Latkes di patate con salmone, philadelphia e timo
Categorie: Antipasti, Secondi, Vegetariani :: Testata e annotata da Jasmine
I latkes sono una tipica ricetta degli ebrei ashkenaziti: vi ho già parlato degli ashkenaziti vero?
Gli ashkenaziti sono gli ebrei dell’Est Europa, che normalmente non capiscono niente di cibo e cucinano le cose più orribili, come il gefilte fish, avete presente?): vengono infatti tutti tirati su a forza di patate e carpa, gli alimenti più poveri che ci siano.
Stavolta tuttavia bisogna riconoscere loro una cosa: i latkes di patate sono veramente una roba da sballo!

I latkes sono semplicissime frittelle di patate, ma fatte in un modo ingegnoso per cui risultano morbide dentro e croccanti fuori… yummi! Ne ho appena mangiato uno e ne vorrei già un altro!
Per 4 latkes
4 patate grosse
1 cipolla
1 uovo (ma se l’uovo è di quelli piccoli e bio come le mie fate anche 2 uova)
1 cucchiaino di farina
sale e pepe
Sbucciate 4 patate crude, poi grattugiatele o tagliatele a julienne con l’apposito attrezzo e mettetele a scolare dentro a uno strofinaccio, affinchè perdano la loro acqua, per un’oretta.
Tritate finemente la cipolla, versatela in una ciotola capiente e impastatela con l’aiuto di una forchetta insieme alle patate grattugiate, l’uovo e la farina: deve venire fuori un intruglio denso ma non troppo. Aggiustate di sale e pepe.
Scaldate un po’ d’olio in una padella e friggete più o meno un mestolo di impasto per volta, avendo cura di lasciarlo colorire bene da un lato prima di girarlo con l’aiuto di una spatola.
Scolate i latkes su un foglio di scottex per qualche minuto.
I latkes sono deliziosi con la panna acida (altro caratteristico cibo da ashkenaziti), ma in mancanza essa il philadephia va benissimo; ergo, mettete sui latkes il philadelphia, un po’ di salmone affumicato e del timo fresco o dell’erba cipollina, poi servite!
23 Commenti per Latkes di patate con salmone, philadelphia e timo
lagaiaceliaca | 21 maggio 2010 alle 05:49
castagna | 21 maggio 2010 alle 06:38
Mi piace molto che dedichi uno spazio alle ricette tipiche e alle tradiziono…attraverso i blog è il modo migliore x conscerle!
Elisa | 21 maggio 2010 alle 06:49
In Germania si mangiano delle cose simili, però praticamente solo a base di patate, senza farina, uova e cipolle. Io tempo fa ho aggiunto anche un po’ di asparagi grattugiati.
Sono andata a vedere il link del gefilte fish, in effetti non ha l’aspetto più invitante del mondo!
monique | 21 maggio 2010 alle 07:17
Ma buoni!!Tipo i rosti svizzeri! Quant’è che non li rifaccio…
patricia b. | 21 maggio 2010 alle 08:01
Questa preparazione mi fa sorridere…è un po’ internazionale: si fa in russia, in argentina (bunuelos), in Svizzera…. ecc. E’ di una semplicità ma di una bontà incredibile, li mangerei tutti i giorni!!!
Un abbraccio, a presto
Patricia
Wennycara | 21 maggio 2010 alle 09:23
Augh, tremendo il gefilte fish :\
Invece questa proposta è attraente: la patata grattugiata non l’ho mai provata; ho un pò paura che in cottura mi si spatasci tutto ma proverò, mi fido ciecamente di te!
Un abbraccio,
wenny
GuyaB | 21 maggio 2010 alle 09:42
Mi piace molto quando parli di cucina ebraica!
