Lettori e amici mi rimproverano spesso dicendo che su Labna ci sono poche ricette di carne e pesce. Naturalmente questo accade perchè io sono vegetariana, dunque abbastanza restia a cucinare pietanze che includano la carne, come potete facilmente immaginare.
Tuttavia qualche giorno fa io e la mia mamma abbiamo intravisto una ricetta interessante di pollo sukiyaki su un libro e abbiamo deciso di farne una variazione tutta nostra, lo stir fry che vedete qui sopra.
Io non ho assaggiato la ricetta, ma i commensali garantiscono che fosse buona! Leggi la ricetta
In questi giorni a casa mia c’è già un’atmosfera molto spooky: ci prepariamo infatti con ricette a base di zucca (come il tershi e la crema di zucca mantovana), ma anche con altri piccoli e spaventosi esperimenti culinari, a una delle mie feste preferite di tutto l’anno, Halloween.
Visto che a Halloween la gente sembra mangiare prevalentemente dolci – e online si sprecano le ricette di dolci per Halloween – io ho pensato di tentare qualcosa di salato, qualcosa insomma che possa costituire una cena piuttosto che un oggetto di scambio per il tradizionale dolcetto o scherzetto: di qui la creazione di questa zuppa, dal colore terrificante, che ovviamente si può mangiare tutto l’anno ma che potrebbe essere una hit alla festa di Halloween. Leggi la ricetta
La soba, che poi è banalmente un tipo di tagliatelle di grano saraceno giapponese, era chiusa nel mio armadio da un mesetto, perchè mia madre diffida istintivamente del cibo cino-giappo e io non osavo imporglielo; mia madre però è in vacanza per qualche giorno, dunque io ho preso possesso della cucina e ho preparato la soba.
La mia è una ricetta di soba abbastanza occidentale, non prendetela per una cosa veramente giapponese: diciamo che mi sono fatta ispirare dagli ingredienti che di solito di abbinano alla soba, vale a dire il sesamo e l’inevitabile tamari, per ottenere una ricetta che fosse buona anche per un palato decisamente italiano, come il mio papà. Leggi la ricetta
Qualche giorno fa l’amico Giorgio di Palmo di Terra, produttore del miglior zafferano che io abbia mai mangiato, mi esortava a preparare più insalate, per far fronte all’estate che inizia e soprattutto alla scarsa voglia di cucinare che contagia un po’ tutti (esclusi i foodblogger, ovviamente!) in questa stagione.
Ieri ho sbirciato in dispensa e ho visto il riso venere che giaceva inutilizzato, a causa della mia mancanza di fantasia, da qualche settimana, dunque mi sono decisa a farne un piatto freddo veloce dal sapore vagamente orientale e… devo dire che è stato un successo inaspettato! Leggi la ricetta
Le roschette sono una ricetta che mi è stata tramandata da mia nonna: assomigliano un po’ ai tarallucci italiani, almeno esteticamente, ma di sapore sono più simili ai grissini.
Posso dire senza esitazione che proprio il sapore e il profumo delle roschette significano per me casa, amore, famiglia…
La nonna Emilia, figlia di italiani emigrati ma nata e cresciuta a Tripoli, ebrea in un mondo arabo, aveva imparato l’arte del prendere il meglio da ogni cultura, e questa è la ricetta lo dimostra più di ogni altra.
Mia nonna non avrebbe mia potuto negare le roschette a un ospite o ad un conoscente che passasse per casa: si servivano a qualsiasi ora, semplicemente rovesciate in una ciotolina, insieme a una tazza fumante di caffè arabo e… inutile dirlo, andavano a ruba! Leggi la ricetta