Bocca di dama per Pesach
La bocca di dama è indicata per il periodo di Pesach, la pasqua ebraica, perché non richiede lievito, ma si può preparare in qualsiasi momento con la certezza di riscuotere successo: è un dolce semplice ma buonissimo.

La bocca di dama è una speciale torta di mandorle, la cui ricetta risale a tempi immemorabili e appartiene tradizionalmente a ogni famiglia tripolina (non confondetela con gli omonimi dolci leccesi, completamente diversi).
Per una teglia grande occorre avere
300 g di zucchero bianco
200 g di mandorle tritate
3 cucchiai di farina (durante Pesach, si sostituisce con la farina di matzà per dolci)
6 uova intere + 2 bianchi
2 ulteriori bianchi per decorare
80 g di zucchero a velo
mandorle a scaglie per decorare
Montate in una ciotola i 6 bianchi a neve ben ferma, ferma il più possibile, poi metteteli in frigo.
Montate in una seconda ciotola i 6 gialli con lo zucchero, aggiungete la farina, le mandorle tritate e i restanti 2 bianchi: mescolate bene e a lungo.
Incorporate delicatamente nell’impasto i bianchi montati a neve che erano in frigo: bisogna fare – come per la mousse, se ricordate – un movimento circolare dall’alto al basso, sempre nello stesso verso, finché i bianchi non spariscono dentro all’impasto.
Coprite una teglia con carta da forno e infornate la torta a 180° per circa 25 minuti, poi copritene la superficie con la carta stagnola perchè non si bruci e lasciate cuocere altri 10 minuti; quando la torta è pronta, sfornatela e ribaltatela sopra a una gratella, in modo tale che si raffreddi all’aria aperta.
Nel frattempo, lavorate a crema i due bianchi della decorazione insieme allo zucchero a velo e, contemporaneamente, passate in una padella bollente le mandorle a scaglie finchè non prendono colore.
Guarnite la torta con la crema di uovo e zucchero coprendola bene, poi spargete le mandorle sopra alla crema: in ultimo, ripassate la torta al forno per altri 10 minuti, in modo che l’uovo della decorazione non resti crudo.
p.s. questa ricettina partecipa anche alla bella raccolta di Piera, “La Pasqua nel piatto”.
Preparata e annotata da Jasmine
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