventina di minuti finchè non sono tenere (il tempo dipende un po&#8217; dalla dimensione, alcune sono minuscole, altre davvero grosse); scolate via l&#8217;acqua in eccesso dalla pentola, mettete un filo d&#8217;olio e saltate le radici per far prendere loro un po&#8217; di colore, aggiustando il sale secondo i vostri gusti. Dopo qualche minuto, versare sulle radici anche abbondante aceto (o limone) e fatele cuocere finchè non si asciuga.<br />
Servite le radici con i medaglioni di vitello e il <a href="http://www.labna.it/chutney-di-mele.html">chutney di mele, che già conoscete</a>, per accompagnare il tutto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chutney di mele</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 00:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il chutney, nelle molte varianti esistenti, è una tipica ricetta che si associa al mondo inglese; in realtà gli inglesi debbono l&#8217;invenzione di queste marmellatine salate agli indiani, che già molto prima della colonizzazione inglese cucinavano conserve di frutta e verdura con aceto e varie spezie. In Inghilterra si mangia spesso il chutney nei sandwich [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il chutney, nelle molte varianti esistenti, è una tipica ricetta che si associa al mondo inglese; in realtà gli inglesi debbono l&#8217;invenzione di queste marmellatine salate agli indiani, che già molto prima della colonizzazione inglese cucinavano conserve di frutta e verdura con aceto e varie spezie.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/01/apple-chutney.jpg" alt="" title="apple-chutney" width="400" height="550" class="aligncenter size-full wp-image-3850" /></p>
<p>In Inghilterra si mangia spesso il chutney nei sandwich coi formaggi, come il cheddar, il cheshire e lo stilton, ma anche con gli arrosti e altri tipi di carne.<br />
Si può fare il chutney con molte spezie differenti e cambiando il frutto che si usa come base, ma il chutney di mele è certamente il più classico e famoso.<br />
<span id="more-3816"></span></p>
<p>Io ho seguito più o meno <a href="http://www.bbc.co.uk/food/recipes/spicedapplechutney_7720">la ricetta consigliata su BBC &#8211; Food</a>.</p>
<p>Per due vasi da marmellata grandi, come in foto, occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>225 g di cipolle, tagliate a cubetti</li>
<li>900 g di mele gialle, sbucciate e tagliate a cubetti</li>
<li>110 g di uvetta</li>
<li>15 g di coriandolo in polvere</li>
<li>15 g di paprika dolce</li>
<li>15 g di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mixed_spice">mixed spice</a> (cannella, noce moscata, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Allspice">allspice</a>)</li>
<li>15 g di zenzero e polvere di chiodi di garofano</li>
<li>15 g di sale</li>
<li>340 g di zucchero</li>
<li>425 ml di aceto di malto (ma va bene anche quello di vino)</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Mettete tutti gli ingredienti in una pentola antiaderente profonda, di quelle adatte per fare la marmellata.<br />
Portate il miscuglio ad ebollizione su fiamma media, poi fate sobbollire per circa due ore, mescolando di tanto in tanto col cucchiaio di legno per evitare che il chutney si attacchi al fondo della pentola.<br />
Quando il chutney è davvero denso e appiccicoso potete spegnere il fuoco e trasferire il tutto in due bei vasetti sterilizzati, avendo cura di chiudere bene il tappo.<br />
Riponete i vasetti in dispensa al fresco per due o tre mesi prima di consumare il chutney: migliora molto col tempo.</p>
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		<title>Levivot di mele</title>
