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	<title>Labna &#187; pasta all&#8217;uovo</title>
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	<description>Amore in cucina</description>
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		<title>Tortelli mantovani con funghi e castagne</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 00:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi mi legge su Twitter conosce i leggendari ritardi mattutini del mio fidanzato: io vado a prenderlo sotto casa, come un cavaliere d&#8217;altri tempi farebbe con la sua dama, e lui mi fa sempre aspettare almeno 10 minuti! In quei 10 minuti &#8211; a parte twittare e lamentarmi &#8211; io studio approfonditamente il menu di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi legge su <a href="http://twitter.com/labna">Twitter</a> conosce i leggendari ritardi mattutini del mio fidanzato: io vado a prenderlo sotto casa, come un cavaliere d&#8217;altri tempi farebbe con la sua dama, e lui mi fa sempre aspettare almeno 10 minuti!<br />
In quei 10 minuti &#8211; a parte twittare e lamentarmi &#8211; io studio approfonditamente il menu di un ristorante dei dintorni, il Bianca. Questa ricetta è ispirata proprio dal loro menu, che in questi giorni prevedeva dei ravioli simili ai miei.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/01/tortelli-zucca-funghi-castagne.jpg" alt="" title="tortelli-zucca-funghi-castagne" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-3948" /></p>
<p>Zucca, funghi, castagne&#8230; tre ingredienti che amo molto in un abbinamento perfetto per l&#8217;autunno/inverno!<br />
<span id="more-3916"></span><br />
Queste dosi sono per due persone, ma sul condimento vi consiglio di andare a occhio.</p>
<blockquote><p>
Per i ravioli (che potete tranquillamente comprare dal pastaio se preferite):</p>
<ul>
<li>200 g di farina</li>
<li>2 uova</li>
<li>50 g di amaretti (facoltativo)</li>
<li>300 g di polpa di zucca</li>
<li>50 g di parmigiano</li>
</ul>
<p>Per il condimento:</p>
<ul>
<li>funghi porcini secchi</li>
<li>castagne (fresche o surgelate)</li>
<li>prezzemolo</li>
<li>olio</li>
<li>sale</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa tagliate la polpa di zucca a cubetti e fatela cuocere al forno in un cartoccio di stagnola per circa 3/4 d&#8217;ora a 180° gradi o finchè non è bella morbida.<br />
Quando la zucca è pronta fatela raffreddare, poi frullatela con il mixer insieme agli amaretti, il parmigiano e una presa di sale.</p>
<p>Mettete da parte il composto così ottenuto e nel frattempo preparate <a href="http://www.labna.it/pasta-alluovo.html.">la pasta fresca, nel modo che Manuel vi ha già spiegato</a>.<br />
Tirate la sfoglia bella sottile ma non troppo, diciamo alla penultima tacchetta della macchina per la pasta, poi stendetela sul piano di lavoro infarinato dividendola in due parti uguali.<br />
Su una delle due sfoglie mettete dei mucchietti di impasto, distanziati l&#8217;uno dall&#8217;altro di quattro o cinque centimetri, poi coprite il tutto con la seconda sfoglia.<br />
Ritagliate i tortelli con l&#8217;aiuto dello stampo ad hoc o con l&#8217;apposita rotellina, poi fateli seccare un po&#8217; su un vassoio infarinato.</p>
<p>Messi da parte i ravioli, mettete a mollo i funghi finchè non ritornano morbidi e sbollentate le castagne.<br />
Saltate in padella i funghi e le castagne con un po&#8217; d&#8217;olio e uno spicchio d&#8217;aglio, che poi provvederete a rimuovere, per circa 20 minuti.<br />
Mentre il condimento cuoce, fate bollire l&#8217;acqua della pasta e cuocetevi i tortelli con un filo d&#8217;olio perchè non si attacchino.<br />
Scolate i tortelli con un mestolo traforato (per non romperli nello scolapasta) e passateli rapidamente in padella con il condimento di funghi e castagne, cui si aggiungerà alla fine un po&#8217; di prezzemolo tritato.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2011/01/tortelli-di-zucca.jpg" alt="" title="tortelli-di-zucca" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-3950" /></p>
