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	<title>Labna &#187; sesamo</title>
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	<description>Amore in cucina</description>
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		<title>Pollo sukiyaki e verdure stir fry</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 00:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne e pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi]]></category>
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		<category><![CDATA[petto di pollo]]></category>
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		<category><![CDATA[sukiyaki]]></category>
		<category><![CDATA[taccole]]></category>
		<category><![CDATA[zucchine]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettori e amici mi rimproverano spesso dicendo che su Labna ci sono poche ricette di carne e pesce. Naturalmente questo accade perchè io sono vegetariana, dunque abbastanza restia a cucinare pietanze che includano la carne, come potete facilmente immaginare. Tuttavia qualche giorno fa io e la mia mamma abbiamo intravisto una ricetta interessante di pollo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettori e amici mi rimproverano spesso dicendo che su Labna ci sono poche ricette di carne e pesce. Naturalmente questo accade perchè io sono vegetariana, dunque abbastanza restia a cucinare pietanze che includano la carne, come potete facilmente immaginare.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/11/sukiyaki-pollo-stir-fry.jpg" alt="" title="sukiyaki-pollo-stir-fry" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-3351" /></p>
<p>Tuttavia qualche giorno fa io e la mia mamma abbiamo intravisto una ricetta interessante di pollo sukiyaki su un libro e abbiamo deciso di farne una variazione tutta nostra, lo stir fry che vedete qui sopra.<br />
Io non ho assaggiato la ricetta, ma i commensali garantiscono che fosse buona!<br />
<span id="more-3340"></span></p>
<p>Per due porzioni occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>1 petto di pollo</li>
<li>1 carota</li>
<li>1 pezzo di peperone</li>
<li>1 zucchina</li>
<li>1 paio di foglie di bok choy</li>
<li>1 scalogno</li>
<li>1 manciata di mini taccole fresche</li>
<li>lemon grass</li>
<li>salsa sukiyaki</li>
<li>olio</li>
<li>sale e pepe</li>
<li>sesamo</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Tagliate le carote e le zucchine a julienne e il bok choy a listarelle; affettate sottile il peperone, le taccole in tre pezzetti e lo scalogno a velo.<br />
Nel wok o in una padella capiente fate scaldare l&#8217;olio con lo scalogno, poi saltate brevemente le verdure.<br />
Tagliate il petto di pollo a listarelle e fatelo dorare nella padella, accantonando le verdure per far spazio.<br />
Aggiustate sale e pepe, poi quando il pollo sembra cotto aggiungete una spruzzata di salsa sukiyaki e qualche fettina di lemon grass.<br />
Saltate tutta la verdura e il pollo insieme ancora per qualche minuto, aggiungete il sesamo e servite.</p>
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		<title>Zuppa viola di cavolo cappuccio e cumino</title>
		<link>http://www.labna.it/zuppa-viola-di-cavolo-cappuccio.html</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 00:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppe, creme e vellutate]]></category>
		<category><![CDATA[cavolo cappuccio viola]]></category>
		<category><![CDATA[cumino]]></category>
		<category><![CDATA[ricette di halloween]]></category>
		<category><![CDATA[sesamo]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni a casa mia c&#8217;è già un&#8217;atmosfera molto spooky: ci prepariamo infatti con ricette a base di zucca (come il tershi e la crema di zucca mantovana), ma anche con altri piccoli e spaventosi esperimenti culinari, a una delle mie feste preferite di tutto l&#8217;anno, Halloween. Visto che a Halloween la gente sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni a casa mia c&#8217;è già un&#8217;atmosfera molto <em>spooky</em>: ci prepariamo infatti con ricette a base di zucca (come il <a href="http://www.labna.it/cershi-di-zucca.html">tershi</a> e la <a href="http://www.labna.it/crema-di-zucca.html">crema di zucca mantovana</a>), ma anche con altri piccoli e spaventosi esperimenti culinari, a una delle mie feste preferite di tutto l&#8217;anno, Halloween.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/10/viola-1.jpg" alt="" title="zuppa-viola-cavolo-cappuccio" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-3170" /></p>