		<link>http://www.labna.it/levivot-di-mele.html</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 22:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Channukkah]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno in questo periodo è arrivato oggi per noi ebrei il momento di festeggiare Channukkah, la festa delle luci. Ero un po&#8217; a corto di idee su cosa preparare per questo Channukkah, perchè vi ho già parlato lo scorso anno dei latkes di patate e delle sufganyot, le due ricette classiche di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno in questo periodo è arrivato oggi per noi ebrei il momento di festeggiare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chanukkà">Channukkah</a>, la festa delle luci.<br />
Ero un po&#8217; a corto di idee su cosa preparare per questo Channukkah, perchè vi ho già parlato lo scorso anno dei <a href="http://www.labna.it/latkes-di-patate.html">latkes di patate</a> e delle <a href="http://www.labna.it/doughnuts-krapfen-una-ricetta-per-molti-dolci.html">sufganyot</a>, le due ricette classiche di questa bella festa ebraica.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/11/levivot3.jpg" alt="" title="levivot" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-3514" /></p>
<p>Non ho dovuto spremere a lungo le meningi, tuttavia, perchè caso vuole che la mia amica Tana mi abbia chiesto di preparare insieme un dolce tipico di Channukkah, apprezzato da sempre nella sua famiglia (e non solo): le <em>levivot</em> di mele.<br />
<span id="more-3470"></span></p>
<p>Per due bei vassoi di levivot, più o meno per una dozzina di persone, occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>6 mele verdi</li>
<li>4 bicchieri di farina</li>
<li>4 uova</li>
<li>4 cucchiai d&#8217;olio</li>
<li>4 cucchiaini di lievito per dolci</li>
<li>1 manciata di noci</li>
<li>succo di limone</li>
<li>un cucchiaino di cannella</li>
<li>olio per friggere</li>
<li>zucchero e cannella, per servire</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa lavate <u>bene</u> le mele e grattugiatele, senza sbucciarle.<br />
In una ciotola capiente, combinate le mele grattugiate, la farina, le noci tritate al coltello, le uova, la cannella, l&#8217;olio e il succo di limone, e mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un composto umido, denso e appiccicoso.<br />
In una padella scaldate abbondante olio di semi per friggere (occhio agli ingredienti, questi olii sono pieni di insidie!); quando l&#8217;olio è caldo &#8211; cosa che potete verificare buttando nell&#8217;olio un pezzetto di mela, che tra l&#8217;altro <a href="http://www.labna.it/lo-sapevate-che.html">limita l&#8217;odore di fritto</a> &#8211; appoggiate graziosamente a cucchiaiate l&#8217;impasto in padella, formando delle frittelle (le nostre sono a forma di baco da seta :D, ndJ ) che farete cuocere qualche minuto da entrambi i lati, fino ad ottenere una bella doratura uniforme.<br />
Scolate le frittelle su un foglio di scottex o carta assorbente e servitele subito, ben calde, con una spolverata di zucchero bianco e cannella.</p>
<p>p.s. vi segnalo a questo proposito anche una <a href="http://dovbear.blogspot.com/2008/12/what-are-levivot.html">pagina interessante sull&#8217;origine del vocabolo levivot</a> (in inglese)</p>
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		<title>Cjalsòns di Gianni Cosetti</title>
		<link>http://www.labna.it/cjalsons.html</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 00:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pasta e riso]]></category>
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		<category><![CDATA[Vegetariani]]></category>
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		<description><![CDATA[Come sapete, quando c&#8217;è da cucinare (o assaggiare!) nuove ricette i Labna non si tirano mai indietro. Qualche tempo fa l&#8217;amica Rossella del blog Ma che ti sei mangiato? ci ha proposto di partecipare a una sua curiosa iniziativa chiamata Cjalsòns 2010 e noi, pur essendo totalmente ignoranti persino del significato del titolo, ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sapete, quando c&#8217;è da cucinare (o assaggiare!) nuove ricette i Labna non si tirano mai indietro.<br />
