Questa settimana ho comprato una papaya acerba nel tentativo di preparare l’insalata di papaya thailandese che avevo fatto al corso di cucina a Bangkok.
In realtà, mi sono poi dovuta rassegnare al fatto che una papaya così acerba da essere bianca dentro a Milano non arriva – o per lo meno, io non l’ho trovata. Che fare, dunque, con la papaya acquistata?
Alla fine ho preparato comunque un’insalata, radicalmente diversa da quella che avevo in agenda, ma deliziosa, fresca e a suo modo un po’ thailandese, se non altro per la mescolanza di sapori e per il peperoncino di fondo che la rende particolarmente saporita. Leggi la ricetta
Mentre io ero ancora distratta a mangiare minestre di porri, è arrivata improvvisamente la primavera.
Così ho tirato fuori la giacca leggera, fatto qualche foto ai fiori che sbocciano al parco… e preparato una bella pasta per accogliere la nuova stagione!
Ho scelto le fave perchè trovo che siano proprio un ingrediente fresco e allegro, adatto, anzi rappresentativo direi, dell’inizio della stagione.
A proposito di pasta, ingredienti e stagionalità, ci vediamo alla serata Voiello a Milano, il 7 Aprile? Leggi la ricetta
La hraimi è forse il piatto tripolino per eccellenza, il più amato e conosciuto da tutti coloro che sono venuti in contatto con la cucina tripolina e della Libia in generale.
Si tratta di filetti di pesce in salsa molto, molto piccante.
Credete di avere un palato resistente? Pensate di essere ormai immuni al peperoncino? Provate la hraimi e vi dovrete ricredere: le vostre papille gustative ne saranno conquistate! Leggi la ricetta
Il tershi di zucca, o cershi che dir si voglia, è una tipica, antichissima ricetta ebraica tripolina.
Quando cena a casa mia, Manuel mangia a cucchiaiate ciotole intere di questa salsina, che lui chiama amichevolmente “marmellata d’aglio”.
In effetti il tershi è un dip piccante e molto saporito, che si serve come antipasto: non è l’ideale per un primo appuntamento romantico, ma credetemi… chi lo assaggia poi non può più farne a meno! Leggi la ricetta
Questa pasta con le sardine è frutto di un impegno preso con l’amica Sonia del Paese delle Stoviglie quando noi foodies milanesi ci siamo ritrovati per Foodies in Mi: proprio in quei giorni infatti Sonia si preparava a lanciare un contest di cucina, “Impiatta e scatta, con Angelo Parodi“, e per questo aveva omaggiato i partecipanti all’aperitivo di una scatola di sardine Parodi.
Io sono vegetariana, come sapete, ma cucino comunque carne e pesce per chi li mangia, essendo animata nella mia decisione da motivazioni più ecologiche che morali; così ieri mi sono armata di coraggio, ho preso in mano la scatoletta di sardine e ho preparato la pasta che vedete qui sopra. Leggi la ricetta