Questo pane è nato come piccolo omaggio da portare una sera a cena, quando ero a Bristol: volevo portare agli ospiti qualcosa di casalingo ma non avevo voglia di fare una torta, così ho ripiegato sul salato!
Il pane è stato un gran successo, anche perchè si accompagnava a meraviglia con la delicatissima tomato soup preparata da Annie, padrona di casa e cuoca eccellente. Leggi la ricetta
“Pane per Pesach: ma come, non è vietato?!”, potrebbe domandarsi qualcuno…
Pesach è una festa ebraica che coincide più o meno, per la sua collocazione nel calendario, con la Pasqua cristiana; questa festa serve a ricordare agli ebrei la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto e l’esodo.
La regola fondamentale di Pesach è il divieto di consumare cibo lievitato: gli ebrei, in fuga dall’Egitto, non ebbero tempo di far lievitare il pane, dunque oggi – in memoria di quel tempo – è vietato mangiare cibo che contenga lievito per i sette giorni della festa.
Inutile dire che la necessità aguzza l’ingegno: ecco una ricetta di pane, senza lievito ma buonissimo! Leggi la ricetta
Il pane fatto in casa non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello del panettiere: è molto meglio! Infatti non solo è buonissimo, ma tra le altre cose si conserva molto più a lungo e senza perdere sua caratteristica fragranza.
Il pane è l’alimento più semplice e povero che ci sia, ma prepararlo con le proprie mani è una grande soddisfazione. Leggi la ricetta
La challah è il tipico pane dello shabbat, cioè il venerdì sera, che è un momento della settimana molto speciale per gli ebrei.
All’inizio di shabbat, subito dopo il tramonto del sole, gli ebrei recitano una preghiera, il kiddush, in cui si rende grazie a Dio di aver creato il mondo e di essersi riposato nel settimo giorno; durante il kiddush si benedicono il vino e il pane, la challà appunto.
La challah è un pane molto simile al pain brioche, ma è un po’ meno dolce e più compatto. Leggi la ricetta