Qualche tempo fa l&#8217;amica Rossella del blog <a href="http://machetiseimangiato.com/" title="Ma che ti sei mangiato?">Ma che ti sei mangiato?</a> ci ha proposto di partecipare a una sua curiosa iniziativa chiamata <strong>Cjalsòns 2010</strong> e noi, pur essendo totalmente ignoranti persino del significato del titolo, ci siamo buttati a capofitto nell&#8217;impresa.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/10/cjalsons.jpg" alt="" title="Cjalsòns" width="600" height="438" class="aligncenter size-full wp-image-3120" /></p>
<p><em>I Cjalsòns</em> &#8211; spiega Rossella &#8211; <em>sono uno dei piatti tipici della regione Friuli Venezia Giulia che si trova nel nord-est dell’Italia.<br />
Si tratta di una sorta di ravioli o agnolotti, adattati a gusti locali e ricchi di ingredienti particolari e non usuali per i classici ravioli.</em><br />
<span id="more-3119"></span><br />
<img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/10/cjalsons-1-497x600.jpg" alt="" title="Cjalsòns" width="497" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-3123" /></p>
<p>L’idea di questo progetto è venuta a Rossella leggendo la biografia e l’opera di Gianni Cosetti, cuoco di Carnia (regione montuosa del Friuli) che negli anni Ottanta e Novanta già si impegnava nel recupero delle tradizioni e dei prodotti locali: Cosetti organizzò infatti un concorso per raccogliere le ricette delle casalinghe friulane in tema di cjalsòns, e su 40 partecipanti vennero fuori ben 40 ricette diverse.</p>
<p>Noi abbiamo seguito quella che Rossella definisce la &#8220;ricetta esclusiva&#8221; dei Cjalsòns di Gianni Cosetti, anche se l&#8217;impresa si presentava ardua a causa della sostanziale approssimazione delle dosi e degli ingredienti.</p>
<p>Anna Cosetti, erede del famoso cuoco, indica di procedere come segue.</p>
<p>La prima cosa da fare è preparare una &#8220;pasta matta&#8221;, vale a dire un impasto di solo acqua, farina, sale e olio.<br />
Noi non siamo stati capaci di cavarcela senza un uovo, quindi abbiamo sostanzialmente preparato la nostra <a href="http://www.labna.it/pasta-alluovo.html" title="ricetta della pasta fresca all'uovo">classica pasta all&#8217;uovo</a>, che non sarà friulana ma è servita magnificamente allo scopo.</p>
<p>Fatto l&#8217;impasto poco ortodosso, ci siamo attenuti alla ricetta di Anna.</p>
<p><em>Per il ripieno passo la cipolla nel burro e olio, aggiungo gli spinaci, la ricotta bianca, un po&#8217; di ricotta affumicata, pane nero, mela,<br />
sale e pepe.<br />
Frullo il tutto e adagio un cucchiaino al centro di un cerchio di pasta, poi sopra metto l&#8217;uvetta ammollata nel rhum e chiudo il raviolo a mezzaluna.<br />
Dopo la cottura, i cjalsòns si adagiano nel piatto con un po&#8217; di parmigiano e il burro fuso caldissimo. </em></p>
<p>Come vedete, non era esattamente una ricetta&#8230; dettagliata! Tuttavia, è stato meglio così, perchè abbiamo potuto adattarla un po&#8217; ai nostri gusti e alle nostre esigenze. Oltre alla pasta all&#8217;uovo ci siamo presi qualche libertà anche nella presentazione del piatto, ma possiamo garantire che i cjalsòns sono piaciuti molto a tutti i commensali nonostante questi piccoli tradimenti.</p>
<p>Grazie a Rossella per la bella avventura gastronomica di cui ci ha resi partecipi!</p>
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		<title>Torta di mele di Rosh Hashanah</title>
		<link>http://www.labna.it/torta-di-mele-per-rosh-hashanah.html</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 22:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina ebraica]]></category>