Glu.fri | 21 maggio 2010 alle 10:57
Dai Jasmine e’ vero que los “rusos” sono un piu’ poveri dei “turcos” dal punto di vista gastronomico, pero fanno cose buonissime anche loro…certo tanta patata,quello e’ vero. E poi il gefilte fish lo fanno con il merluzzo dalle mie parti…´e questo aiuta…Baci
Chicca | 21 maggio 2010 alle 11:57
somigliano ai Rosti svizzeri…ma li ho sempre concepiti come contorno, non per essere accompagnati con panna, salmone eccetera
BK | 21 maggio 2010 alle 12:48
beh, insomma, viste le ristrettezze climatiche ed economiche in cui le comunita’ Ashkenazite esistevano (finche’ non siamo partiti per l’America) ci vuole semplicemente del genio per riuscire ad elaborare una varieta’ di piatti come quella della nostra cucina. I latkes sono una bonta’ ineguagliata con pochi umili ingredienti…e sinceramente non capisco questa avversione per il gefillte fish, la mia famiglia non potrebbe vivere senza
.
E che ne dici del Lox, che guarnisce i tuoi bei latkes? Un’altro dei nostri migliori contributi alla cucina ebraica che tutti ci invidiano. Insomma, un buon salmone conservato non e’poi un piatto cosi’ da disprezzare, e forse forse qualcosa di delicatessen ne capiamo anche noi.
Bacioni
maia | 21 maggio 2010 alle 12:56
Ho trovato il tuo commento sul mio blog, e da curiosa come sono, ho subito guardato il tuo!
E’ bellissimo, lo metto subito tra i miei preferiti!
ciao
maia
Valeria | 21 maggio 2010 alle 19:04
li avevo adocchiati sul libro del cavolo e fanno parte della lista dei “must do”!i gusti nordici con cui li hai accompagnati sono il top (eh si , ammetto che sono di parte
)
k@tia | 21 maggio 2010 alle 19:54
io ho fatto quelli del cavoletto e li ho serviti con panna acida, bella l’idea del philadelphia che sicuramente in casa piacerà di più della panna acida! comunque i latkes sono veramente strepitosi!! Brava Jasmine che me li hai ricordati!!
Sara Mintz | 21 maggio 2010 alle 20:34
Finalmente una ricetta askenazita!
brava jasmine!!
Terry | 22 maggio 2010 alle 05:10
Questi li ho sempre letti in ricettari e siti vari…ma non li ho mai provati… mi ispirano ancor di più ora vedendo i tuoi!:)
ariel | 22 maggio 2010 alle 12:51
dunque andiamo con ordine.
i latkes si mangiano con la composta di mele.
la cucina ashkenazita non è ne povera ne cattiva.
il gefilte fish se fatto bene è buonissimo. Il problema è che al 99% chi lo ha mangiato ha provato quello in scatola. terribile.
i piatti ricchi della cucina ashkenazita sono a base di oca. (altresì detta il maiale degli ebrei)
trova e pubblica una buona ricetta per il cholent!
Oxana | 22 maggio 2010 alle 19:39
Mammamia che buono qui da voi, ragazzi!! Io conosco una ricetta simile di questi latkes;))
Un bacione!
sonia | 22 maggio 2010 alle 21:47
ma tu non sai come apprezzo la semplicità delle tue ricette e la descrizione accurata….. sono stupende. baci a tutti. Sonia.
Kafcia | 23 maggio 2010 alle 08:54
Latkes di patate hanno il loro posto a casa mia da sempre! Solo che da noi si chiamano “i tortini di patate”. Era un piatto preferito di mio nonno.:) E Lui le mangiava oltre che con la panna acida, anche con una spolverata di zucchero bianco tritato grossolanamente. Buona domenica!
ariel | 4 giugno 2010 alle 06:35
@Jasmine – I LOVE HRAIMI
safy mintz | 21 giugno 2010 alle 09:38
ahahah leggo solo ora che ho ripreso in mano questa ricettina!vorrei tentare di farla stasera o domani!
ma che super partes io adoro gli askenaziti ![]()
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bacio
s
somigliano, come impasto, al “tortel di patate” trentino. che poi ci sta benissimo, perché la cucina trentina, che è così povera che più povera non si può, è piena di influssi austro-ungarici, e quindi dell’europa centrale.
perché alla fine le cucine povere sviluppano un ingegno incredibile, e saltano fuori dei piatti splendidi.
il vostro blog mi piace sempre di più…