<p>Visto che a Halloween la gente sembra mangiare prevalentemente dolci &#8211; e online si sprecano le ricette di dolci per Halloween &#8211; io ho pensato di tentare qualcosa di salato, qualcosa insomma che possa costituire una cena piuttosto che un oggetto di scambio per il tradizionale dolcetto o scherzetto: di qui la creazione di questa zuppa, dal colore terrificante, che ovviamente si può mangiare tutto l&#8217;anno ma che potrebbe essere una hit alla festa di Halloween.<br />
<span id="more-3161"></span></p>
<p>Per due porzioni di zuppa occorrono</p>
<blockquote><ul>
<li>1/2 cavolo cappuccio viola</li>
<li>2 patate </li>
<li>1 scalogno</li>
<li>1/2 cucchiaino di cumino</li>
<li>2 cucchiai d&#8217;olio</li>
<li>1 manciata di semi di sesamo, bianco e nero</li>
<li>latte (facoltativo)</li>
</ul>
</blockquote>
<p>In una pentola a pressione fate un soffritto con l&#8217;olio e lo scalogno tritato finemente; nel frattempo, sbucciate le patate, private il cavolo delle foglie esterne e tagliate entrambe le verdure a tocchetti.<br />
Quando lo scalogno è morbido, mettete in pentola le verdure e aggiungete acqua fino a coprirle.<br />
Fate cuocere la zuppa in pentola a pressione per 20 minuti a partire dal fischio; trascorso il tempo necessario (e fatta raffreddare la pentola, mi raccomando!) aprite la pentola e frullate la vostra zuppa col minipimer o col frullatore.<br />
Aggiungete alla zuppa 1/2 cucchiaio di cumino ed eventualmente un po&#8217; di latte per ottenere la consistenza che preferite, più o meno densa.<br />
Scaldate la zuppa ancora qualche minuto e poi servitela con un&#8217;abbondante spolverata di semi di sesamo, bianco e nero.</p>
<p>p.s. guai a chi mi dirà nei commenti che Halloween è una roba americana e bla bla bla: Halloween è una festa e qualsiasi festa è un&#8217;ottima scusa per cucinare e divertirsi!</p>
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		<title>Soba con nasello, pistacchi e sesamo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 00:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pasta e riso]]></category>
		<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[nasello]]></category>
		<category><![CDATA[pistacchi]]></category>
		<category><![CDATA[sesamo]]></category>
		<category><![CDATA[soba]]></category>
		<category><![CDATA[tamari]]></category>

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		<description><![CDATA[La soba, che poi è banalmente un tipo di tagliatelle di grano saraceno giapponese, era chiusa nel mio armadio da un mesetto, perchè mia madre diffida istintivamente del cibo cino-giappo e io non osavo imporglielo; mia madre però è in vacanza per qualche giorno, dunque io ho preso possesso della cucina e ho preparato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La soba, che poi è banalmente un tipo di tagliatelle di grano saraceno giapponese, era chiusa nel mio armadio da un mesetto, perchè mia madre diffida istintivamente del cibo cino-giappo e io non osavo imporglielo; mia madre però è in vacanza per qualche giorno, dunque io ho preso possesso della cucina e ho preparato la soba.</p>
<p><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/07/soba_001.jpg" alt="" title="soba" width="566" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-2348" /></p>
<p>La mia è una ricetta di soba abbastanza occidentale, non prendetela per una cosa veramente giapponese: diciamo che mi sono fatta ispirare dagli ingredienti che di solito di abbinano alla soba, vale a dire il sesamo e l&#8217;inevitabile tamari, per ottenere una ricetta che fosse buona anche per un palato decisamente italiano, come il mio papà.<br />
<span id="more-2345"></span></p>
<p>Ingredienti per 2 persone:</p>
<blockquote><ul>
<li>120 g di soba</li>
<li>200 g di filetto di nasello</li>
<li>1 manciata di pistacchi non salati</li>
<li>semi di sesamo</li>
<li>tamari</li>
<li>olio d&#8217;oliva leggero</li>
</ul>
</blockquote>
<p>In una padella o meglio ancora già nel wok fate cuocere il nasello con un po&#8217; di olio e di acqua.<br />
Quando il nasello è bianco e l&#8217;acqua si è asciugata, aggiungete in padella i pistacchi tritati al coltello, i semi di sesamo (abbondate pure) e un paio di cucchiai di tamari.<br />
Nel frattempo, fate cuocere la soba per il tempo indicato sulla confezione, magari avendo l&#8217;accortezza di aggiungere una goccia d&#8217;olio in pentola perchè la soba è abbastanza appiccicosa; quando poi la soba è al dente, scolatela e passatela sotto l&#8217;acqua fredda per fermare la cottura.<br />