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		<description><![CDATA[Io e la mia mamma abbiamo preparato questa torta di mele e uvetta da mangiare a colazione alla mattina, per Rosh Hashanah. A Rosh Hashanah infatti è usanza mangiare le mele insieme al miele, sempre per quella famosa storia dell&#8217;anno dolce di cui vi dicevo nelle ricette di questi ultimi giorni. Questa per me è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io e la mia mamma abbiamo preparato questa torta di mele e uvetta da mangiare a colazione alla mattina, per Rosh Hashanah.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/09/plumcake-mele-428x600.jpg" alt="" title="plumcake-mele" width="428" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-2751" /></p>
<p>A Rosh Hashanah infatti è usanza mangiare le mele insieme al miele, sempre per quella famosa storia dell&#8217;anno dolce di cui vi dicevo nelle ricette di questi ultimi giorni.<br />
<span id="more-2744"></span></p>
<p>Questa per me è la torta ideale, perchè rimane morbida e umidina grazie alla presenza delle mele. Fino a qualche anno fa detestavo le torte di mele, poi mi sono imbattuta in questa e non ho più saputo farne a meno.</p>
<p>Per una torta enorme come quella in foto occorrono:</p>
<blockquote><ul>
<li>350 g di farina</li>
<li>5 uova</li>
<li>100 g di zucchero bianco</li>
<li>150 g di zucchero di canna</li>
<li>50 g di miele di acacia</li>
<li>1/2 bicchiere di aranciata (sì, proprio aranciata!)</li>
<li>110 g di burro morbido</li>
<li>1 bustina di lievito </li>
<li>3 mele</li>
<li>1 manciata di uvetta</li>
<li>1 manciata di mandorle</li>
</ul>
</blockquote>
<p>In una ciotola capiente montate con le fruste elettriche le uova e lo zucchero fino a ottenere una crema chiara; aggiungete alla crema di uova la farina, il lievito, il burro, il miele e l&#8217;aranciata.<br />
Solo alla fine, aggiungete le mele tagliate a pezzettini sottili e l&#8217;uvetta, precedentemente messa in ammollo e infarinata.<br />
Scaldate il forno a 180°. Nel frattempo, tritate una manciata di mandorle fino ad ottenere una granella.<br />
Riempite con l&#8217;impasto uno stampo da plumcake grande (o due di dimensioni normali) fino ai 3/4, poi coprite la torta di granella di mandorle e infornate per circa 45 minuti.<br />
Verificate la cottura inserendo un coltello o uno stecchino nella torta, perchè anche quando la torta sembra cotta in superficie è possibile che dentro sia ancora un po&#8217; cruda: se così fosse, coprite la torta con un foglio di alluminio e fatela cuocere ancora un po&#8217;.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/09/fetta-plumcake-mele-428x600.jpg" alt="" title="fetta-plumcake-mele" width="428" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-2752" /></p>
<p>Beh, ora il capodanno è finito quindi auguro a tutti voi &#8211; ebrei e non &#8211; di lanciarvi a capofitto nell&#8217;anno che inizia con entusiasmo e ottimismo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marmellate di Rosh Hashanah</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 22:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni anno a Rosh Hashanah a casa mia si usa preparare tre marmellate: quella di zucca, quella di mele e quella di mele cotogne. Ovviamente tutte queste conserve, su ciascuna delle quali si recita una benedizione, simboleggiano l&#8217;augurio di un anno felice. Gli ingredienti necessari sono semplicemente zucca napoletana mele Royal Gala (o altre mele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno a Rosh Hashanah a casa mia si usa preparare tre marmellate: quella di zucca, quella di mele e quella di mele cotogne.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/09/marmellate-rosh-hashanah.jpg" alt="" title="marmellate-rosh-hashanah" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-2742" /></p>
<p>Ovviamente tutte queste conserve, su ciascuna delle quali si recita una benedizione, simboleggiano l&#8217;augurio di un anno felice.<br />
<span id="more-2738"></span></p>
<p>Gli ingredienti necessari sono semplicemente </p>
<blockquote><ul>
<li>zucca napoletana</li>
<li>mele Royal Gala (o altre mele gialle)</li>
<li>mele cotogne</li>
<li>zucchero</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per tutte e tre le marmellate si procede quasi allo stesso modo.<br />