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		<title>Cjalsòns di Gianni Cosetti</title>
		<link>http://www.labna.it/cjalsons.html</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 00:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pasta e riso]]></category>
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		<category><![CDATA[Vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[pasta all'uovo]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli]]></category>
		<category><![CDATA[ricotta]]></category>
		<category><![CDATA[spinaci]]></category>
		<category><![CDATA[uvetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sapete, quando c&#8217;è da cucinare (o assaggiare!) nuove ricette i Labna non si tirano mai indietro. Qualche tempo fa l&#8217;amica Rossella del blog Ma che ti sei mangiato? ci ha proposto di partecipare a una sua curiosa iniziativa chiamata Cjalsòns 2010 e noi, pur essendo totalmente ignoranti persino del significato del titolo, ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sapete, quando c&#8217;è da cucinare (o assaggiare!) nuove ricette i Labna non si tirano mai indietro.<br />
Qualche tempo fa l&#8217;amica Rossella del blog <a href="http://machetiseimangiato.com/" title="Ma che ti sei mangiato?">Ma che ti sei mangiato?</a> ci ha proposto di partecipare a una sua curiosa iniziativa chiamata <strong>Cjalsòns 2010</strong> e noi, pur essendo totalmente ignoranti persino del significato del titolo, ci siamo buttati a capofitto nell&#8217;impresa.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/10/cjalsons.jpg" alt="" title="Cjalsòns" width="600" height="438" class="aligncenter size-full wp-image-3120" /></p>
<p><em>I Cjalsòns</em> &#8211; spiega Rossella &#8211; <em>sono uno dei piatti tipici della regione Friuli Venezia Giulia che si trova nel nord-est dell’Italia.<br />
Si tratta di una sorta di ravioli o agnolotti, adattati a gusti locali e ricchi di ingredienti particolari e non usuali per i classici ravioli.</em><br />
<span id="more-3119"></span><br />
<img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/10/cjalsons-1-497x600.jpg" alt="" title="Cjalsòns" width="497" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-3123" /></p>
<p>L’idea di questo progetto è venuta a Rossella leggendo la biografia e l’opera di Gianni Cosetti, cuoco di Carnia (regione montuosa del Friuli) che negli anni Ottanta e Novanta già si impegnava nel recupero delle tradizioni e dei prodotti locali: Cosetti organizzò infatti un concorso per raccogliere le ricette delle casalinghe friulane in tema di cjalsòns, e su 40 partecipanti vennero fuori ben 40 ricette diverse.</p>
<p>Noi abbiamo seguito quella che Rossella definisce la &#8220;ricetta esclusiva&#8221; dei Cjalsòns di Gianni Cosetti, anche se l&#8217;impresa si presentava ardua a causa della sostanziale approssimazione delle dosi e degli ingredienti.</p>
<p>Anna Cosetti, erede del famoso cuoco, indica di procedere come segue.</p>
<p>La prima cosa da fare è preparare una &#8220;pasta matta&#8221;, vale a dire un impasto di solo acqua, farina, sale e olio.<br />
Noi non siamo stati capaci di cavarcela senza un uovo, quindi abbiamo sostanzialmente preparato la nostra <a href="http://www.labna.it/pasta-alluovo.html" title="ricetta della pasta fresca all'uovo">classica pasta all&#8217;uovo</a>, che non sarà friulana ma è servita magnificamente allo scopo.</p>
<p>Fatto l&#8217;impasto poco ortodosso, ci siamo attenuti alla ricetta di Anna.</p>
<p><em>Per il ripieno passo la cipolla nel burro e olio, aggiungo gli spinaci, la ricotta bianca, un po&#8217; di ricotta affumicata, pane nero, mela,<br />
sale e pepe.<br />
Frullo il tutto e adagio un cucchiaino al centro di un cerchio di pasta, poi sopra metto l&#8217;uvetta ammollata nel rhum e chiudo il raviolo a mezzaluna.<br />
Dopo la cottura, i cjalsòns si adagiano nel piatto con un po&#8217; di parmigiano e il burro fuso caldissimo. </em></p>