Buttate al volo la soba nel wok, saltate gli spaghettini insieme al condimento preparato in precedenza e servite il piatto alla velocità della luce con l&#8217;aggiunta di una manciata di semi di sesamo per guarnire.</p>
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		<title>Riso venere un po&#8217; orientale</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 00:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Carne e pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Insalate e contorni]]></category>
		<category><![CDATA[Pasta e riso]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa l&#8217;amico Giorgio di Palmo di Terra, produttore del miglior zafferano che io abbia mai mangiato, mi esortava a preparare più insalate, per far fronte all&#8217;estate che inizia e soprattutto alla scarsa voglia di cucinare che contagia un po&#8217; tutti (esclusi i foodblogger, ovviamente!) in questa stagione. Ieri ho sbirciato in dispensa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa l&#8217;amico Giorgio di <a href="http://www.palmoditerra.it/azienda.htm">Palmo di Terra</a>, produttore del miglior zafferano che io abbia mai mangiato, mi esortava a preparare più insalate, per far fronte all&#8217;estate che inizia e soprattutto alla scarsa voglia di cucinare che contagia un po&#8217; tutti (esclusi i foodblogger, ovviamente!) in questa stagione.</p>
<p><a href="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/06/riso-venere2.jpg"><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/06/riso-venere2.jpg" alt="" title="riso-venere2" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-2034" /></a></p>
<p>Ieri ho sbirciato in dispensa e ho visto il riso venere che giaceva inutilizzato, a causa della mia mancanza di fantasia, da qualche settimana, dunque mi sono decisa a farne un piatto freddo veloce dal sapore vagamente orientale e&#8230; devo dire che è stato un successo inaspettato!<br />
<span id="more-2030"></span></p>
<p>Per 3 porzioni occorrono:</p>
<blockquote><ul>
<li>150 g di riso venere</li>
<li>3 zucchine</li>
<li>filetti di nasello (nel mio caso, confesso, quelli surgelati: ne ho usati 4)</li>
<li>una manciata di anacardi</li>
<li>una spolverata di semi di sesamo</li>
<li>1 lime, succo e buccia grattugiata</li>
<li>un bel cucchiaio di salsa di soya</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Bollite il riso venere per una ventina di minuti, poi scolatelo e fatelo raffreddare.<br />
Tostate rapidamente gli anacardi in una padella antiaderente, per qualche minuto, poi metteteli da parte; nel frattempo, tagliate finemente le zucchine e fatele saltare nella già citata padella con un po&#8217; di olio, ma non troppo a lungo: appena prendono un pochino di colore toglietele dal fuoco.<br />
Preparate il pesce solo con un filo d&#8217;olio e di acqua: anche questo richiederà circa un quarto d&#8217;ora, poi quando è pronto spezzettatelo con una forchetta e mettetelo da parte.</p>
<p>Quando gli ingredienti che avete preparato sono freddi, metteteli tutti insieme in una ciotola e aggiungete anche il condimento, vale a dire il succo di lime e la salsa di soya.<br />
In ultimo, aggiungete una spolverata di semi di sesamo e la buccia grattugiata di circa mezzo lime (non esagerate se non siete sicuri che vi piaccia), poi mescolate bene l&#8217;insalata e servite.</p>
<p><a href="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/06/riso-venere1.jpg"><img src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/06/riso-venere1.jpg" alt="" title="riso-venere1" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-2035" /></a></p>
<p>p.s. non so se si capisce dalla premessa, ma a me questa insalata è sembrata veramente una bella idea, dunque ribadisco&#8230; provatela! :)</p>
<p>p.p.s. stavo pensando che si potrebbe anche farne una versione vegetariana con del tofu marinato nella salsa di soya e poi grigliato: se a qualcuno pungesse vaghezza di provare, fatemi sapere!</p>
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		<title>Roschette</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[Finger-food]]></category>
		<category><![CDATA[Pane e cose lievitate]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[ricette ebraiche]]></category>
		<category><![CDATA[roschette]]></category>
		<category><![CDATA[roschette livornesi]]></category>