Sbucciate la frutta, tagliatela a cubetti e pesatela: per ogni kg di frutta, considerate di usare 1/2 kg di zucchero.<br />
Le mele cotogne sono durissime, quindi fatele bollire 3/4 d&#8217;ora.<br />
Mettete in pentola il frutto prescelto con la giusta quantità di zucchero e lasciate macerare il tutto per un&#8217;oretta.<br />
Accendete il fuoco a fiamma media, portate la frutta lentamente ad ebollizione e lasciate cuocere la marmellata per un&#8217;ora, verificando di tanto in tanto la consistenza  in un piatto freddo di frigo.<br />
Le marmellate di Rosh Hashanah si consumano la sera stessa per le benedizioni; tuttavia, se volete conservare queste marmellate dovete versarle quando sono ancora bollenti nei vasetti (Bormioli, nel mio caso), chiudere i vasetti e lasciarli capovolti per un po&#8217;, finchè non si raffreddano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torta di mele della mamma</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 00:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Torte]]></category>
		<category><![CDATA[KitchenAid]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
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		<description><![CDATA[La mamma è la cuoca migliore del mondo, si sa, ma la mia è sicuramente nella top 5 delle migliori migliori, ne sono sicura. Se chi scrive la guida Michelin passasse qui una volta a cena dovrebbe darle tutte e tre le stelline e anche un bacio accademico per quanto è meravigliosa la sua cucina. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mamma è la cuoca migliore del mondo, si sa, ma la mia è sicuramente nella top 5 delle migliori migliori, ne sono sicura. Se chi scrive la guida Michelin passasse qui una volta a cena dovrebbe darle tutte e tre le stelline e anche un bacio accademico per quanto è meravigliosa la sua cucina.</p>
<p><a href="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/06/torta-di-mele1.jpg"><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/06/torta-di-mele1.jpg" alt="" title="torta-di-mele" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-2058" /></a></p>
<p>Premesse a parte, questa è la torta di mele, proprio quella doc della mia mamma. Non potete perdervela.<br />
<span id="more-2051"></span></p>
<p>Con queste dosi vi vengono due teglie, una da crostata di 30 cm di diametro, e una piccolina come in foto:</p>
<blockquote><ul>
<li>2 uova</li>
<li>200 g di zucchero di canna</li>
<li>90 g di burro</li>
<li>180 g di farina</li>
<li>1 bustina di lievito</li>
<li>1/2 bicchiere di latte</li>
<li>un pochino di scorza di limone</li>
<li>4 mele gialle</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Il procedimento è facile facile.</p>
<p>Lavorate con le fruste elettriche in una ciotola capiente lo zucchero e le uova fino ad ottenere una crema gialla omogenea e spumosa.<br />
Aggiungete il burro a temperatura ambiente e continuate a lavorare l&#8217;impasto; successivamente, versate nella ciotola anche il lievito, la farina, la scorza di limone e il latte, mescolando bene l&#8217;impasto con l&#8217;aiuto delle fruste elettriche.<br />
Quando l&#8217;impasto è cremoso e omogeneo, imburrate la teglia, copritela con un pochino di pangrattato e versatevi l&#8217;impasto, spargendolo in modo uniforme con l&#8217;aiuto di un cucchiaio: non riempite la teglia troppo, perchè c&#8217;è il lievito e la torta cresce!<br />
Sbucciate le mele, tagliatele a fettine sottili e disponete le fettine ottenute a raggiera sopra all&#8217;impasto, un po&#8217; verticali così si ottiene un effetto più bello da vedere a torta finita.</p>
<p>Infornate la torta a 180°: sarà pronta dopo circa 3/4 d&#8217;ora, ma non fidatevi dell&#8217;orologio e controllate saltuariamente il colore della superficie, che dev&#8217;essere biondo-dorato.<br />