<p>Come vedete, non era esattamente una ricetta&#8230; dettagliata! Tuttavia, è stato meglio così, perchè abbiamo potuto adattarla un po&#8217; ai nostri gusti e alle nostre esigenze. Oltre alla pasta all&#8217;uovo ci siamo presi qualche libertà anche nella presentazione del piatto, ma possiamo garantire che i cjalsòns sono piaciuti molto a tutti i commensali nonostante questi piccoli tradimenti.</p>
<p>Grazie a Rossella per la bella avventura gastronomica di cui ci ha resi partecipi!</p>
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		<title>Ricette di Kippur: i nukides</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 22:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[Kippur]]></category>
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		<category><![CDATA[carne]]></category>
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		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>
		<category><![CDATA[ricette di kippur]]></category>
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		<category><![CDATA[ricette tripoline]]></category>

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		<description><![CDATA[Già parlando delle ricette di Rosh Hashanah avevo accennato a Kippur, giorno dell&#8217;espiazione e della penitenza. Quello che non vi ho detto è che a Kippur noi ebrei digiuniamo per 25 ore. Ve le immaginate 25 ore senza cibo e senza acqua?! Un vero tormento, credetemi. Così alla vigilia di Kippur tutti mangiano e bevono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già parlando delle <a href="http://www.labna.it/ricette-per-rosh-hashanah-con-il-melograno.html">ricette di Rosh Hashanah</a> avevo accennato a Kippur, giorno dell&#8217;espiazione e della penitenza. Quello che non vi ho detto è che a Kippur noi ebrei digiuniamo per 25 ore. Ve le immaginate 25 ore senza cibo e senza acqua?! Un vero tormento, credetemi.<br />
Così alla vigilia di Kippur tutti mangiano e bevono come se non ci fosse un domani, per fare scorta di energie per la giornata successiva.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/09/nukides.jpg" alt="" title="nukides" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-2824" /></p>
<p>I nukides sono una delle più classiche ricette della cucina ebraica tripolina e per noi non c&#8217;è Kippur senza un bel piatto di nukides!<br />
<span id="more-2821"></span></p>
<p>Per fare i nukides occorrono:</p>
<blockquote><ul>
<li>3 uova</li>
<li>1 cucchiaio di olio</li>
<li>farina q.b. (250 g approssimativamente)</li>
<li>2 cucchiai di semolino</li>
<li>un pizzico di sale</li>
</ul>
</blockquote>
<p>I nukides poi si cuociono in un sugo di pomodoro e carne, per il quale ci servono:</p>
<blockquote><ul>
<li>500 g di carne per spezzatino</li>
<li>1 bicchiere di olio</li>
<li>1 cipolla tritata</li>
<li>1 gambo di sedano</li>
<li>1 carota</li>
<li>2 bicchieri di passata rustica</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Per prima cosa prepariamo i nukides.<br />
In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti e lavorateli bene con le mani per ottenere un impasto simile per consistenza a quello delle tagliatelle.<br />
Con l&#8217;impasto, su un piano infarinato, fate dei serpentelli piccoli piccoli, del diametro di una matita per intenderci.<br />
Prendete con le dita dai rotolini di impasto dei pezzettini della grandezza di una perla (per darvi un&#8217;idea): schiacciate ogni pezzettino delicatamente con la punta del dito, come a inciderlo, e poi appoggiatelo su un vassoio infarinato.<br />
Disponete tutti i nukides così ottenuti un pochino distanti gli uni dagli altri e poi fateli seccare per un&#8217;oretta.<br />
Considerate che i nukides devono essere davvero minuscoli perchè in cottura crescono e il risultato finale dev&#8217;essere comunque molto piccolo e delicato.</p>
<p>Nel frattempo fate un soffritto con olio e cipolla, cui aggiungerete la passata, le verdure tritate finemente e acqua abbastanza da riempire metà della pentola che avete scelto di utilizzare.<br />
