Anche ai vegetariani come me piace mangiare l’hamburger. Mi piace affondare i denti nel panino, sentire il sapore dolciastro del ketchup, la freschezza dell’insaltata, l’arrendevolezza del formaggio fuso… ma non mi piace la carne, naturalmente! Come fare? Ci vuole un veggie burger.
Di tutte le ricette di veggie burger che ho sperimentato (qui ad esempio trovate il mio burger di ceci) questa è la mia preferita, quella più somigliante alla carne: non è la stessa cosa, certo, ma ci va molto vicino. Leggi la ricetta
Qualche tempo fa, in occasione di un pranzo coi nonni, la mia mamma ha preparato un pesce – forse un’orata, ma chi si ricorda più? – condito in modo audacemente saporito: aglio in abbondanza, olive, capperi, pomodori, menta, buccia di limone… un trito finissimo che concentrava mille sapori, almeno stando ai commenti dei commensali, dato che io probabilmente stavo mangiando qualche cibo vegetariano insapore.
L’entusiasmo per il pesce è stato tale che qualche giorno dopo ci siamo trovate a ripensare quel piatto, rivedendolo e semplificandolo per farne una cena veloce, quasi da campeggio, a base di pasta secca e pesce in scatola pronta in pochi minuti. Leggi la ricetta
Uno dei sapori che mi ricordano di più la mia infanzia è quello delle burik; mia nonna sapeva prepararle con tantissimi ripieni deliziosi: burik dolci, salate, con la carne o senza, con l’uovo… avrei potuto mangiare solo burik senza mai annoiarmi!
Ora che sono “grande” di tanto in tanto ho nostalgia dei sapori di quando ero bambina e chiedo alla mamma se per un pomeriggio possiamo dedicarci alla frittura e preparare le mie burik preferite, quelle semplici di patate, che vi racconto oggi.
Provatele, sono davvero incredibili: croccanti fuori, morbidissime e appena appena speziate all’interno… una ricetta da non perdere. Leggi la ricetta
Questa pasta con le sardine è frutto di un impegno preso con l’amica Sonia del Paese delle Stoviglie quando noi foodies milanesi ci siamo ritrovati per Foodies in Mi: proprio in quei giorni infatti Sonia si preparava a lanciare un contest di cucina, “Impiatta e scatta, con Angelo Parodi“, e per questo aveva omaggiato i partecipanti all’aperitivo di una scatola di sardine Parodi.
Io sono vegetariana, come sapete, ma cucino comunque carne e pesce per chi li mangia, essendo animata nella mia decisione da motivazioni più ecologiche che morali; così ieri mi sono armata di coraggio, ho preso in mano la scatoletta di sardine e ho preparato la pasta che vedete qui sopra. Leggi la ricetta
Jasmine ed io “litighiamo” sempre per le ricette mediorientali, probabilmente perchè ogni famiglia non solo le fa, ma anche le chiama in un modo diverso, benchè la sostanza sia la stessa.
Io ad esempio pronuncio il nome di questo piatto taboulè con la e accentata, mentre Jasmine insiste col voler mettere l’accento sulla u: io infatti pronuncio alla maniera francese, lei alla maniera araba; non vale nemmeno la pena di aprire il discorso sulle grafie dei nomi arabi, che possono essere trascritti con l’alfabeto fonetico internazionale ma che ogni paese trascrive in modo diverso: nel caso del tabouleh (تبولة), le alternative sarebbero tabbouleh, tabouli, tabule…
Comunque lo si chiami, il tabouleh è buonissimo e non può mancare quando si preparano piatti mediorientali come falafel, hoummus, labna ecc. Leggi la ricetta