Sfornate la torta e fatela raffreddare; quando la torta è fredda, potete spennellarla con un po&#8217; di marmellata e aggiungere una spolverata di zucchero bianco, se vi piace.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tarte Tatin</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 01:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
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		<category><![CDATA[pasta sfoglia]]></category>
		<category><![CDATA[tarte tatin]]></category>

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		<description><![CDATA[La tarte tatin è uno dei dolci preferiti di Jasmine: lei va fuori a cena il sabato sera dal Ferrelli, come vi ha già raccontato, sostanzialmente per mangiare la tarte tatin (e la pasta coi broccoli, bisogna aggiungere a onor del vero). Osservando Francis, uno dei cuochi del ristorante, abbiamo più o meno capito come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tarte tatin è uno dei dolci preferiti di Jasmine: lei va fuori a cena il sabato sera dal <a href="http://www.ferrelliamilano.it/">Ferrelli</a>, come <a href="http://www.labna.it/una-serata-da-cuochi-al-ferrelli.html">vi ha già raccontato</a>, sostanzialmente per mangiare la tarte tatin (e <a href="http://www.labna.it/orecchiette-con-broccoli-e-crema-di-cannellini.html">la pasta coi broccoli</a>, bisogna aggiungere a onor del vero).<br />
Osservando Francis, uno dei cuochi del ristorante, abbiamo più o meno capito come fare la leggendaria tarte tatin del Ferrelli e&#8230; questo è il risultato del nostro primo tentativo!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-952" title="Tarte Tatin" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/03/tatin.jpg" alt="" width="600" height="349" /></p>
<p>Non male, vero?<br />
<span id="more-951"></span></p>
<p>Per 10 porzioni occorrono</p>
<blockquote>
<ul>
<li>un rotolo di pasta sfoglia, nel nostro caso <a href="http://www.buitoni.it/Prodotti/SchedaProdotto.aspx?id=509">Buitoni</a></li>
<li>60 g di burro</li>
<li>240 g di zucchero</li>
<li>6/7 mele Golden</li>
</ul>
</blockquote>
<p>In una teglia da forno di 28 cm di diametro sciogliete il burro su fuoco medio, senza assolutamente farlo friggere. Tolta la teglia da fuoco, spargete lo zucchero uniformemente sul fondo della teglia imburrata.</p>
<p>Sbucciate le mele, tagliatele in quarti il più possibile simili tra di loro e disponete i quartini a raggiera molto ravvicinati tra di loro (devono premere l&#8217;uno contro l&#8217;altro).<br />
Mettete di nuovo la teglia sul fuoco, coperta, con fiamma medio alta, per circa 15 minuti, poi togliete il coperchio e lasciate sul fuoco altri 5 minuti.</p>
<p>Fate raffreddare un po&#8217; la base appena realizzata, che non deve essere troppo acquosa, poi copritela con la pasta sfoglia; spingete lateralmente e verso il fondo l&#8217;abbondanza della sfoglia che si trova sui bordi.</p>
<p>Infornate la vostra tarte a 180° e lasciatela lì per circa 25 minuti: a vista la pasta sfoglia deve essere brunita.<br />
Non appena sfornata, la tarte tatin deve essere girata: appoggliate il piatto o il vassoio che conterrà la torta sulla teglia e, afferrando entrambi con un canovaccio, capovolgete con gesto rapido.<br />
Battete sulla teglia in modo che tutte le mele si stacchino dal fondo poi rimuovete la teglia.</p>
<p>La tarte tatin va servita tiepida con un po&#8217; di zucchero setacciato sulla superficie.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marmellata di strudel di mele</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 07:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conserve]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[apfelstrudel]]></category>
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		<category><![CDATA[marmellata]]></category>
		<category><![CDATA[marmellata di strudel]]></category>
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		<category><![CDATA[strudel]]></category>
		<category><![CDATA[strudel spalmabile]]></category>