		<category><![CDATA[roschette salate]]></category>
		<category><![CDATA[roschette tripoline]]></category>
		<category><![CDATA[sesamo]]></category>
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		<description><![CDATA[Le roschette sono una ricetta che mi è stata tramandata da mia nonna: assomigliano un po&#8217; ai tarallucci italiani, almeno esteticamente, ma di sapore sono più simili ai grissini. Posso dire senza esitazione che proprio il sapore e il profumo delle roschette significano per me casa, amore, famiglia&#8230; La nonna Emilia, figlia di italiani emigrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le roschette sono una ricetta che mi è stata tramandata da mia nonna: assomigliano un po&#8217; ai tarallucci italiani, almeno esteticamente, ma di sapore sono più simili ai grissini.<br />
Posso dire senza esitazione che proprio il sapore e il profumo delle roschette significano per me casa, amore, famiglia&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-701" title="Roschette" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2010/02/roschette.jpg" alt="" width="600" height="373" /></p>
<p>La nonna Emilia, figlia di italiani emigrati ma nata e cresciuta a Tripoli, ebrea in un mondo arabo, aveva imparato l&#8217;arte del prendere il meglio da ogni cultura, e questa è la ricetta lo dimostra più di ogni altra.<br />
Mia nonna non avrebbe mia potuto negare le roschette a un ospite o ad un conoscente che passasse per casa: si servivano a qualsiasi ora, semplicemente rovesciate in una ciotolina, insieme a una tazza fumante di caffè arabo e&#8230; inutile dirlo, andavano a ruba!<br />
<span id="more-679"></span></p>
<p>Per un centinaio di roschette piccolissime ci occorrono:</p>
<p>1 bicchiere d&#8217;acqua<br />
1/2 bicchiere di olio, diviso in parti uguali tra olio d&#8217;oliva e olio di semi<br />
farina 0 q.b.<br />
2 cucchiai di semolino<br />
1/2 cubetto di lievito<br />
1/2 cucchiaino di sale<br />
semi di sesamo o di finocchio</p>
<p>In una ciotola capiente sciogliete il lievito nell&#8217;acqua e aggiungete l&#8217;olio. Versate nella ciotola farina, il semolino, sale, un po&#8217; di semi di finocchio (se vi piacciono) e impastate energicamente fino ad ottenere un impasto non appiccicoso, un po&#8217; più morbido ed elastico di quello del pane, per intenderci: la dose di farina indicativa direi che è sui 300 g ma saranno le mani nell&#8217;impasto a dirvi quando è sufficiente.<br />
Chi mette il finocchio dentro alle roschette non metterà il sesamo sopra di esse, perché i due sapori non c&#8217;entrano nulla.</p>
<p>Mettete l&#8217;impasto a lievitare in un posto caldo per un&#8217;ora; nel frattempo accendete il forno a 180° così si scalda.<br />
Quando la pasta è ben lievitata comincia la parte difficile della ricetta: prendete un pochino di impasto con due dita e fate dei rotolini sottili (molto sottili, non superate i 3 millimetri), poi chiudeteli ad anello e depositateli su un foglio di carta da forno; gli anellini di impasto devono essere molto sottili perché poi le roschette in forno crescono ancora, quindi rischiate di ritrovarvi con roschette troppo gonfie e brutte a vedersi.<br />
Se siete del partito del sesamo sulle roschette, spennellatele super rapidamente con un filo d&#8217;acqua e mettete un po&#8217; di semi di sesamo su ciascun anellino.</p>
<p>Infornate le roschette per una decina di minuti: quando sono ancora un po&#8217; pallide, direi quasi bianche, ma già cotte e croccanti, potete toglierle dal forno; un buon metodo per sapere se le roschette sono pronte è verificare che si stacchino agevolmente dalla carta da forno.<br />
Una volta sfornate le roschette, toglietele dalla teglia e fatele raffreddare all&#8217;aria aperta.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Challah &#8211; Pane del Sabato</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jasmine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[Pane e cose lievitate]]></category>
		<category><![CDATA[Rosh Hashanah]]></category>
		<category><![CDATA[Shabbat]]></category>
		<category><![CDATA[challah]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[KitchenAid]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[ricette ebraiche]]></category>
		<category><![CDATA[sesamo]]></category>
		<category><![CDATA[shabbat]]></category>