Mettete in pentola i nukides insieme alla carne e lasciateli cuocere a fuoco medio per circa due ore, aggiungendo acqua di tanto in tanto perchè i nukides e la carne non si asciughino troppo e mescolando spesso per evitare che il tutto si attacchi al fondo.</p>
<p>Ovviamente non posso farvi vedere oggi il piatto finito, perchè la vigilia di Kippur è stasera dunque io non farò cuocere i miei nukides fino al tardo pomeriggio! Prometto di postare la foto appena prima dell&#8217;inizio di Kippur, se faccio in tempo, o altrimenti sabato sera, alla fine del digiuno!</p>
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		<title>La giornata mondiale delle tagliatelle al ragù</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pasta e riso]]></category>
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		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale delle cucine italiane]]></category>
		<category><![CDATA[pasta all'uovo]]></category>
		<category><![CDATA[ragù]]></category>
		<category><![CDATA[tagliatelle al ragù]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avevamo nessuna intenzione di fare il ragù: voi capirete, 5 ore ai fornelli a girare la carne quando te la puoi fare ai ferri in 5 minuti&#8230;! Il 17 Gennaio 2010, tuttavia, è la &#8220;Giornata Mondiale delle Cucine Italiane&#8221;, il cui tema è &#8220;Tagliatelle al Ragù per proteggere il Made in Italy&#8220;: siccome il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevamo nessuna intenzione di fare il ragù: voi capirete, 5 ore ai fornelli a girare la carne quando te la puoi fare ai ferri in 5 minuti&#8230;!<br />
Il 17 Gennaio 2010, tuttavia, è la &#8220;Giornata Mondiale delle Cucine Italiane&#8221;, il cui tema è &#8220;<a href="http://www.gvci.org/menu/eventi/Idic2010/idic2010.htm">Tagliatelle al Ragù per proteggere il <em>Made in Italy</em></a>&#8220;: siccome il nostro blog non sfugge al richiamo della salvaguardia del buon cibo, non potevamo non dedicare dello spazio e del tempo alle tagliatelle al ragù, anche dette alla bolognese.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-372" title="tagliatelle-al-ragu" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/01/tagliatelle-al-ragu.jpg" alt="" width="598" height="400" /><br />
Ovviamente qui sotto trovate solo la ricetta del ragù, perchè le tagliatelle ve le abbiamo già spiegate nelle puntate precedenti: visto che Paganini non ripete, la ricetta potete andarvela a vedere <a href="http://www.labna.it/pasta-alluovo.html">qui</a>.<br />
<span id="more-363"></span>Per fare il mio ragù (che ha la metà degli ingredienti che ci mettono gli altri, alla faccia della globalizzazione) vi servono:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>carote, sedano, cipolla e olio per il soffritto</li>
<li>brodo di carne o dado q.b.</li>
<li>polpa di manzo tritata</li>
<li>doppio concentrato di pomodoro &#8211; rigorosamente solo <a href="http://www.mutti-parma.com/prodotti.htm">Mutti</a></li>
<li>vino rosso</li>
<li>chiodi di garofano e noce moscata</li>
<li>sale e pepe</li>
<li>un pizzico di bicarbonato</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Visto che siamo bravi e volenterosi e i battuti del supermercato non ci tentano nemmeno un po&#8217;, facciamo un battuto fine di carote, cipolle e sedano, in proporzioni uguali per il soffritto. Il soffritto si deve fare con calma e con cura, volendo si può già sfumare col vino.<br />
Mettete la carne nella pentola avendo cura di spezzettarla tutta uniformemente, così che si rosoli bene, poi fate una bella sfumata di vino rosso e aspettate che il vino sfumi; buttate in pentola insieme alla carne anche il pepe e i chiodi di garofano.<br />
Ora aggiungete una punta di bicarbonato e il concentrato di pomodoro: per darvi un&#8217;idea delle dosi, noi abbiamo usato 750 g di carne tritata e 440 g, cioè un barattolo, di doppio concentrato.<br />
Continuate a versare brodo di carne e a mescolare ogni 20 minuti circa per continuare la cottura per tutto il tempo necessario: a fuoco basso, mi raccomando, per quattro ore, cinque o all&#8217;infinito; se avete uno spargifiamma in ghisa, usatelo.<br />
