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Patate dolci al forno (allo zaatar e al rosmarino)

Le patate dolci sono uno degli ingredienti che ultimamente compare spesso nella mia lista della spesa. Un tempo erano difficili da trovare – bisognava setacciare Chinatown per scovarle anche in una città grande come Milano – ma ormai quasi tutti i supermercati e i mercati rionali le offrono, insieme ad altri tuberi e radici più o meno local come la pastinaca, il sedano rapa, il daikon e il topinambur.

Come cucinare le patate dolci

Le patate dolci, anche detta batate, sono radici tuberose simili alla patata nostrana (che però è un semplice tubero): se non le avete mai provate, immaginate una verdura dalla consistenza simile a quella della patata, il cui sapore però è molto vicino a quello della zucca. La ragione per cui le compro e cucino spesso, preferendole alle patate normali, è che hanno molti vantaggi per la salute (sono meno caloriche, più ricche di vitamine e hanno un maggiore contenuto di potassio!) ma sono anche molto buone e versatili.
Si possono preparare come quelle normali in mille modi, fritte, al forno, in purea… e negli Stati Uniti si usano persino nei dolci. Oggi vi racconto due ricette semplici per fare le patate dolci al forno, una versione tradizionale col rosmarino e una “mediorientale” con zaatar e harissa.
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Torta con tahina, miele e fichi freschi

Qualche settimana fa Vered Guttman – una blogger che scrive di cucina su Haaretz – ha pubblicato per Rosh Hashanah una ricetta molto intrigante, una torta con tahina, miele e spezie che ha subito attirato la mia attenzione.
I lettori di Labna hanno notoriamente un debole per la tahina, sia nei piatti salati che nei dolci: potevo forse tirarmi indietro e non provare per voi questa promettente nuova ricetta? Certamente no!

Torta con tahina, miele e fichi freschi

Così mi sono messa all’opera e dopo 3 tentativi a partire dalla ricetta originale di Vered (comunque molto apprezzati dai miei colleghi, che consumano i miei esperimenti culinari) sono arrivata a quella che secondo me è una perfetta torta con tahina e miele. Somiglia a una normale torta al miele (lekach) di Rosh Hashanah, ma ha anche un deciso sapore di semi di sesamo, che ben si mescola con il profumo della noce moscata e del cardamomo inclusi nella ricetta.
Una volta perfezionata la ricetta, siccome mi piace concedermi un lusso, ho aggiunto alla torta originale anche dei fichi freschi. In questa stagione non so resistere ai fichi e ne compro sempre più di quanti possa mangiarne senza fare indigesitone… ditemi che non sono l’unica!
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Marmellata di cedro e agrumi (ricetta con l’etrog per dopo Sukkot)

Mentre noi eravamo affaccendati in altre faccende, colpevolmente dimentichi di questo blog, la festa ebraica di Succot è iniziata… e terminata!
By the way, per chi non se la ricordasse dagli anni scorsi, nell’apposita pagina di Labna dedicata a Succot trovate tutta la storia, le tradizioni e le ricette di questa festa.

Marmellata di cedro (etrog) e agrumi

Gli elementi iconici di Sukkot – come indicato nella Bibbia* – sono il lulav – un mazzo di rami composto da mirto, palma, salice – e l’etrog, cioè il cedro, entrambi utilizzati per la preghiera. Il problema che mi si pone ogni anno è cosa fare dopo la fine di Succot con il cedro avanzato, un frutto profumato e saporito che sarebbe un peccato sprecare.
Quest’anno ci ho fatto due cose, la marmellata di cedro e la cedrata, ma oggi vi parlo solamente della marmellata di cedro (la cedrata potete sbirciarla su Instagram di Labna!).
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