		<category><![CDATA[vaniglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene tutti sappiano che lo strudel di mele sia il simbolo della cucina altoatesina, l&#8217;idea di questa ricetta (rivista e corretta dal sottoscritto) ha origini veneziane. È infatti a Venezia che per la prima volta ho assaggiato la marmellata fatta dalla madre di un mio amico, dal quale sono stato spesso ospite: il sapore mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene tutti sappiano che lo strudel di mele sia il simbolo della cucina altoatesina, l&#8217;idea di questa ricetta (rivista e corretta dal sottoscritto) ha origini veneziane. È infatti a Venezia che per la prima volta ho assaggiato la marmellata fatta dalla madre di un mio amico, dal quale sono stato spesso ospite: il sapore mi ricordava qualcosa, ma non capivo che cosa, finché&#8230; EUREKA! ho compreso che era un super concentrato di strudel di mele spalmabile, sostanzialmente marmellata di strudel&#8230; idea fantastica!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-581" title="Marmellata di strudel" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/02/marmellata-di-strudel.jpg" alt="" width="399" height="600" /></p>
<p>Ci siamo finiti l&#8217;intero barattolo appena aperto!<br />
<span id="more-468"></span></p>
<p>Per 7 vasetti di marmellata occorrono</p>
<blockquote>
<ul>
<li>1 kg e mezzo di mele renette bio già private del torsolo</li>
<li>100 g di uva sultanina</li>
<li>80 g di pinoli</li>
<li>700 g di zucchero di canna integrale</li>
<li>1 limone</li>
<li>cannella in polvere</li>
<li>una stecca di vaniglia</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa mettete un piattino tipo quelli da caffè in frigorifero: servirà più avanti per saggiare la consistenza della confettura.<br />
Lavate accuratamente la frutta ed eliminate quante più impurità possibili: tranne nel caso degli agrumi, sarebbe meglio non sbucciare i frutti, dal momento che la scorza solitamente contiene la pectina necessaria alla gelificazione della marmellata stessa. La frutta pulita dev&#8217;essere quindi tagliata a cubetti di dimensioni uniformi e versata nella pentola di rame o di acciaio inox (da evitare assolutamente l&#8217;alluminio) insieme allo zucchero, il succo del limone, la cannella e il contenuto della stecca di vaniglia.<br />
Portate ad ebollizione la frutta mantenendo la fiamma a un livello medio di intensità; mantenere l&#8217;ebollizione a fiamma vivace per circa 5 minuti, mescolando costantemente, poi abbassare la fiamma al minimo.<br />
Dopo circa due ore, quando la marmellata ha raggiunto una certa consistenza (verificatela col piattino: se lo inclinate la marmellata non deve scivolare giù), aggiungete uvetta, pinoli e versatela ancora bollente nei vasetti con l&#8217;aiuto di un mestolo, lasciando circa 1 cm tra il livello raggiunto dalla marmellata e il tappo; chiudete immediatamente sigillando con il tappo ermetico e capovolgete i vasetti per circa 5 minuti.<br />
A questo punto potete decidere se sterilizzare o meno i vasi già pieni, e da questo dipenderà il tempo di conservazione della marmellata: la marmellata sopravviverà solo qualche giorno in frigo, se non sterilizzate i vasi, invece potrete tenerla fino a un anno in dispensa se lo fate.<br />
Se pensate di conservare la marmellata per un anno dovete sterilizzare i vasetti, dopo averli riempiti: metteteli in una pentola d&#8217;acqua e portate quest&#8217;ultima ad ebollizione, raggiunta la quale dovete abbassare la fiamma e lasciare i vasetti sobbollire per circa 30 minuti.</p>
<p>Una volta aperto, un vasetto di marmellata va conservato in frigorifero e consumato entro massimo 15 giorni.</p>
<p>Un ringraziamento speciale va alla prode aiutante Jasmine che ha lavato e preparato le mele&#8230; io ho solamente rimestato la marmellata&#8230; ragazzi, cheFFatica!!!<br />
Buona colazione!</p>
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