Quando ritenete che la cottura sia ultimata non vi resta che aggiustare il sale; vi ricordo (ma lo sapete, no?) che il vero ragù non è molto &#8220;sugoso&#8221;: deve prevalere la carne, è un sugo molto ristretto.</p>
<p>Quando anche le vostre <a href="http://www.labna.it/pasta-alluovo.html">tagliatelle</a> saranno pronte, fate saltare la pasta insieme al ragù e servite.</p>
<p>Buona giornata internazionale delle tagliatelle al ragù a tutti!</p>
<p>p.s. vi starete domandando quali sono gli ingredienti esclusi (o forse no&#8230;): prosciutto crudo, salsiccia e affini, burro e latte&#8230; c&#8217;è gente che ci metterebbe veramente di tutto!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tonnarelli cacio e pepe</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 22:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pasta e riso]]></category>
		<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[cacio e pepe]]></category>
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		<description><![CDATA[Correva l&#8217;anno 2009, e più specificamente il 27 dicembre: a Roma si svolgeva una festa di amici che vedeva presenti tra gli altri anche me! La padrona di casa (è incinta: auguri!) ha fatto una buonissima pasta cacio e pepe. Pasta&#8230; no, pasta un corno! erano tonnarelli, pasta all&#8217;uovo a sezione quadrata molto simile agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Correva l&#8217;anno 2009, e più specificamente il 27 dicembre: a Roma si svolgeva una festa di amici che vedeva presenti tra gli altri anche me!<br />
La padrona di casa (è incinta: <strong>auguri</strong>!) ha fatto una buonissima pasta cacio e pepe.<br />
Pasta&#8230; no, pasta un corno! erano tonnarelli, pasta all&#8217;uovo a sezione quadrata molto simile agli spaghetti alla chitarra.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/01/tonnarelli-cacio-e-pepe.jpg" title="tonnarelli-cacio-e-pepe" width="600" height="385" class="aligncenter size-full wp-image-351" /></p>
<p>Per capodanno Valeria (così si chiama la mia amica) era a cena a casa mia e mi ha regalato la ricetta e i tonnarelli per prepararla: immagino che l&#8217;entusiasmo di tutti i commensali per il piatto che aveva preparato abbia portato alla graditissima sorpresa.<br />
<span id="more-339"></span><br />
Per 4 persone ci servono:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>400 g di pasta</li>
<li> 200/300 g di pecorino romano grattugiato</li>
<li>1 cucchiaio colmo di pepe nero macinato</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Cuocete i tonnarelli in abbondante acqua poco salata; nel frattempo, mettete in una ciotola il pecorino e il pepe, poi aggiungete un po&#8217; di acqua di cottura della pasta e mescolate fino a ottenere una crema.<br />
Scolate la pasta al dente e conditela con la crema di cacio e pepe direttamente nella ciotola, oppure saltatela in una padella aggiungendo un filo d&#8217;olio.<br />
Servite la pasta caldissima!</p>
<p>Buon cibo in buona compagnia a tutti!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pasta all&#8217;uovo</title>
		<link>http://www.labna.it/pasta-alluovo.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Materie prime]]></category>
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		<category><![CDATA[Vegetariani]]></category>
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		<category><![CDATA[pasta all'uovo]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[La pasta all&#8217;uovo è una di quelle ricette &#8220;di una volta&#8221; che richiedono cura e amore, quelle da preparare con calma la domenica mattina come facevano le nonne per sfamare orde di nipotini affamati&#8230; La prima volta che si tenta, fare la pasta in casa sembra un&#8217;impresa epica, ma in effetti basta un po&#8217; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pasta all&#8217;uovo è una di quelle ricette &#8220;di una volta&#8221; che richiedono cura e amore, quelle da preparare con calma la domenica mattina come facevano le nonne per sfamare orde di nipotini affamati&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-379" title="pasta_fresca" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2009/11/pasta_fresca.jpg" alt="" width="600" height="385" /><br />