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		<description><![CDATA[La challah è il tipico pane dello shabbat, cioè il venerdì sera, che è un momento della settimana molto speciale per gli ebrei. All&#8217;inizio di shabbat, subito dopo il tramonto del sole, gli ebrei recitano una preghiera, il kiddush, in cui si rende grazie a Dio di aver creato il mondo e di essersi riposato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La challah è il tipico pane dello <em>shabbat</em>, cioè il venerdì sera, che è un momento della settimana molto speciale per gli ebrei.<br />
All&#8217;inizio di <em>shabbat</em>, subito dopo il tramonto del sole, gli ebrei recitano una preghiera, il <em>kiddush</em>, in cui si rende grazie a Dio di aver creato il mondo e di essersi riposato nel settimo giorno; durante il <em>kiddush</em> si benedicono il vino e il pane, la challà appunto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-184 aligncenter" title="Challah" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2009/11/challa.jpg" alt="Challah" width="600" height="400" /></p>
<p>La challah è un pane molto simile al <em>pain brioche</em>, ma è un po&#8217; meno dolce e più compatto.<span id="more-109"></span></p>
<p>Per fare due grandi trecce di pane (challot) servono:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>1 kg di farina</li>
<li>50 g di lievito di birra o 2 bustine di lievito secco per pane</li>
<li>1 bicchiere di acqua tiepida per sciogliere il lievito</li>
<li>1/2 bicchiere d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>2 uova (volendo anche una sola)</li>
<li>5 cucchiai abbondanti di zucchero</li>
<li>1 cucchiaino di sale</li>
<li>poco tuorlo d&#8217;uovo</li>
<li>semi di sesamo o semi di papavero, se piacciono</li>
</ul>
<p>Sciogliete in una ciotola capiente il lievito con l&#8217;acqua tiepida (non calda!) e quando è ben sciolto aggiungete a poco a poco la farina. Mettendo poca farina per volta, versate anche le uova, l&#8217;olio, il sale e lo zucchero.<br />
Mescolate bene e impastate con forza per almeno un quarto d&#8217;ora: inutile dire che chi ha l&#8217;impastatrice, tipo il kitchen aid, in questi casi è molto avvantaggiato.<br />
Quando l&#8217;impasto è uniforme e soprattutto non si attacca più alle mani (qualora succedesse, aggiungete un po&#8217; di  farina), formate una palla, copritela e lasciatela lievitare per 20 minuti.</p>
<p>Trascorsi venti minuti, dividete l&#8217;impasto in 6 parti per ottenere due challot a treccia, oppure in 10 parti per intrecci più complessi: la treccia semplice di tre rotoli è facilmente realizzabile e di sicuro effetto, mentre per le trecce  complicate rimando all&#8217;efficacissimo tutorial di Belinda su YouTube, &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=WQxCx52vTKU">5 strands challah bread</a>&#8220;.<br />
Tirate le sei parti di impasto in sei rotoli, come dicevo, intrecciando i quali dobbiamo ottenere due trecce lunghe circa 30 cm.<br />
Le trecce devono riposare coperte finchè non raddoppiano di misura, cioè per almeno 30 minuti.</p>
<p>A lievitazione ultimata si spennellano le challot con albume diluito in un po&#8217; d&#8217;acqua, si cospargono di semi di sesamo (sempre che non si sia nevrotici come la sottoscritta, che non li sopporta: in tal caso provate il papavero) e si infornano le trecce a 200°.<br />
Il tempo di cottura dipende dal forno (circa 25 minuti, di solito), ma si nota subito se la challah è cotta: essa acquista in superficie un bel colore, tra il marrone e il dorato, sprigionando un profumino che richiamerebbe anche la più sbadata delle cuoche&#8230;</p>
<div id="attachment_187" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-187" title="Challà con il sale" src="http://www.labna.it/wp-content/uploads/2009/11/challa_sale-150x150.jpg" alt="Challà con il sale" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Challà con il sale</p></div>
<p>Tradizionalmente, la challah si copre durante il kiddush e la benedizione con un panno finemente ricamato; quando la benedizione finisce, il capofamiglia spezza una delle challot in piccole parti, vi sparge sopra un po&#8217; di sale e ne offre ai commensali. Tuttavia, la challah è un pane adatto a ogni occasione, sia ai pasti che per colazione e merenda.</p>
<p>P.S. Diffidate di chi mette in questa ricetta il burro invece dell&#8217;olio! Nessun ebreo lo farebbe mai, perchè è vietato mescolare i derivati del latte con la carne e di shabbat qualsiasi famiglia ebraica mangia senz&#8217;altro la carne!</p></blockquote>
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