La prima volta che si tenta, fare la pasta in casa sembra un&#8217;impresa epica, ma in effetti basta un po&#8217; di pratica per farci la mano e diventare veloci.<span id="more-159"></span></p>
<p>Per ogni commensale (una porzione), secondo la ricetta di Manuel e di tutte le brave nonne che si fregino di questo titolo,  ci occorrono:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>100 g di farina di grano duro</li>
<li>1 uovo</li>
<li>un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>un pizzico di sale</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Disponete la farina a fontana e rompeteci in mezzo le uova, secondo quanto indicato sopra: un uovo per ogni commensale e 100 g di farina per ogni uovo.<br />
Aggiungete poi un filo d&#8217;olio e cominciate a lavorare con energia l&#8217;impasto: è necessario che tutta la quantità indicata di farina, se non un po&#8217; di più, sia assorbita. Se siete come la sottoscritta fortunati possessori di un <a href="http://www.kitchenaid.it:80/app.cnt/ka/it_IT/pageid/pgkaproddetail001/catid/7/subcatid/35">Kitchen Aid</a> o un <a href="http://www.kenwoodworld.com/it-it/it-puduit-/Kenwood-Chef/Chef-e-Major/Kenwood-Chef-Major-Titanium/">Kenwood</a>, approfittatene: l&#8217;impasto rimane molto più uniforme e voi avrete rismarmiato molta fatica.<br />
Quando l&#8217;impasto, uniforme, non si attacca più alle mani, si può procedere a stenderlo.</p>
<div id="attachment_161" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2009/11/pasta_002.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-161" title="Macchina per la pasta Imperia" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2009/11/pasta_002-150x150.jpg" alt="Macchina per la pasta Imperia" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Macchina per la pasta Imperia</p></div>
<p>Se avete l&#8217;apposita <a href="http://www.imperia.com/prodotti/imperia_ipasta.php">macchina per la pasta</a>, staccate man mano un po&#8217; di impasto, fatene dei rotolini e passateli nell&#8217;apertura liscia della macchina, che tira e appiattisce l&#8217;impasto gradualmente: dopo la prima stesura (livello 1 della rotellina), piegate in due l&#8217;impasto aggiungendo dentro un po&#8217; di farina e procedete con le fasi successive (l&#8217;impasto deve passare una volta per ogni livello della macchina, da 1 a 5, sul sesto potete farvi uno sconto).</p>
<p>Se invece non disponete della macchina per la pasta, dovrete arrangiarvi col mattarello, avendo cura di infarinare bene il piano di lavoro e il mattarello, altrimenti l&#8217;impasto &#8211; seppur ben tirato &#8211; non si stacca più (lo dico con cognizione di causa, nel caso ve lo steste chiedendo).</p>
<p>Quando l&#8217;impasto è steso in fogli sottili lo si può tagliare: anche in questo caso, chi ha la macchina adopera l&#8217;apposito strumento per tagliatelle/spaghetti; chi invece ne è sprovvisto infarina bene e arrotola il foglio di pasta ottenuto in precedenza, poi lo taglia a strisce di circa 0,5 cm &#8211; verticalmente &#8211; con un coltello.<br />
Raccogliete le tagliatelle così ottenute in un contenitore largo, infarinandole bene perchè non si attacchino l&#8217;una all&#8217;altra; quando l&#8217;acqua bolle, buttate la pasta: sarà pronta in un paio di minuti.</p>
<p>Se intendete conservare questa vostra pasta fresca, le opzioni sono due: surgelarla o farla seccare. In linea di principio io sono favorevole all&#8217;essiccamento, ma se volete surgelare la pasta ricordatevi poi, quando sarà il momento di usarla, di metterla in pentola quando è ancora surgelata, altrimenti è una catastrofe.</p>
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